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Crodino e i tavoli dei bar: addio a Gozzellino, l’uomo dell’analcolico biondo

(Agen Food) – Roma, 25 mag – di Massimiliano Cinque – Dagli anni ’60 in poi tutti gli italiani, insieme ai numerosi turisti che invadevano il Bel Paese, hanno sorseggiato una bevanda del colore di un tramonto estivo, colma di ghiaccio e accompagnata da una fettina d’arancia. Le vecchie réclame riportavano la scritta “piace, piace, piace”, ma la frase celeberrima, più volte parafrasata, resta senza dubbio “l’analcolico biondo che fa impazzire il mondo”.

Il Crodino è un pezzo della storia italiana consumatasi ai tavoli dei bar, quei bar che un tempo erano veri luoghi di incontro e confronto, dove c’era chi aveva voce in capitolo e chi, invece, diceva la sua senza essere preso troppo sul serio — forse perché aveva anche bevuto qualcosa di troppo. Su quei tavoli si sono consumati litigi, amori, passioni e scontri, molto spesso accompagnati proprio da un Crodino, capace di rinfrescare i lunghi pomeriggi estivi o le leggere e luminose mattinate invernali.

E forse era proprio questa la base, l’idea originaria che portò Piero Ginocchi, proprietario dell’allora Società Anonima Terme di Crodo, a collaborare con il cuneese Maurizio Gozzellino, enologo e profondo conoscitore di erbe e spezie, per creare una nuova bevanda analcolica che, con il suo gusto amaricante e fresco, potesse sostituire gli alcolici negli aperitivi dell’Italia del boom economico.

Il 1° dicembre 1964, con il nome Picador, venne messa in commercio la prima versione della bevanda. Ma, quasi fosse la presa della Bastiglia degli italici aperitivi, il 14 luglio 1965 entrò definitivamente nei bar con il nome di Crodino.

Purtroppo, nella giornata di ieri, a 91 anni, il suo ideatore ha lasciato la vita terrena, ma la sua immortalità continuerà a vivere dentro quell’iconica bottiglietta che ancora oggi occupa milioni di banconi e tavolini italiani.

La ricetta resta segreta, anche se i palati più esperti sostengono di riconoscere alcuni gusti e sentori: cardamomo, zafferano, noce moscata e chiodi di garofano, miscelati con sapienza e lasciati affinare in botte di rovere per almeno sei mesi.

Negli anni, infatti, il Crodino ha assunto un ruolo comunicativo sempre più rilevante, a tratti iconico. Dopo l’acquisizione del marchio, nel 1995, da parte di Campari Group, le campagne pubblicitarie e, di conseguenza, la produzione vennero incrementate in maniera significativa. Non soltanto il celeberrimo attore americano Owen Wilson che si dissetava durante un party con la bevanda, ma forse, e soprattutto, fu il Gorilla con il suo accento romano a segnare un’epoca intera.

E viste le enormi potenzialità della bevanda, lo stesso gruppo Campari, dallo scorso anno, ha rilanciato in maniera massiccia negli Stati Uniti una campagna di promozione e vendita, sfruttando la costante crescita del mercato delle bevande analcoliche e racchiudendo però il prodotto — a parer mio in maniera quasi qualunquistica e riduttiva — nella definizione di “spritz analcolico”.

Redazione Agenfood

Redazione Agenfood

Agen Food è la nuova agenzia di stampa, formata da professionisti nel campo dell’informazione e della comunicazione, incentrata esclusivamente su temi relativi al food, all’industria agroalimentare e al suo indotto, all’enogastronomia e al connesso mondo del turismo.

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