(Agen Food) – Roma, 08 ott. - La tradizione vince la sfida della scienza, della…

Podere 109, eccellenza green nel cuore della Maremma chiude un anno straordinario
(Agen Food) – Grossetto, 21 nov. – di Giulia Ippolito – Tra i monti dell’Uccellina e il mare di Grosseto, Podere 109 è un luogo dove la terra viene coltivata con rispetto, costanza e visione. Il podere risale al 1955, epoca della Riforma fondiaria, ma è nel 2022 che nasce il progetto contemporaneo guidato da Giuseppe Esposito, improntato su un’agricoltura biologica rigorosa e su una filosofia che mette al centro l’ambiente e la biodiversità. In pochi anni, i vini e l’olio dell’azienda hanno conquistato le principali guide nazionali, consacrando un modello agricolo che unisce tradizione e innovazione.

Immerso nel verde, tra uliveti, prati e vigneti ed un passo da Marina di Alberese e dall’Argentario, Podere 109, è una vera e propria oasi. Se si è indecisi tra mare e montagna, la zona della Maremma Toscana sposa perfettamente entrambi i concetti. In uno spazio senza tempo, dove tutto è rimasto incontaminato, a pochi passi da un’area marina protetta, andare al Podere è un’esperienza che ti riconnette con la natura. Svegliarsi in mezzo al verde, con prodotti a km 0 e di produzione propria, l’odore dell’olio d’oliva su una fetta di pane, i formaggi e i salumi prodotti da animali al pascolo rendono l’esperienza davvero unica e dal gusto genuino. Dopo un passato politico e imprenditoriale importante, Giuseppe Esposito e sua moglie Nanni Orlandi decidono di lasciare la Capitale, per un ritorno al bucolico, che genera lavoro, ma mantenendo l’impronta di un’impresa dal sapore della conduzione familiare.
Negli ultimi anni, il podere ha ricevuto numerosi premi, tra cui la Guida Prosit dell’ONAV, la Guida Bio 2026, la Guida Gambero Rosso e la Guida Vinibuoni d’Italia. Inoltre, l’olio extravergine d’oliva di Podere 109 è stato inserito nella prestigiosa Guida Slow Food 2025, confermando l’eccellenza dei suoi prodotti e l’approccio attento e appassionato alla coltivazione e alla lavorazione dei frutti della terra. Proprio Esposito ha raccontato ad Agen Food della sua realtà e del suo angolo di natura incontaminata.
Come nasce la vostra filosofia agricola e quali pratiche sostenibili adottate ogni giorno?
“Il podere è del 1955, ma il nostro progetto si è rinnovato nel 2022”, spiega Giuseppe Esposito. “Qui, tra le colline della Banditella, convivono ancora oggi vigne di 60 anni e nuovi impianti dello stesso clone, per un totale di tre ettari. Abbiamo scelto un modello agricolo sostenibile perché crediamo che solo rispettando la natura si possa ottenere davvero il meglio. Le pratiche adottate sono frutto di una scelta etica prima ancora che tecnica: sovescio al posto della concimazione, zeolite e olio di neem in alternativa a zolfo e rame, riduzione quasi totale della plastica (rigorosamente riciclata), uso minimo di macchinari invasivi. Seguiamo i ritmi della terra, non la forziamo. Ogni giorno ci prendiamo cura di un ambiente che ci restituisce qualità. Un principio guida accompagna il lavoro quotidiano: puntare sulla qualità più che sulla quantità. Produciamo circa 10 mila bottiglie l’anno, vendute solo in azienda e su prenotazione. Chi sceglie i nostri vini cerca qualcosa di autentico, un prodotto che faccia stare bene. Io lo dico sempre: se devi bere un bicchiere, bevilo buono”.
Quali sono gli obiettivi del presente e del futuro del podere?
“Nel presente dell’azienda c’è anche un passo fondamentale: la costruzione della nuova cantina, che permetterà di chiudere l’intero ciclo produttivo. Questo per permettere di continuare le nostre produzioni ed ampliarle. Per Trebbiano e Ciliegiolo abbiamo scelto due linee, IGT e DOC Maremma Toscana: due interpretazioni dello stesso vitigno, una più immediata, l’altra più strutturata. A queste si affiancano il Sangiovese IGT Toscana e Già, rosato DOC da uve Ciliegiolo”.

I vostri vini hanno ottenuto importanti riconoscimenti. Cosa li rende speciali e cosa significano per voi questi risultati?
“Questi premi rappresentano una conferma del lavoro che facciamo ogni giorno in campo”, racconta Giuseppe Esposito. Le etichette di Podere 109 hanno attirato l’attenzione di quattro tra le più autorevoli guide italiane. La Guida Prosit dell’ONAV, tra le più selettive, ha assegnato due Prosit al Maremma Toscana DOC Ciliegiolo 2024. La Guida Bio 2026 ha attribuito quattro Certificati di Eccellenza, premiando con la Foglia d’Oro – il massimo riconoscimento – il Sangiovese 2023, e attribuendo voti eccellenti anche a Ciliegiolo, Già e Trebbiano. Il Gambero Rosso ha inserito l’azienda tra le cantine meritevoli di attenzione, assegnando 2 Bicchieri al Trebbiano 2024 e al Ciliegiolo 2024, definiti freschi, nitidi e territoriali. La guida Vinibuoni d’Italia 2026 ha premiato il Ciliegiolo 2024 con quattro stelle, inserendolo tra i “vini da non perdere. Per un progetto rinnovato da pochi anni è un risultato enorme, che ci dà forza e fiducia. Conferma che la strada della sostenibilità e della cura maniacale della vigna è quella giusta”.
Il vostro olio extravergine d’oliva è stato inserito nella Guida Slow Food 2025. Quali aspetti ne determinano la qualità?
“Nel 2016 abbiamo lasciato la città per dedicarci completamente agli ulivi e alla terra”, ricorda Giuseppe. “La nostra idea era semplice: piccolo, buono e di qualità eccellente. Sette ettari di uliveto biologico ospitano quattro cultivar toscane – Frantoio, Leccino, Maurino e Moraiolo – coltivate senza forzature. Le olive percorrono pochi chilometri prima della molitura, sempre con rese basse per garantire freschezza e pulizia aromatica. Attorno agli ulivi si estende un ecosistema vivo: siepi fiorite, zafferano, un bosco naturale, un laghetto di raccolta dell’acqua piovana, aree destinate agli insetti utili. Vogliamo la massima biodiversità. Ogni essere vivente qui è il benvenuto. Stiamo eliminando progressivamente la plastica e ricicliamo tutto. I nostri alberi producono ogni anno circa 75 milioni di litri di ossigeno: è un contributo reale alla terra. Il riconoscimento da parte della Guida Slow Food, spiega Giuseppe, “ci rende orgogliosi, ma il premio più grande resta la fiducia dei clienti che tornano anno dopo anno”.
Che tipo di esperienza offrite ai visitatori che arrivano al Podere 109?
“Per noi il turismo rurale è soprattutto un modo per disintossicarsi dalla frenesia delle città”, racconta. Podere 109 offre solo sei stanze immerse nel silenzio della campagna maremmana, tra querce, lecci, sughere e sentieri da percorrere a piedi. Gli ospiti possono partecipare ai lavori agricoli, degustare vino e olio direttamente dove nascono, osservare la fauna del Parco della Maremma – dalle lepri ai caprioli, dai falchi ai lupi – e riscoprire un tempo più lento. Qui mangi quello che vedi crescere, vivi la natura e ne ascolti i ritmi. È un’esperienza di cambiamento, non solo una vacanza”.
Guardando avanti, quali obiettivi vi ponete per il futuro?
“Vogliamo continuare a migliorare il nostro rapporto con la terra”, conclude Giuseppe. “Cercare una qualità sempre più alta e contribuire, nel nostro piccolo, a un mondo più rispettoso, pacifico e armonioso. Il nostro sogno è questo: essere un tutt’uno con la natura”.

