(Agen Food) – Bolzano, 03 set. - Dal 1933 un luogo simbolo della città, oggi…

Racconti di viaggio: Sweet Pizza Chicago
(Agen Food) – Chicago, 12 ott.- di Massimiliano Cinque – Correva l’anno 2021, si celebrava il National Pizza Day negli Stati Uniti d’America e il profilo Twitter della città di Chicago si lasciava sfuggire una frase che, da lì a poco, avrebbe scaturito polemiche, derisioni e attente riflessioni: “proud to be the pizza capital of the world”.
Fermo restando che gli americani sul concetto di “… of the world” esagerano sempre – come ad esempio l’autodefinirsi campioni del mondo dalle squadre sportive per il solo fatto di aver vinto il campionato nazionale – nel mio recente viaggio a Chicago ho voluto testare il concetto di pizza che pullula nella Windy City.
Iniziamo subito con un dato: ci sono 1923 pizzerie in città, senza considerare l’area metropolitana limitrofa. Il genere di pizza proposta è variegato e genera sempre dibattiti sullo stile da chi preferisce la pizza alta a quella sottile, da chi vuole la slice a chi non ha altra pizza all’infuori della deep dish.
La pizza italiana, o meglio dire quella napoletana, è una delle più gettonate. La comunità italiana a Chicago è molto grande e numerosi emigrati hanno investito il loro futuro nella cultura culinaria italiana.
Uno di questi è Nick Nitti, proprietario delle pizzerie Forno Rosso, associato alla Verace Pizza Napoletana e detentore di due spicchi Gambero Rosso. La sede storica è nel quartiere nord Dunning, mentre la nuova – ovvero quella dove siamo andati a mangiare la pizza – è a West Loop, quartiere centrale della città.
Margherita e Marinara sono le pizze che abbiamo ordinato per assaporare al meglio i prodotti e la consistenza. L’aspetto era invitante, con un bordo non troppo alto. Tolta dal forno, però, un po’ troppo presto (o probabilmente il forno non aveva ancora raggiunto la temperatura ottimale di esercizio), infatti in alcune parti la pasta non era cotta al meglio.
La Marinara aveva una dose eccessiva di aglio, ma su questo eravamo ben consapevoli visto l’amore che gli statunitensi riversano verso il bulbo aromatico, ed il pomodoro aveva una spiccata acidità; mentre nella Margherita la mozzarella sembrava più un mix con un formaggio che un latticino vero e proprio. Ma nel complesso pizza soddisfacente.

Sul canale di Ogden Slip, vicino al Navy Pier, un imprenditore originario di New York, ha aperto nel 1993 la sua pizzeria: la Robert’s Pizza and Dough Co. Si è classificata al 27° posto della Top 50 Pizze USA 2023 e, parlando con Robert ci ha confidato un’importante scalata alla classifica del 2024. La ricerca dell’impasto perfetto ha portato Robert in giro per il mondo, fino a quando non ha trovato il giusto compromesso tra scioglievolezza, concrattezza e fragranza.
Pizza in perfetto stile americano, grande quanto due nostre pizze, croccante e ben cotta e con un bordo alto. Abbiamo preso la famosissima pizza Pepperoni e una variante della Margherita chiamata The Rita, ovvero doppia mozzarella di bufala e classica.
Quando, dopo giorni, si ha ancora in mente il sapore del salamino che guarniva la pizza Pepperoni, allora il risultato non può che essere estremamente positivo.
La deep dish pizza è un piatto tipico di Chicago. La storia è controversa, come la maggior parte delle storie inerenti il cibo, ma quella ufficiale parte nel 1943 alla Pizzeria Uno di Ike Sewell e Richard Riccardo. L’impasto della pizza, che successivamente è stato modificato, veniva posto in una teglia per dolci dal bordo alto e riempito con formaggio, mozzarella e salsa di pomodoro. Dopo 40/45 minuti di cottura usciva questa pizza con bordo spesso e croccante.
Abbiamo provato la deep dish pizza da Pizano’s Pizza & Pasta a State Street, una vegetariana ed una classica. La propongono in tre versioni: small, intermediate e large. Da sboroni italiani ci siamo fiondati sulla large, con il risultato di dover ricorrere alla doggy bag.
Definirla pizza, nella nostra concezione della parola, è estremamente complesso. È una pasta non lievitata, dove probabilmente c’è farina di mais per renderla maggiormente croccante. In una sola parola potremmo definirla: pesante. Il carico tra formaggi, mozzarella e salsa di pomodoro fa sì che riempia lo stomaco al primo slice.
Era un’esperienza da provare e che consiglio a tutti di cimentarsi.
Chicago non sarà la capitale mondiale della pizza, ma sicuramente è una città bellissima dove si fondono stili, farine, pomodori e mozzarella.
