(Agen Food) – Roma, 30 nov. – “Essere sostenibili per l’ambiente di tutti presuppone scelte sostenibili per la salute del singolo. Se adottiamo uno di stile di vita e una dieta funzionale alla salute della persona siamo sostenibili anche per l’ambiente”. Lo dichiara la neoeletta Presidente di Agronetwork, Sara Farnetti.

È scientificamente provato che gli alimenti caratteristici del bacino del Mediterraneo, di alta qualità (provenienti da Italia, Spagna, Portogallo, Grecia e Francia del Sud),siano tra i più salutari al mondo. Infatti, la dieta mediterranea è stata proclamata Patrimonio dell’Umanità.

Il modello mediterraneo, personalizzato nelle quantità e nella combinazione degli alimenti, sposa perfettamente il concetto della sostenibilità ambientale e si contraddistingue per il suo equilibrio nutrizionale.

In generale, la stretta coerenza rispetto alle raccomandazioni suggerite a livello scientifico rende tale modello il più efficace in termini di benessere e prevenzione delle patologie non trasmissibili e lo contrappone al modello alimentare nordamericano (o modello occidentale – western) che è, invece, da tempo al centro dell’attenzione del mondo scientifico preoccupato dal grave fenomeno della crescita esponenziale dell’obesità e delle malattie metaboliche negli Stati Uniti.

Gli scienziati convergono inoltre nel sostenere che l’adozione di una dieta ad elevato consumo di alimenti mediterranei rappresenti un fattore protettivo contro le più diffuse malattie croniche, in particolar modo quelle cardiovascolari e i tumori. Alcuni alimenti tipici della dieta praticata nel bacino del mediterraneo appaiono infatti in grado di ridurre del 72% il rischio di infarto e rappresentano una valida difesa contro tutte le cause di mortalità e nello specifico quelle legate a malattie cardiovascolari e tumorali, ma anche verso quelle di origine neurodegenerativa quali il morbo di Parkinson e il morbo di Alzheimer.

Se i benefici per la salute di un’alimentazione basata sul modello mediterraneo risultano ormai noti, quelli legati all’ambiente rappresenteranno una piacevole sorpresa per i consumatori italiani, sempre più attenti alla sostenibilità dei prodotti che acquistano.

Le nostre abitudini di consumo e i nostri comportamenti, in particolar modo quelli alimentari, implicano un maggiore o minore consumo di risorse idriche. Infatti, un individuo utilizza in media dai due ai cinque litri di acqua al giorno per bere, mentre il consumo giornaliero di acqua virtuale (quella utilizzata per produrre il cibo) per alimentarsi varia dai 2.000 ai 5.000 litri a persona.

Agronetwork fa presente come la dieta mediterranea pesi per 3.469 litri d’acqua medi giornalieri, ben 37,2% in meno della occidentale (western – Nord America) che ne utilizza 4.760 e solo 19,5% in più della vegetariana -che impiega 2.793 litri – apportando però rispetto ad essa molti più nutrienti macro e micro, e meno grassi.

La maggior parte degli alimenti dei quali è consigliato dalla comunità medica e scientifica un consumo più frequente sono anche quelli con una minore impronta idrica.

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