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Marrone dell’Appennino Romagnolo: redatto il disciplinare

(Agen Food) – Ravenna, Forlì – Cesena, 02 set. – di Claudia Pollara –  Stilato il disciplinare di produzione che regola la coltivazione e commercializzazione dei marroni prodotti nel territorio romagnolo, composto da otto articoli che comprendono: denominazione, zona di produzione, caratteristiche del prodotto, tracciabilità, metodo di ottenimento con tutte le operazioni di post-raccolta, legame con l’ambiente, controllo, etichettatura riguardante il confezionamento di tutte le tipologie del prodotto (fresco, essiccato, sfarinato, trasformato).

L’indicazione geografica “Marrone dell’Appennino Romagnolo” è riservata: ai frutti allo stato fresco; ai frutti essiccati e sgusciati interi; ai frutti essiccati e sfarinati; ai prodotti derivati con il processo di trasformazione; della specie Castanea Sativa Mill. (castagna europea) che rispondono alle condizioni e ai requisiti stabiliti dal presente disciplinare di produzione.

Nel disciplinare è redatto: “I castagneti da frutto dell’Appennino romagnolo rappresentano un esempio importante di corretta gestione del suolo che contribuisce alla multifunzionalità del bosco, oltre a produrre un frutto di grande qualità, in grado di creare reddito per le aziende agricole dell’Appennino. Grazie alle tradizionali attività di coltivazione, contribuiscono al contrasto dei cambiamenti climatici in atto, favorendo l’immagazzinamento del carbonio nel terreno e, grazie al non utilizzo di prodotti chimici, favoriscono la biodiversità vegetale e animale. Inoltre, grazie alla presenza di “patriarchi” o di alberi monumentali e all’abbondanza di fiori spontanei e protetti, favorisce la presenza di un turismo sostenibile per le fragili aree appenniniche”.

Delineate anche le zone di produzione del “Marrone dell’Appennino Romagnolo” che comprendono  l’intero territorio collinare e montano dei Comuni delle provincie di Ravenna e Forlì_Cesena: Castel Bolognese, Faenza, Riolo Terme, Casola Valsenio, Brisighella, Castrocaro Terme, Modigliana, Dovadola, Meldola, Predappio, Montiano, Tredozio, Rocca San Casciano, Roncofreddo, Civitella di Romagna, Portico e San Benedetto, Galeata, Mercato Saraceno, Borghi, Sogliano al Rubicone, Premilcuore, Santa Sofia, Bagno di Romagna, Sarsina e Verghereto. Idonei i castagneti da frutto ubicati nella fascia collinare e appenninica tra i 200 e i 1.000 metri sul livello del mare

Il presidente del Centro Studi e Documentazione sul Castagno di Marradi, Elvio Bellini spiega che rendere attuabile il marchio collettivo di produzione “Marrone dell’Appennino Romagnolo”, è favorevole per valorizzare le produzioni del ‘Marrone Fiorentino’, che sta alla base dei cloni che si coltivano nell’ areale. Il marchio è riservato ai frutti allo stato fresco, a quelli essiccati e sgusciati interi, allo sfarinato e ai prodotti derivati dalla loro trasformazione.

La denominazione “Marrone dell’Appennino Romagnolo” riguarda la specie Castanea Sativa Mill., afferenti alla cultivar Marrone Fiorentino. Sono escluse le altre cultivar non corrispondenti al genotipo marrone.

Redazione Agenfood

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