(Agen Food) – Roma, 29 giu. – – di Rosalba Teodosio. Un’azienda familiare a gestione manageriale. A definire così Pasta Sgambaro, l’azienda di Castello di Godego in provincia di Treviso, è il suo Presidente, Pierantonio Sgambaro, che Agen Food ha sentito per una lunga riflessione sulle sfide imposte dalla pandemia nell’ultimo anno, sulle paure, le consapevolezze, sulle soddisfazioni e gli scenari futuri del Pastificio veneto fondato nel 1947.

Presidente, come avete vissuto il privilegio e la responsabilità di entrare nelle case degli italiani, di far parte della loro intimità nei giorni duri del lockdown? La pasta pare aver riunito le famiglie.

Soprattutto nei primi periodi, abbiamo percepito il Covid come una guerra. Mi ha colpito quello che il nostro Presidente della Regione Zaia disse all’epoca: ci sono aziende strategiche che non possono fermarsi, tipo Sgambaro. Dunque orgoglio certo, ma anche forte responsabilità. Responsabilità di andare avanti, di proteggersi dall’epidemia, di non avere contatti con il virus proprio per non fermare la produzione. Sapevamo che era estremamente pericoloso, il contagio poteva avvenire da un giorno all’altro. Sarebbe bastato che qualcuno di noi si ammalasse per bloccare interi settori e quindi anche tutta l’azienda. Abbiamo vissuto momenti di grande apprensione e ci siamo sentiti responsabili nel continuare a fare le cose bene. Livelli di sicurezza altissimi, mio fratello stesso impegnato al massimo giù in produzione e nel contatto con i dipendenti per controllare personalmente le varie modalità di operare. Posso dire che ne siamo usciti bene. Quello che è accaduto ha avvalorato ulteriormente le nostre scelte e il percorso intrapreso: produrre con grano italiano, avere una filiera controllata, investire su ambiente e sostenibilità – cosa che noi abbiamo cominciato molti anni prima che la politica ne comprendesse l’importanza -, implementare per crescere.

Secondo i dati Unionfood, nonostante il Covid, il settore della pasta nel 2020 presenta un segno +.

Sicuramente la pasta è stata utilizzata quasi come fosse una tradizione da portare avanti in un momento di forte incertezza. E’ vero che è stata venduta più pasta nel 2020, ma occorre calcolare che è venuto meno il settore dell’HoReCa, quindi tutto ciò che è il mondo della ristorazione. Rispetto al trend dei precedenti 3-4 anni con un mercato piuttosto stanco e una produzione in calo, il 2020 ha rappresentato un exploit con la ripresa dell’utilizzo casalingo: la pasta ha avuto il potere di risollevare anche la psiche, di accomunare, di scaldare, di far tornare un po’ bambini. All’inizio di quest’anno però si torna a una leggera flessione, ridimensionando un po’ i volumi. All’estero invece il settore della pasta va sicuramente bene.

Qual è la situazione di Pasta Sgambaro?

Per quanto ci riguarda, noi viviamo una situazione un po’ diversa, nel senso che produciamo da molti anni ormai una pasta di altissima qualità, fatta con un grano scelto e selezionato molto bene. Abbiamo una linea biologica che copre quasi il 50% del fatturato, con aziende interessanti che presidiamo. Questo ci aiuta a mantenere i volumi, a conservare una crescita costante, siamo soddisfatti di quello che stiamo facendo. Il Covid ci ha permesso anche di pensare a comunicare, per esempio lanciando una campagna televisiva, che mai avrei pensato di fare. Ci siamo detti: questo è il momento giusto per parlare di noi, un momento importante in cui c’è una forte richiesta e in cui c’è bisogno di qualità. E oggi sono convinto che abbiamo fatto bene a mostrarci, è giusto far conoscere il nostro eccezionale prodotto, fatto nel miglior modo possibile. Non si può produrre solo qualità, ma anche informazione. Puntiamo sempre a essere tra i migliori, stiamo strutturando quest’azienda da anni proprio per arrivare sempre più in alto. Vogliamo correre forte.

Ci sono già progetti per il futuro? Ci anticipa qualcosa?

Gli acquisti futuri, gli investimenti che stiamo realizzando da qui all’anno prossimo mirano alla qualità e al prodotto. Penso a nuovi macchinari più performanti, che impattino ancor meno sull’ambiente e riportino la lavorazione della pasta al suo metodo tradizionale, rispettando tutte le caratteristiche organolettiche del grano: temperature ancor più basse, tempi lunghi, naturalmente con tecnologie moderne che permettono di limitare consumi energetici e di calore. Vogliamo inoltre migliorare il packaging, arrivando a breve a confezionare – penso di iniziare già a settembre – interamente in carta, al 100%, non ci dovrà essere un grammo di plastica. Voglio che le nostre confezioni, se anche domani cadessero in un bosco o per sbaglio in mare, si disgreghino e tornino in natura senza inquinare e senza lasciare danni.

Presidente, quanto conta ancora per Pasta Sgambaro il legame con il territorio?

Considero la mia azienda situata in Italia, non solo al Nord, tant’è che tra i nostri principali collaboratori abbiamo dei bravissimi agricoltori pugliesi. Da Cerignola per esempio, oltre vent’anni fa, è nata l’idea di utilizzare solo grano duro italiano, e soprattutto di dare un premio agli agricoltori che lavorano sulla qualità con grandi capacità professionali. Lavoriamo anche con il mondo agricolo di Bologna e del centro Italia per altri grani e per il biologico. C’è uno stretto rapporto con gli agricoltori per quanto riguarda la selezione del grano Marco Aurelio, utilizzato per l’Etichetta Gialla. Io stesso sono reduce, proprio in questi giorni, dal viaggio annuale in Puglia e nelle altre regioni per la trebbiatura del grano. Ritengo fondamentale collaborare con gli agricoltori, consigliare, confrontarsi, analizzare come potrà essere la pasta di domani, selezionare, fare ricerca sul campo. Marco Aurelio è capostipite, ma usciranno altre varietà figlie, molto simili se non migliorative, di Marco Aurelio: andremo avanti sempre all’insegna della qualità, per ottenere il meglio. Credo che in questi anni qualcosa di importante per l’agricoltura abbiamo fatto: siamo stati i primi, abbiam lanciato un bel sasso e vedo che molti colleghi ci hanno seguito poi nel tempo.

E la dimensione familiare dell’azienda: i valori dei vostri nonni restano il faro?

Siamo riusciti a mantenere la proprietà familiare di Pasta Sgambaro, nonostante le tante opportunità di vendita avute e declinate. Abbiamo concluso in modo felice un’operazione con soci cugini, facendo un notevole sforzo per mantenere la proprietà integra in famiglia. Non siamo preclusi a possibili collaborazioni, anzi potrebbe essere un valido veicolo per crescere, ma per il momento restiamo noi: proprietà familiare e gestione manageriale.