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424° Fiera di Grottaferrata: tradizione e innovazione si incontrano nello scenario dei Castelli Romani

Tempo lettura: 4 minuti

(Agen Food) – Grottaferrata (RM), 27 Mar. – di Giulia Ippolito – Ormai avviata da qualche giorno, la Fiera nazionale di Grottaferrata, quest’anno giunta alla 424° edizione, si conferma un evento di successo per il panorama locale, ma non solo.

LA FIERA

La location al centro dei rinomati Castelli Romani rende la Fiera una vetrina con una vasta proposta merceologica, un luogo dove poter intessere rapporti commerciali e professionali, ma anche un divertente viaggio alla scoperta delle tradizioni regionali.

La fiera nasce nel 1024, dopo la fondazione della nota Abbazia di S. Maria da parte di S.Nilo da Rossano, a Grottaferrata e si configura, fin dall’antichità, centro di scambio di popoli e di merci.

Quest’anno, sono presenti al suo interno oltre 100 aziende espositrici provenienti da 19 regioni italiane pronte a valorizzare la qualità delle materie prime e la varietà delle produzioni, offrendo così alle piccole e medie imprese l’occasione di incontrare ed individuare nuove opportunità commerciali.

LA PAROLA ALLE AZIENDE: LO STAND DELL’UCI

Fra gli stand espositivi, il primo che ci colpisce è quello dell’Unione Coltivatori Italiani, una delle principali e più longeve organizzazioni di categoria del mondo agricolo italiano. Fra le aziende, è presente La Fraschetta dell’Olio, la cui responsabile, Barbara Todini, ci racconta: “Noi siamo il primo lavandeto dei Castelli Romani, a Frascati. È un piccolissimo appezzamento, però assolutamente innovativo. La nostra è un’azienda neonata, ha appena due anni”.

Alla fiera presentano i loro prodotti, come “l’olio essenziale idrolato, che viene estratto immediatamente, subito dopo la raccolta del fiore. L’imbottigliamento, poi, avviene all’interno dell’azienda agricola. Il nostro obiettivo è quello di trasformare anche una parte dell’azienda in laboratorio, ma siamo ancora in attesa della famosa burocrazia”.

La Fiera di Grottaferrata è una vetrina molto importante di tutto ciò che concerne la produzione agricola. Non potevamo che sfruttare quest’occasione in nome della promozione della territorialità”.

All’interno dello stesso banchetto, troviamo Valeria La Saracina, dell’azienda agricola Il Vulcino, di Canino, in provincia di Viterbo, che produce “olio extravergine, una linea di aromatizzati spremuti a freddo, naturali, aglio nero, mandorle biologiche e una mostarda all’aglio nero, prodotto nuovo che abbiamo portato qui in fiera”.

Valeria ci racconta che il prodotto ha suscitato una forte curiosità, perché “molti sono predisposti a conoscere le novità che le produzioni locali offrono”, messaggio portante della Fiera stessa.

IL CAPPELLETTO MATTO

Non solo realtà locali. Proseguendo fra gli stand, incontriamo Federico e Federica Paladino, omonimi ritrovatosi a lavorare casualmente nella stessa azienda, il che “è già tutta una garanzia, ci dicono. Abbiamo una gastronomia che si trova a Baiso, nelle colline tra Reggio Emilia e Modena. Ci occupiamo di pasta fresca, in particolare tortellini, ravioli, passatelli, tortelloni”.

Il prodotto, seppur non locale, è stato accolto bene: “Il nostro obiettivo era far conoscere la nostra terra. Poi, ovviamente, speriamo di poter svuotare il furgone in questi giorni!”.

ARROSTIN’TOUR

Fra gli stand della fiera, c’è anche chi ha voluto portare la tradizione romana: parliamo di “A tutta trippa”, progetto dell’azienda Arrostin’ Tour. Manola Raimo ci racconta del loro primo anno a Grottaferrata: “Il nostro obiettivo era portare Roma ai Castelli Romani, con alcuni dei piatti tipici della Capitale, prima fra tutti la trippa, che serviamo con fagioli e salsiccia, come la storia vuole.

I nostri clienti preferiti sono i romani che si sono trasferiti in questa tranquilla realtà, ma che con questa ricetta si sentono a casa. Altri, incuriositi, si fermano, ci fanno domande, e lo gustano con allegria in questa atmosfera di festa”.

BOTTE 41

Giovane imprenditore, Mattia Pedriglia, proprietario del Birrificio Botte 41, ci appassiona con il racconto del suo progetto, che è “nato nel 2017. Attualmente siamo due soci, due amici più che altro. Abbiamo cominciato realizzando delle ricette a livello casalingo, facendo da bere ad amici, parenti, persone che conoscevamo.

Poi, dopo un po’ di tempo, abbiamo cominciato a studiare la produzione della birra in modo più approfondito, con tutti i precedimenti di fermentazione, la parte più biologica, chimica e abbiamo iniziato così a realizzare delle nostre ricette che abbiamo poi portato nel birrificio.

Attualmente siamo quella che nel mondo delle birre artigianali viene definita “beerfirm”, appoggiandoci ad uno stabilimento di Monteporzio per produrre le nostre sei tipologie di birre di diversi stili. Facciamo circa 20.000 litri l’anno. è una produzione che soddisfa principalmente una domanda interna locale, dei Castelli Romani”

Mattia ci racconta che il loro rapporto con la Fiera comincia quattro anni fa: “Io e il mio socio siamo entrambi nati qui. Veniamo ogni anno con l’obiettivo di far avvicinare i Castelli alla birra artigianale, per quanto abbiano più una tradizione vinicola. E i clienti, per fortuna, tornano ogni volta”.

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