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Street food, in dieci anni conquista l’Italia: 4.500 imprese in 2mila Comuni

(Agen Food) – Roma, 29 ago. – Dieci anni fa lo street food era soprattutto un fenomeno urbano, concentrato nelle grandi città e nelle mete turistiche più consolidate. Oggi è diventato una presenza stabile nel tessuto economico locale, capace di raggiungere anche piccoli centri, aree costiere e borghi dell’entroterra. A raccontare questa trasformazione sono i dati del Registro delle Imprese elaborati da Unioncamere e InfoCamere.   

Al 31 marzo 2026 i Comuni italiani con almeno un’impresa registrata che svolge un’attività riconducibile allo street food sono 1.975, contro i 1.258 del 2016. In dieci anni la geografia del settore si è dunque allargata includendo 717 nuovi Comuni, per una crescita del perimetro coperto pari al 57%. Nello stesso periodo il numero complessivo delle imprese è quasi raddoppiato, passando da 2.271 a 4.286 unità (+88,7%). Oggi più di un Comune italiano su quattro ospita almeno un’attività del comparto, mentre dieci anni fa il fenomeno riguardava poco più di uno su sei.

Dietro questi numeri emerge un cambiamento più profondo: lo street food non rappresenta più soltanto una modalità alternativa di ristorazione, ma un modello imprenditoriale che ha saputo adattarsi a contesti molto diversi tra loro, intercettando nuove abitudini di consumo, la crescita del turismo esperienziale e una domanda sempre più orientata verso formule di ristorazione flessibili, informali e di prossimità.

La diffusione territoriale conferma questa evoluzione. Il Mezzogiorno concentra quasi la metà delle imprese registrate, a testimonianza del legame tra street food e crescente attrattività turistica e valorizzazione delle tradizioni gastronomiche locali.

A livello regionale, dopo la Lombardia saldamente in testa con 544 imprese, nel 2026 le regioni con il maggior numero di attività sono Sicilia (514), Puglia (510), Lazio (371) e Campania (361). Tra le province, alle spalle di Milano (256 imprese) troviamo Roma (230), Lecce (192), Torino (170) e Napoli (162). Scendendo infine a livello comunale, la palma di regina dello street food va a Roma (129 attività) che scavalca di pochissimo Milano (128). A distanza seguono Torino (78), Palermo (48) e Bari (44).

Come detto, il dato forse più significativo che emerge dall’analisi riguarda l’espansione del fenomeno oltre i tradizionali poli urbani: sono infatti 717 i Comuni italiani entrati per la prima volta nella mappa dello street food nell’arco dell’ultimo decennio, segnale di un settore che continua ad ampliare la propria presenza sul territorio nazionale.

Parallelamente, è cambiata anche la struttura imprenditoriale del comparto. Le imprese individuali restano la forma prevalente, con 3.157 attività registrate e una quota pari al 73,7% del totale, confermando il forte radicamento di iniziative di piccola dimensione e spesso a carattere familiare. Accanto a questa componente storica si osserva però un processo di progressiva strutturazione del settore. Le società di capitale sono passate da 105 a 620 unità in dieci anni, registrando una crescita che sfiora il 500%. La loro incidenza sul totale delle imprese è salita dal 4,6% al 14,5%, evidenziando un comparto sempre più capace di attrarre investimenti e consolidare la propria presenza sul mercato.

***

Tab. 1 – Street food in Italia: dieci anni di crescita

 31-mar-201631-mar-2026Var. assoluta Var.%
Imprese registrate2.2714.2862.01588,7%
Comuni con almeno un’impresa1.2581.97571757,0%
Media imprese per Comune1,72,1 24,4

Fonte: InfoCamere-Unioncamere, Movimprese

Tab. 2 – Distribuzione per macroarea (imprese registrate)

 31-mar-201631-mar-2026Var. assoluta Var.%
Nord Ovest49888238477,1%
Nord Est37268331183,6%
Centro44574730267,9%
Sud e Isole9561.9741.01851,6%
Italia2.2714.2862.01588,7%

Fonte: InfoCamere-Unioncamere, Movimprese

Tavola 3 – Distribuzione per regione (imprese registrate) – Graduatoria per variazione assoluta

Regione 31-mar-201631-mar-2026Var. assolutaVar.%
SICILIA201514313155,7%
LOMBARDIA28854425688,9%
PUGLIA27151023988,2%
CAMPANIA18936117291,0%
LAZIO23737113456,5%
EMILIA ROMAGNA13726312692,0%
VENETO16128512477,0%
SARDEGNA12824511791,4%
PIEMONTE18729110455,6%
TOSCANA1422419969,7%
ABRUZZO6813668100,0%
CALABRIA5611761108,9%
MARCHE45894497,8%
BASILICATA286234121,4%
TRENTINO – ALTO ADIGE41723175,6%
FRIULI-VENEZIA GIULIA33633090,9%
UMBRIA214625119,0%
LIGURIA184224133,3%
MOLISE15291493,3%
VALLE D’AOSTA5500,0%
ITALIA2.2714.2862.01588,7%

Fonte: InfoCamere-Unioncamere, Movimprese

Tavola 4 – Le province e i comuni leader dello street food nel 2026

PosizioneProvincia31-mar-2026 PosizioneComune31-mar-2026
1MILANO             256 1ROMA               129
2ROMA               230 2MILANO             128
3LECCE              192 3TORINO             78
4TORINO             170 4PALERMO            48
5NAPOLI             162 5BARI               44
6BARI               156 6CATANIA            36
7CATANIA            143 7NAPOLI             32
8CAGLIARI           102 8FIRENZE31
9PALERMO            82 9PRATO24
10SALERNO            73 10CAGLIARI           23

Fonte: InfoCamere-Unioncamere, Movimprese

Tavola 5 – I Comuni con la crescita più elevata nel periodo 2016-2026

Comune31-mar-202631-mar-2016Differenza 2026-2016
 MILANO1285276
 ROMA1299138
 PALERMO481434
 CATANIA36630
 FIRENZE311615
 BRINDISI20614
 MARSALA16313
 NAPOLI321913
 SIRACUSA17413
 BARI443212
 CAGLIARI231211
 VITTORIA15411
 TORINO786711
 RIMINI14311
 BOLOGNA17611
 ASTI14410
QUARTU SANT’ELENA1239
 CALTAGIRONE1138
 ADRANO1028
 MESSINA1028

Fonte: InfoCamere-Unioncamere, Movimprese

Tavola 6 – Distribuzione per forma giuridica (imprese registrate)

 Forme giuridiche31-mar-201631-mar-2026Var. assoluta Var.%
SOCIETA’ DI CAPITALE105620515490,5%
SOCIETA’ DI PERSONE424461378,7%
IMPRESE INDIVIDUALI1.7163.1571.44184,0%
ALTRE FORME26482284,6%
TOTALE22714286201588,7%

Fonte: InfoCamere-Unioncamere, Movimprese

Redazione Agenfood

Redazione Agenfood

Agen Food è la nuova agenzia di stampa, formata da professionisti nel campo dell’informazione e della comunicazione, incentrata esclusivamente su temi relativi al food, all’industria agroalimentare e al suo indotto, all’enogastronomia e al connesso mondo del turismo.

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