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Intervista a Mattia Montanari, titolare di Opera|02

(Agen Food) – Castelvetro di Modena (MO), 21 set. – di Nicoletta Curradi – Oggi colgo l’occasione di conoscere una nuova realtà vinicola, rivolgendo alcune domande a Mattia Montanari, titolare di Operal02.

Ci racconti la storia della Sua azienda. Come mai si chiama così?

La mia azienda nasce nel 2002 e per questo è stata chiamata Opera 02. In tutto il mondo si conosce il nome Opera con cui ho voluto omaggiare un grande artista del nostro territorio, Luciano Pavarotti, che secondo me è stato il miglior promoter del lambrusco e della gastronomia modenese.
Sede dell’azienda sono le dolci colline di Levizzano Rangone. Presto l’azienda si è ingrandita, e dai primi 5 ettari di terreni coltivati a vite è arrivata a coprire l’intera collina, per 45 ettari immersi nel verde tra i filari, in uno degli scorci più suggestivi del territorio modenese. Poi ho deciso di intraprendere un nuovo investimento ..

Di cosa si trattava?

Sono rimasto colpito da una vecchia stalla che si trovava nel cuore della tenuta, l’ho acquistata e, dopo un paziente e innovativo intervento di recupero, oggi è stata trasformata in resort e acetaia. La passione della mia famiglia per la campagna e l’agricoltura vanta origini lontane. Il mio nonno Renzo e la mia nonna Irma mi hanno trasmesso i valori e lo spirito delle tradizioni del territorio e dei loro prodotti.

Cosa è accaduto in seguito?

È nata Ca’ Montanari e con essa le prime viti di Grasparossa dell’azienda, uno dei vitigni autoctoni più antichi al mondo, il cui nome deriva dalla particolarità delle sfumature rosse che assumono i raspi dei grappoli nella stagione autunnale. Negli anni è seguito l’impianto di diverse altre varietà tipiche del territorio, come il Trebbiano di Modena, le cui uve sono necessarie per la produzione dell’Aceto Balsamico Tradizionale, oltre a Malbo Gentile, Moscato e Fiano.

Quali caratteristiche ha Opera l02?

I terreni sono interamente coltivati con metodo biologico da 17 anni e i vini sono frutto di una continua evoluzione e sperimentazione. Tradizione e moderne tecnologie si fondono in una produzione in cui la qualità prevale sempre sulla quantità. Le bottiglie prodotte annualmente sono 75.000.

Ci parli del nuovo vino che è appena uscito, il Lambrusco Grasparossa di Castelvetro DOP Opera Rosa

Si tratta di un lambrusco rosé brut, biologico, vinificato in bianco, di grande freschezza, con sentori di lampone e un ricordo di macedonia di fragole all’arancia, che può diventare la bollicina ideale dell’estate, ma che si può bere tutto l’anno, trovando l’abbinamento perfetto con prosciutto di Modena, culatello, passatelli e tortellini, ma che si sposa anche con il pesce oppure con antipasti.
Al naso Opera Rosa ha un aroma fruttato e persistente e un fine perlage. Un vino brillante e gioioso, proprio come la sua bottiglia, e che al bicchiere spicca col suo color rosa cerasuolo intenso e costituisce senza dubbio una importante novità nell’offerta enologica di un territorio straordinario, all’interno del quale la tenuta Opera|02 si pone come eccellenza assoluta. Si ricordi che qui siamo nel cuore della Motor Valley in quanto siamo vicini ad aziende come Maserati Lamborghini e Ferrari.
Qui la vendemmia, anche a causa delle pendenze delle colline, si effettua a mano: i grappoli vengono portati in cantina, che si trova a pochi metri dai vigneti, messi in una pressa soffice a polmone che schiaccia delicatamente l’acino contro la parete. Il mosto rimane a contatto con le vinacce appena due minuti, sufficienti a estrapolare il caratteristico colore rosato. Il mosto così ottenuto va in fermentazione per sei mesi con un metodo charmat a temperatura controllata.

Quali sono i mercati di riferimento ?

Principalmente gli Stati Uniti ma anche molti paesi europei, Italia compresa.

Il colore rosato di questo lambrusco è senz’altro di buon auspicio per il futuro di questa azienda.

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Redazione Agenfood

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