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Italia Bio racconta: in Campania agricoltura biologica la crescita parte dalla terra e guarda al mercato

(Agen Food) – Napoli, 27 mag. – La Campania biologica continua a crescere e lo fa con numeri che la collocano tra le regioni più dinamiche del Sud Italia. Secondo il rapporto “Bio in cifre 2025”, la superficie agricola biologica regionale ha raggiunto i 150 mila ettari nel 2024, pari a circa il 20% della Sau complessiva. Gli operatori certificati hanno superato quota 9.500, con un incremento vicino al 28% rispetto all’anno precedente. Dietro ai numeri c’è una trasformazione profonda del settore agricolo campano. “Il biologico non è più una nicchia – afferma Italia Bio – ma un modello produttivo che coinvolge cereali, oliveti, vigneti, ortaggi, frutta secca e allevamenti estensivi. A trainare la crescita sono soprattutto le aree interne, dove molte aziende hanno scelto di puntare sulla sostenibilità come leva economica oltre che ambientale”.

Le colture più diffuse raccontano bene la geografia agricola regionale. I seminativi biologici rappresentano oltre il 40% della Sau bio campana, mentre crescono in maniera significativa oliveti, prati e pascoli e frutta in guscio. Nel 2024 gli oliveti biologici hanno sfiorato i 13.700 ettari, la frutta in guscio i 13.770 ettari e le superfici dedicate a prati e pascoli hanno superato i 49 mila ettari. In forte crescita anche i cereali, arrivati oltre i 18 mila ettari.

Salerno resta la provincia leader per estensione biologica, grazie a una forte presenza di olivicoltura, ortofrutta e aziende orientate all’export. Avellino punta invece su noccioleti e cereali, mentre Benevento consolida il proprio ruolo nel comparto delle foraggere e dell’olivicoltura. Caserta investe sempre più nella viticoltura bio e Napoli mantiene una forte specializzazione nelle colture ad alto valore aggiunto. Ma la vera forza del biologico campano sono le aziende che hanno trasformato territori difficili in laboratori di innovazione agricola.

Nel Cilento, diverse imprese olivicole biologiche hanno scelto di recuperare terreni abbandonati e varietà autoctone, puntando su oli extravergine di qualità certificata e filiere corte. In Irpinia, invece, giovani agricoltori stanno rilanciando il nocciolo biologico con tecniche di agricoltura conservativa e riduzione degli input chimici. Una scelta che risponde anche alle richieste di mercati sempre più attenti alla sostenibilità.

Nel Sannio cresce inoltre il numero di aziende vitivinicole che convertono i vigneti al biologico, spinte dalla domanda internazionale e dalla necessità di ridurre l’impatto ambientale. Qui il bio diventa anche strumento di marketing territoriale: vino, paesaggio e turismo rurale si muovono sempre più insieme.

Non mancano però le criticità. Le aziende campane restano mediamente piccole – circa 15 ettari – e devono confrontarsi con costi di certificazione elevati, difficoltà logistiche e frammentazione fondiaria. Eppure il settore continua ad attrarre giovani e investimenti. La crescita degli operatori dimostra che il biologico viene percepito non solo come scelta etica, ma come opportunità economica concreta. Anche i consumi nazionali continuano ad aumentare, sostenendo una filiera che oggi rappresenta uno degli asset più interessanti dell’agroalimentare italiano.

La sfida dei prossimi anni sarà trasformare questa crescita quantitativa in maggiore valore aggiunto: più trasformazione, più export, più organizzazione commerciale. Perché il biologico campano ha già dimostrato di saper crescere nei campi. Ora deve consolidarsi sui mercati.

Attività finanziata dal MASAF – Ministero dell’Agricoltura della sovranità Alimentare e delle Foreste –  Progetto “Bio-ConvItalia – Biologico Conviviale Italiano” – D.M. n. PQAI 01 – Prot. N.0605738 del 31/10/2023 – CUP J55B23000730001

Redazione Agenfood

Redazione Agenfood

Agen Food è la nuova agenzia di stampa, formata da professionisti nel campo dell’informazione e della comunicazione, incentrata esclusivamente su temi relativi al food, all’industria agroalimentare e al suo indotto, all’enogastronomia e al connesso mondo del turismo.

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