(Agen Food) - Salerno, 13 giu. – Si è concluso con straordinaria partecipazione e successo…

Italia Bio racconta: Puglia, il gigante verde che continua a crescere
(Agen Food) – Taranto, 27 mag. – La Puglia si conferma una delle capitali italiane dell’agricoltura biologica. Uliveti, vigneti, cereali, mandorleti e ortaggi disegnano un mosaico agricolo che negli ultimi anni ha accelerato la conversione al bio, trasformando la regione in un laboratorio a cielo aperto di sostenibilità, innovazione e identità territoriale.
A trainare il settore sono soprattutto olivicoltura e cerealicoltura, ma crescono anche vigneti, ortofrutta e colture mediterranee ad alto valore aggiunto. Nelle province di Bari e BAT il bio avanza rapidamente, mentre il Salento continua a puntare su olio extravergine e vitivinicoltura sostenibile.
Dietro i numeri ci sono storie di aziende che hanno scelto di cambiare approccio produttivo ben prima che il biologico diventasse un fenomeno di mercato. C’è chi nell’Alta Murgia ha convertito seminativi e oliveti puntando su biodiversità e filiera corta. Oppure aziende vitivinicole che hanno fatto della sostenibilità agronomica e della valorizzazione del Primitivo un marchio distintivo sui mercati internazionali.
Nel Foggiano, invece, diverse imprese cerealicole bio stanno investendo nella trasformazione diretta di pasta e farine, cercando di trattenere più valore sul territorio. Un modello che prova a contrastare le criticità storiche del comparto: volatilità dei prezzi, aumento dei costi energetici e difficoltà logistiche.
Secondo i dati dell’Osservatorio regionale sull’agricoltura biologica e del rapporto “Bio in cifre”, nel 2025 la superficie agricola biologica pugliese ha raggiunto oltre 318 mila ettari, con una crescita del 2,4% rispetto all’anno precedente. Si tratta di circa un quarto dell’intera superficie agricola utilizzata regionale, un dato che colloca la Puglia ai vertici nazionali del comparto bio.
Anche il numero degli operatori continua a crescere. Le elaborazioni regionali aggiornate al 31 dicembre 2024 parlano di oltre 9.300 operatori biologici, tra produttori, trasformatori e aziende miste. La componente predominante resta quella dei produttori agricoli, segno di un tessuto rurale ancora fortemente legato alla terra.
Il boom del biologico pugliese non cancella, comunque, le sfide. La concorrenza internazionale, la carenza idrica e gli effetti sempre più evidenti del cambiamento climatico mettono sotto pressione le aziende agricole. In alcune aree resta inoltre aperta la questione della frammentazione aziendale, che rende più difficile fare massa critica sui mercati esteri.
Eppure il bio pugliese continua a mostrare una forte capacità di adattamento. Crescono gli investimenti in agricoltura di precisione, recupero delle varietà locali e turismo rurale. Sempre più aziende scelgono di affiancare alla produzione agricola esperienze legate all’enogastronomia, ai cammini rurali e alla didattica ambientale.
La sensazione è che in Puglia il biologico non sia più una nicchia, ma un elemento strutturale dell’economia agricola regionale. Un settore che unisce tradizione e innovazione e che oggi rappresenta una delle carte più solide per il futuro dell’agroalimentare pugliese.
Attività finanziata dal MASAF – Ministero dell’Agricoltura della sovranità Alimentare e delle Foreste – Progetto “Bio-ConvItalia – Biologico Conviviale Italiano” – D.M. n. PQAI 01 – Prot. N.0605738 del 31/10/2023 – CUP J55B23000730001
