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Italia Bio racconta: Umbria biologica, la piccola regione che coltiva sostenibilità e qualità

(Agen Food) – Perugia, 27 mag. – C’è un’Umbria agricola che cresce lontano dai riflettori, ma che continua a guadagnare terreno. È quella del biologico, un settore che nella regione verde d’Italia ha trovato un habitat naturale fatto di colline, oliveti, cereali, pascoli e filiere corte. “I numeri – affermano a Italia Bio – raccontano una crescita costante: secondo i dati Sinab e Regione Umbria, gli operatori biologici umbri hanno superato quota 2.100 nel 2023, mentre la superficie coltivata bio ha raggiunto oltre 58 mila ettari, con un incremento superiore al 18% rispetto all’anno precedente”.

L’incidenza del biologico sul totale della superficie agricola regionale sfiora ormai il 20%, segnale di una trasformazione strutturale che coinvolge aziende storiche, giovani imprenditori e cooperative agricole. Le colture più diffuse sono quelle foraggere, i cereali e l’olivo, ma crescono anche vigneti, legumi, ortaggi e allevamenti zootecnici gestiti secondo disciplinari sostenibili.

Il cuore del bio umbro resta profondamente legato al territorio. Nelle campagne tra Perugia, Todi, Assisi e il Trasimeno, molte aziende hanno scelto di puntare sulla qualità invece che sulla quantità, integrando produzione agricola, trasformazione e turismo rurale. È il caso di numerose realtà olivicole che producono extravergini biologici destinati all’export, oppure di aziende cerealicole che hanno recuperato varietà antiche di farro e grani umbri per pane e pasta artigianale.

Tra le storie più rappresentative c’è quella delle aziende vitivinicole biologiche del comprensorio di Montefalco, dove la conversione al bio è diventata anche uno strumento di valorizzazione paesaggistica e turistica. Qui il vino non è soltanto produzione agricola, ma racconto del territorio. Lo stesso vale per molte aziende agrituristiche che hanno costruito il proprio modello economico attorno alla filiera corta e alla sostenibilità.

Anche l’allevamento bio continua a ritagliarsi uno spazio importante, soprattutto nelle aree interne della Valnerina e dell’Appennino umbro-marchigiano. Bovini e ovicaprini allevati al pascolo contribuiscono a mantenere vivo un presidio agricolo fondamentale contro spopolamento e dissesto idrogeologico.

La crescita del biologico, però, non cancella le difficoltà. Gli agricoltori denunciano da tempo costi elevati per certificazioni e burocrazia, oltre alle difficoltà di accesso alla grande distribuzione. Molte piccole aziende restano legate alla vendita diretta, ai mercatini locali o ai gruppi di acquisto solidale. Una scelta che da un lato limita i volumi, ma dall’altro rafforza il rapporto di fiducia con i consumatori.

A sostenere il comparto ci sono anche le politiche regionali, che attraverso i programmi di sviluppo rurale incentivano conversione e mantenimento delle pratiche biologiche. L’obiettivo è chiaro: aumentare ulteriormente la superficie coltivata bio e consolidare una filiera che in Umbria rappresenta non solo un’opportunità economica, ma anche un modello di gestione del paesaggio e delle risorse naturali.

In un mercato dove i consumatori chiedono sempre più trasparenza, origine certificata e sostenibilità, l’Umbria prova dunque a giocare la sua partita puntando su identità territoriale, biodiversità e qualità produttiva. Una sfida che parte dalla terra, ma guarda sempre più ai mercati internazionali.

Attività finanziata dal MASAF – Ministero dell’Agricoltura della sovranità Alimentare e delle Foreste – Progetto “Bio-ConvItalia – Biologico Conviviale Italiano” – D.M. n. PQAI 01 – Prot. N.0605738 del 31/10/2023 – CUP J55B23000730001

Redazione Agenfood

Redazione Agenfood

Agen Food è la nuova agenzia di stampa, formata da professionisti nel campo dell’informazione e della comunicazione, incentrata esclusivamente su temi relativi al food, all’industria agroalimentare e al suo indotto, all’enogastronomia e al connesso mondo del turismo.

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