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Lazio, una legge per tutelare i celiaci: più diritti, più consapevolezza, più supporto

(Agen Food) – Roma, 13 giu. – di Giordana Oddi – Nel Lazio è stata finalmente approvata la legge regionale n.139, un provvedimento storico che tutela le persone affette da celiachia, una patologia autoimmune che interessa circa il 2% della popolazione regionale ma che spesso rimane ancora poco conosciuta. Questa nuova norma, frutto di un lavoro condiviso tra istituzioni, medici, associazioni e cittadini, si propone di migliorare concretamente la vita di migliaia di persone, garantendo loro maggiore sicurezza, inclusione e consapevolezza.

Una legge attesa, frutto di impegno e collaborazione

Dopo un iter durato circa due anni, il Consiglio regionale del Lazio ha finalmente approvato la legge n.139, un passo importante che segna un cambio di rotta nella gestione della celiachia a livello territoriale. “È una legge attesa, necessaria”, ha dichiarato la presidente della Commissione Affari Europei e Internazionali, Emanuela Mari, che ha voluto sottolineare come questa norma possa “cambiare la vita di tantissime persone” e rappresenti “un gesto di civiltà”.

Il testo è stato promosso dal consigliere Marco Bertucci, Presidente della Com. Bilancio Programmazione economico -Finanziaria, che ha dedicato grande attenzione e sensibilità al tema, dichiarando: “Non si tratta di una “leggina”, ma di un provvedimento con risorse dedicate, un milione di euro in tre anni per realizzare azioni concrete sul territorio”. La legge nasce da un dialogo intenso con associazioni, esperti e cittadini, e mira a rispondere a una serie di problemi reali ancora irrisolti.

Celiachia: una realtà troppo spesso nascosta

La celiachia è una malattia autoimmune causata dall’intolleranza al glutine, proteina contenuta in frumento, orzo, segale e altri cereali. La sua incidenza stimata è tra l’1,8% e il 2% della popolazione, con migliaia di casi ancora non diagnosticati nel Lazio. “Almeno 26.000 persone potrebbero essere celiache senza saperlo”, spiega il dottor Gianmarco Giorgetti, direttore dell’Unità Operativa Complessa di Diagnostica Clinica dell’Ospedale Sant’Eugenio.

Il problema della sottodiagnosi è aggravato dal fenomeno dell’autodiagnosi, che può mettere a rischio la salute dei pazienti. “Circa un terzo dei casi diagnosticati si era auto-diagnosticato senza passare dai centri accreditati”, precisa Giorgetti, sottolineando l’importanza di un percorso diagnostico corretto e uniformato. La diagnosi precoce e affidabile è essenziale per evitare complicanze e garantire un trattamento efficace, che attualmente consiste in una dieta rigorosamente priva di glutine.

Quali sono le novità introdotte dalla legge

La legge regionale n.139 interviene su più fronti, con l’obiettivo di migliorare la qualità della vita delle persone celiache e di chi le assiste:

  • Formazione diffusa: un piano strutturato per formare operatori della ristorazione, personale scolastico, medici di base e specialisti, con corsi specifici per prevenire contaminazioni da glutine e gestire correttamente la patologia.
  • Informazione e sensibilizzazione: campagne educative nelle scuole e nelle comunità per diffondere la conoscenza della celiachia e abbattere pregiudizi o false convinzioni.
  • Percorsi diagnostici e assistenziali: la creazione di un “percorso del cittadino” chiaro e uniforme, sviluppato insieme all’Associazione Italiana Celiachia (AIC) Lazio, che guida dal primo sospetto fino alla conferma diagnostica e al follow-up nei centri accreditati.
  • Supporto economico e pratico: l’obiettivo di rendere interoperabile il sistema dei buoni per l’acquisto di alimenti senza glutine, facilitando così la vita a studenti universitari, lavoratori e turisti celiaci che si spostano sul territorio nazionale.

Le difficoltà quotidiane dei celiaci: racconti e testimonianze

Edy Palazzi, consigliere regionale e persona celiaca, racconta con emozione le sfide di chi convive con questa condizione: “Entrare in un bar e trovare il cornetto vegano, ma non quello senza glutine, fa riflettere. La celiachia non è una scelta, è una necessità. Noi dobbiamo evitare il glutine per salvaguardare la nostra salute”.

Palazzi evidenzia quanto spesso la scarsa conoscenza porti a rischi di contaminazione e all’assenza di servizi adeguati. La legge, spiega, è importante perché «sensibilizza, informa e coinvolge le strutture sanitarie e i territori, aiutandoci a sentirci meno soli e più compresi».

Marco Bertucci, promotore della legge e padre di una ragazza celiaca, sottolinea l’importanza della formazione e dell’inclusione sociale: “Non si tratta solo di escludere il glutine, ma di garantire ai celiaci la libertà di vivere la propria quotidianità senza sentirsi diversi”.

Angelo Mocci

Un modello per il futuro: dal Lazio all’Italia

Il presidente di AIC Lazio, Angelo Mocci, definisce questa legge «una conquista attesa da vent’anni» e sottolinea il ruolo cruciale di associazioni, istituzioni e comunità medica per dare vita a una nuova fase di inclusione e formazione. “Abbiamo già avviato un dialogo per permettere ai celiaci di usare i buoni per alimenti senza glutine in tutta Italia, senza doversi portare dietro valigie di cibo”, spiega Mocci, evidenziando come piccoli accorgimenti possano fare una grande differenza.

Il professor Italo De Vitis, dall’Ospedale Sant’Eugenio, richiama l’attenzione sull’importanza della corretta informazione: “Bisogna imparare a leggere le etichette e conoscere il percorso diagnostico ufficiale per evitare diagnosi errate o ritardi”. La nuova legge istituisce un tavolo tecnico per garantire il coordinamento tra chi cura, studia e vive la celiachia, al fine di trasformare la scienza in pratica quotidiana accessibile a tutti.

Una legge che cambia la vita

La legge regionale n.139 sul contrasto alla celiachia è molto più di una norma: è un impegno concreto verso il rispetto, la tutela e l’inclusione di migliaia di persone che ogni giorno affrontano difficoltà spesso invisibili. Con una combinazione di risorse, formazione e sensibilizzazione, il Lazio si pone all’avanguardia nel garantire pari opportunità e qualità della vita per chi convive con questa malattia.

Per chi soffre di celiachia, per le famiglie e per tutta la comunità, questa legge rappresenta una speranza concreta e un modello da seguire. Ora, l’attenzione deve spostarsi sull’attuazione efficace e diffusa: perché vivere senza glutine non deve essere un ostacolo, ma una possibilità di salute, inclusione e libertà.

Redazione Agenfood

Redazione Agenfood

Agen Food è la nuova agenzia di stampa, formata da professionisti nel campo dell’informazione e della comunicazione, incentrata esclusivamente su temi relativi al food, all’industria agroalimentare e al suo indotto, all’enogastronomia e al connesso mondo del turismo.

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