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Casa Coppelle è pronta ad indossare il suo abito più elegante

(Agen Food) – Roma, 30 nov. – A pochi passi dal Pantheon e da piazza Navona, da ormai ben 13 anni Casa Coppelle porta un po’ di Parigi a Roma. La padrona di casa, Rachele Guenot (francese della Lorraine), è il trait d’union tra la sua cultura (gastronomica e non solo) e la nostra.

“La cucina italiana e quella francese sono indubbiamente le migliori cucine al mondo e nessuna delle due può esistere senza l’altra. Se Parigi è il pranzo della domenica, ricco e opulento, Roma rappresenta la semplicità a tavola di ogni giorno” afferma Rachele.

Il ristorante in Piazza delle Coppelle è lo spazio dove queste due realtà convivono in equilibrio e da ora con un’identità ancora più gourmet. Una maggiore eleganza acquisita grazie al tocco, sapiente e discreto, di Gabriele Cordaro, nuovo chef dell’insegna.

Romano, classe ’85, Gabriele Cordaro ha iniziato la sua carriera nel mondo della ristorazione all’età di 26 anni frequentando un corso al Gambero Rosso; è seguita poi un’esperienza da Giulio Terrinoni e da Cristina Bowerman, a cui è rimasto profondamente legato da un sentimento di ammirazione e stima personale, oltreché professionale. È proprio mentre affianca la Chef Bowerman che arriva la chiamata da Modena, all’Osteria Francescana di Massimo Bottura. Tornato a Roma lavora con Heinz Beck e, nel ruolo di primo cuoco, impara una lezione importantissima: saper delegare alla brigata. È con questo immenso bagaglio che arriva a Casa Coppelle, a cui apporta la sua visione di cucina. Una cucina che si presenta in un percorso degustazione di 5 portate – diverse dalla carta per offrire al cliente un percorso a sé – e nel menu alla carta, composto da 6 piatti a partita. Una proposta intuitiva e inclusiva – carni rosse, bianche, cacciagione, vegetali, pesce e proposte gluten free – che punta ad una cucina più raffinata e di nicchia, sia per le materie prime utilizzate che per le tecniche di preparazione e le presentazioni dei piatti.

Un ristorante fine dining che trova nel concetto di Fusion la sua chiave di lettura: Astice, piccione, foie gras ma anche zuppa di cipolla in scrigno di sfoglia fatta in casa. Piatti, dunque, d’ispirazione francese mescolati ai capisaldi del territorio come con i Plin ricotta, limone, pecorino e menta; Cappellacci di coniglio alla cacciatora; Tagliolini alle alghe, frutti di mare, bagna cauda e salsa al nero. Questi ultimi, tutti lavorati a mano e di produzione propria così come per la pasticceria e per il cestino del pane, di cui cambieranno le sue varietà, con i suoi grissini alla nocciola, focaccia e girelle alle olive.

“La mia cucina è sì gourmet, ma anche divertente. Soprattutto desidero che includa tutti, ed è per questo che sto studiando un menu degustazione vegano e vegetariano. Una scelta di inclusività ma anche di sostenibilità. Dobbiamo tutti contribuire nel salvaguardare il pianeta e, per me, è stimolante poterlo fare giocando con la terra, come ho fatto con il Carciofo ripieno di ricotta, aromatizzato al limone e maggiorana, con spuma di patate affumicate condita con olio alla menta” dice.

Uno fra tutti è però il piatto del cuore dello chef – “Il mio signature” – Linguina, senape, lime e crudo di capesante. Un piatto dei ricordi. Sapori rivisitati che si rifanno ad una ricetta del papà dello chef e che hanno trovato una nuova identità, più contemporanea.

Casa Coppelle è certamente un elegante ristorante gourmet nel cuore di Roma, unico nel suo genere, ma è anche un’insegna che da sempre si distingue, tra tutte, per aver sposato nobili cause (le iniziative con l’Ospedale Bambin Gesù o con Binario 93, con cui danno da mangiare a centinaia di senza tetto). Un vero e proprio punto di riferimento in tal senso.

L’unicità del luogo si tocca con mano non appena entrati nella prima sala, ornata da fedeli riproduzioni di quadri del XVII/XVIII secolo, o nel Buduàr, dei toni del nero e dell’oro, dedicato esclusivamente a chi voglia intraprendere il menu degustazione. Tutto ciò che si presenta alla vista è frutto dell’estro creativo del famoso Architetto e Interior design Jacques Garcia, già autore dell’Hôtel Costes di Parigi e del Mamounia di Marrakech. Un’istituzione nell’olimpo dell’alto design la cui firma è arrivata su Casa Coppelle, unico progetto curato in tutta Italia.
“Prima avevamo la camicia, ora il tailleur” dice sorridendo Rachele. È questo il nuovo spirito dell’insegna: eleganza e cucina di altissimo livello per oltre 70 coperti. Le 450 etichette di vino, poi, vanno di pari passo con l’anima dell’insegna tra bollicine, verticali di Sassicaia e importanti cantine francesi.

#CasaCoppelle

Redazione Agenfood

Agen Food è la nuova agenzia di stampa, formata da professionisti nel campo dell’informazione e della comunicazione, incentrata esclusivamente su temi relativi al food, all’industria agroalimentare e al suo indotto, all’enogastronomia e al connesso mondo del turismo.

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