(Agen Food) – Desenzano del Garda (BS), 25 nov. – “È certamente legittimo non essere d’accordo sullo strumento Piano Produttivo ed occorre rispettare le diverse altrui opinioni, come abbiamo sempre fatto, però occorre che le motivazioni addotte da Confagricoltura Piacenza siano veritiere.

Invece non è così. Ma come si può dire che il Piano Produttivo è avulso dai produttori latte quando la cooperazione, fatta da produttori latte, rappresenta oltre il 62% del peso voto e inoltre ogni Piano Produttivo è sempre sottoscritto da una percentuale delle 4.000 stalle molto superiore al necessario 67%?

Quando i produttori latte che siedono nel Consiglio di Amministrazione sono ben 16 su 27 consiglieri?

Come si può negare l’evidenza sui risultati di valorizzazione del latte grazie al Piano Produttivo che negli anni ha garantito una remunerazione al latte destinato a Grana Padano mediamente superiore dell’8% al latte omogeneo diversamente destinato?

Comunque la risposta a queste domande la daranno le 4.000 stalle iscritte nell’elenco delle stalle destinate a Grana Padano.

Fra l’altro con un netto vantaggio a favore dei detrattori del Piano perché per costoro è sufficiente convincere il 33,4% delle stalle, cioè 1.336, per bloccare il Piano, mentre i fautori del Piano occorre raccolgano, come sempre è avvenuto, il consenso di almeno 2.670 stalle.

Ed in realtà l’adesione è sempre stata ben superiore alle 3.000 stalle.

Se questo Piano piacerà o meno alle 4.000 stalle lo vedremo nelle prossime settimane quando dovranno essere raccolte le loro, peraltro indispensabili per legge, adesioni”.

Queste le parole del Direttore Generale del Consorzio Grana Padano Stefano Berni in merito alle dichiarazioni di Confagricoltura Piacenza sul Piano Produttivo del Consorzio Tutela Grana Padano, in discussione domani 26 novembre all’assemblea generale.

#granapadano #confagricolturapiacenza #pianoproduttivo