(Agen Food) – Roma, 25 nov. – Equivale a 270.000 m3 il risparmio idrico che sono riuscite a guadagnare le aziende del settore dolciario e pastario italiano tra il 2013 e il 2019. E ancora, 69.000.000 Kg di emissioni di CO2 risparmiate, pari al consumo di circa 36.300 autovetture; 19.500.000 Kg di rifiuti recuperati in più, quasi quanto la produzione annuale di scarti di un comune di 39.000 abitanti.

A rivelarlo è Unione Italiana Food (UIF), la più grande associazione di categorie alimentari in Europa, che riunisce 450 aziende dell’agroalimentare, con 20 settori merceologici rappresentati, e pubblica, sette anni dopo la prima edizione, il suo nuovo Rapporto di Sostenibilità, nel solco di un percorso virtuoso iniziato da oltre 20 anni e che fa seguito alla prima edizione del 2013, che rimane il primo esempio di report di sostenibilità a cura di un’associazione di categoria.
Il report 2020 analizza trend e risultati concreti raggiunti in questi 7 anni da cinque diverse categorie merceologiche simbolo del Made in Italy che fa qualità e la porta nel mondo: pasta, prodotti da forno, cacao e cioccolato, gelati, confetteria. Settori produttivi, questi, capaci di generare nel nostro Paese un valore complessivo di circa 20 miliardi di euro l’anno.

I dati contenuti nel report provengono da 36 stabilimenti produttivi situati su tutto il territorio nazionale che fanno capo a 10 delle principali aziende dell’alimentare in Italia (Barilla, Bauli, Ferrero, Froneri, Garofalo, Nestlé Italiana, Perfetti Van Melle, Sammontana, Sperlari, Unilever Italia), fortemente rappresentative della produzione Made in Italy, con punte del 90% e del 70% nel settore dei gelati e in quello del cacao e cioccolato.
Il calcolo degli indicatori ambientali analizzati (Energia, acqua, rifiuti, CO2, Sottoprodotti, Produzione) mostra che il percorso di miglioramento sia trasversale a tutti i settori analizzati. Confrontando la finestra dal 2013 al 2019, la produzione di prodotti da forno – e da ricorrenza, come Pandoro e Panettone – ha ridotto di circa il 42,7% le emissioni di CO2, il settore della confetteria ha risparmiato 14,51 m3 di acqua per ogni tonnellata di prodotto. Il settore del cacao e cioccolato utilizza il 100% di energia elettrica rinnovabile, quando nel 2013 ne usava il 7%.

Dietro ai numeri ci sono storie e soluzioni eterogenee per creare valore sostenibile: dalle innovazioni tecnologiche per contenere consumi ed emissioni, a progetti locali per la tutela dei territori e delle comunità d’origine delle materie prime di cui si servono, fino alle esperienze di food innovation, in linea con i modelli più virtuosi di economia circolare.
Per Mario Piccialuti, DG Unione Italiana Food, “La sostenibilità è ormai, assieme a qualità e sicurezza, uno dei fattori di competitività del nostro sistema alimentare. Nel mostrare l’impegno concreto dei nostri associati, il Report mostra come la sostenibilità non sia una promessa ma un fatto”.
Tra le attività intraprese da UIF a livello associativo, il progetto Life Magis sul Made Green in Italy (lo schema nazionale volontario per la valutazione e la comunicazione dell’impronta ambientale dei prodotti ), dando vita a nuove Linee Guida, tra cui quelle relative all’efficientamento energetico, in collaborazione con ENEA, e quelle sulla valorizzazione dei sottoprodotti alimentari per l’economia circolare.

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