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Biennale di Venezia: quando l’arte incontra il cibo

(Agen Food) – Roma, 06 mag. – di Massimiliano Cinque – Tra pochi giorni prenderà ufficialmente il via la Biennale di Venezia, accompagnata quest’anno da numerose polemiche legate alla presenza della Russia. Non sono mancati trambusti, richieste di dimissioni, appelli per annullarne la partecipazione e persino proposte di chiudere il padiglione russo. Resta sullo sfondo una domanda tanto lecita quanto complessa: è giusto applicare forme di censura ai movimenti artistici quando provengono da Stati responsabili di oppressioni o invasioni? Oppure, storicamente, l’arte rappresenta proprio uno degli strumenti capaci di alimentare i processi di liberazione dall’oppressore?

Interrogativi importanti, certo, ma che in una rivista dedicata al cibo rischiano di restare sullo sfondo. Qui vale piuttosto la pena soffermarsi sulle opere e sulle esposizioni che intrecciano arte e gastronomia.

Tra queste, spicca senza dubbio l’intervento dell’artista francese JR che, sulla facciata di Palazzo Ca’ del Mosto, ha reinterpretato un grande classico della pittura rinascimentale: Le nozze di Cana di Paolo Veronese.

Chi ha visitato il Museo del Louvre a Parigi ricorderà l’imponente tela esposta di fronte alla Gioconda di Leonardo da Vinci. Il dipinto racconta, attraverso il Vangelo di Giovanni, il primo miracolo di Gesù: la trasformazione dell’acqua in vino. Un episodio dal forte valore simbolico nella tradizione cristiana, in cui, grazie all’intercessione di Maria, si afferma una nuova gioia e si inaugura una Nuova Alleanza.

JR rilegge questa scena sulla facciata del Refettorio di Massimo Bottura, sostituendo i personaggi originari con chef, camerieri, volontari e ospiti. Qui il “miracolo” non è più la trasformazione dell’acqua in vino, ma quella dello spreco in risorsa: il cibo recuperato diventa nutrimento per chi ne ha bisogno. Ne nasce un’opera potente e attuale, capace di ribadire con forza il valore universale dell’accesso al cibo, soprattutto per i più fragili.

Sul fronte beverage, entra in scena Mattia Cilia, brand ambassador del Gin Quattro Gatti e tra i bartender più apprezzati a livello internazionale. È lui l’ideatore del primo gin ufficiale della Biennale: The Reflection, un signature cocktail ispirato a Venezia — ai suoi riflessi sull’acqua, alla luce mutevole, a una città dinamica e in continuo divenire, generatrice di vita, arte e bellezza.

Il Gin Quattro Gatti nasce con l’ambizione di elevare la qualità del gin italiano, confrontandosi con le più celebri etichette inglesi. Il cuore del progetto è l’Umbria, terra in cui cresce un ginepro considerato tra i migliori al mondo. Da questa materia prima, insieme ad altre botaniche italiane, prende forma un distillato pensato per la miscelazione e per celebrare uno stile di vita in cui il tempo rallenta, le conversazioni scorrono e i piaceri semplici tornano protagonisti.

Presentato in anteprima presso il The St. Regis Rome, The Reflection è un drink fresco e vibrante: le note botaniche dell’Olive Grove Gin si intrecciano con la delicatezza dell’ibisco, l’acidità del limone e l’effervescenza della soda al pompelmo rosa, dando vita a un profilo agrumato e rigenerante.

In fondo, il legame tra arte e cibo continua a riaffiorare: una connessione profonda, quasi inevitabile, in cui estetica, cultura e nutrimento si fondono in un unico racconto.

Redazione Agenfood

Agen Food è la nuova agenzia di stampa, formata da professionisti nel campo dell’informazione e della comunicazione, incentrata esclusivamente su temi relativi al food, all’industria agroalimentare e al suo indotto, all’enogastronomia e al connesso mondo del turismo.

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