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Il settore lattiero-caseario italiano tra record DOP e calo del latte fresco
(Agen Food) – Cremona, 28 nov. – Ha aperto ieri a Cremona l’ottantesima edizione delle Fiere Zootecniche Internazionali di Cremona, kermesse punto di riferimento internazionale all’interno della quale fare il punto sulle dinamiche del mercato lattiero-caseario italiano, un comparto che vale 21,8 miliardi di euro (dati Alleanza delle Cooperative Italiane, ottobre 2025). I dati emersi in apertura di manifestazione, all’interno del convegno Milk.it, mostrano una netta biforcazione: da un lato, l’export continua a trainare l’intera filiera con tassi di crescita record, dall’altro, la produzione nazionale registra una flessione e il mercato interno è caratterizzato dal calo strutturale dei consumi di latte fresco e da una forte volatilitĂ dei prezzi all’origine.
Il record dell’export trainato dai formaggi dop
L’Italia si conferma un protagonista assoluto sui mercati globali, con l’export del comparto lattiero-caseario che ha registrato una crescita significativa del +15,7% nel primo semestre del 2025. A trainare il successo all’estero sono in particolare i formaggi a denominazione di origine protetta (dop). Il Parmigiano Reggiano e il Grana padano continuano a rappresentare un’eccellenza in termini di valorizzazione, con il Reggiano stagionato a dodici mesi che ha raggiunto 13,73 €/kg sulla borsa di milano (Ismea mercati, novembre 2025). Questa tendenza positiva è in linea con l’aumento delle esportazioni di formaggi, cresciute del +3,4% in volume nel primo trimestre 2025 (Ismea, luglio 2025).
Flessione della produzione e crollo del prezzo spot
La produzione nazionale di latte vaccino, pur mantenendosi su livelli elevati, ha registrato una lieve flessione del -1% nel primo quadrimestre del 2025 (Ismea, luglio 2025), allineandosi al trend di contrazione della raccolta di latte in Europa. A fronte di stabili prezzi del latte crudo contrattualizzato, il prezzo del latte spot (non vincolato da accordi) è stato caratterizzato da una forte volatilità e da un sensibile ribasso. A novembre 2025, le quotazioni spot hanno toccato il livello più basso degli ultimi cinque anni, attestandosi tra 42,50 e 45,75 €/100 kg nelle principali piazze del nord Italia (Ismea mercati/clal, novembre 2025).
I consumi interni: piĂą formaggi e meno latte fresco
La domanda interna evidenzia un chiaro cambiamento delle abitudini alimentari. I consumi di formaggi sono in crescita, registrando un aumento del +4,1% in volume nei primi mesi del 2025 (ismea, primo quadrimestre 2025). Anche il consumo di yogurt ha segnato un incremento del +5,4% nello stesso periodo (Ismea, primo quadrimestre 2025). Tuttavia, in maniera strutturale, i consumi di latte alimentare fresco continuano la loro flessione, registrando un calo del -3,3% nel primo quadrimestre del 2025 (ismea, luglio 2025).
Prospettive
La filiera, caratterizzata da una progressiva concentrazione produttiva in regioni come la Lombardia e l’Emilia-Romagna, e da un sistema cooperativo che gestisce circa il 65% del latte raccolto a livello nazionale (Ismea, ottobre 2025), punta ora sulla dimensione aziendale per la competitivitĂ e sulla qualitĂ e sostenibilitĂ della produzione per consolidare le performance sui mercati esteri, nonostante l’incertezza legata ai prezzi delle commodity e al contesto geopolitico globale.
“Cremona rappresenta oggi un punto di riferimento internazionale dove produttori, tecnici, istituzioni e stakeholder possono analizzare con luciditĂ i cambiamenti in atto e trasformarli in nuove opportunità – ha dichiarato il presidente di CremonaFiere Roberto Biloni – l’eccellenza italiana, testimoniata dal successo globale dei nostri formaggi dop, dimostra che qualitĂ , sostenibilitĂ e innovazione sono le direttrici sulle quali continuare a investire. Il valore complessivo della filiera italiana – ha proseguito – dimostra una vitalitĂ e una capacitĂ di innovazione eccezionali. Non possiamo ignorare la complessitĂ del mercato interno, ma i dati che emergono sono estremamente incoraggianti a livello globale”. Poi ha aggiunto: “Il confronto internazionale che si respira qui -ha concluso Biloni – è la vera forza motrice per la crescita e la competitivitĂ del nostro prezioso settore a livello mondiale”.Â
