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Intervista al Direttore del birrificio Ichnusa Matteo Borocci: “Festeggiamo 110 anni con Ambra Limpida”

Tempo lettura: 7 minuti

(Agen Food) – Roma, 10 mar. – di Olga Iembo – Ichnusa compie 110 anni e continua a inanellare successi. Compie 110 anni e festeggia alla grande: proprio nei giorni del lancio sul continente della sua nuova Ambra Limpida, arriva la notizia dell’ingresso fra i gli investitori del big dei big, nientemeno che Bill Gates, che con circa un miliardo di dollari ha acquisito il 3,76% delle azioni della Heineken, dal 1986 custode del marchio con i Quattro Mori che rappresenta l’anima sarda portando ovunque l’immagine e il carattere dell’Isola.

Ad Assemini tutti si godono i risultati del proprio amato lavoro. Tutti, dal primo all’ultimo impiegato di quel birrificio che ciascuno sente un po’ suo. E proprio questa sembra essere la cifra distintiva di una formula vincente, che punta tutto sulle persone, sull’identità, sul territorio – opportunamente promosso da Ichnusa anche in alcuni suoi punti di interesse turistico e culturale -, per trasfondere nella propria birra quella passione che fa la differenza.

Segreti che racconta con medesimo trasporto il Direttore del Birrificio, Matteo Borocci, spiegando come tradizione e innovazione, creatività e sostenibilità, familiarità e intraprendenza si uniscano al duro lavoro per riempire quei boccali che spopolano sempre di più, come testimoniato anche dal grande successo del lancio ufficiale di Ambra Limpida a Roma e Milano.

Direttore Borocci, Ichnusa è una birra identitaria, si propone di racchiudere tutto il carattere di una regione unica… come mantiene questa promessa? E’ bastato mettere gli oramai inconfondibili Quattro Mori sull’etichetta?

“Siamo orgogliosi di rappresentare con le nostre birre carattere e valori di un’intera Isola. E’ parte della nostra storia, lunga oltre 110 anni, e dell’impegno quotidiano con cui rinnoviamo questo legame. Parliamo di azioni concrete e campagne di sensibilizzazione per rispettare, tutelare e valorizzare la nostra Isola, il suo territorio e la sua cultura, che hanno incontrato il sostegno e la partecipazione delle comunità locali. O della riduzione dell’impatto ambientale del nostro birrificio, con tagli significativi su emissioni di anidride carbonica, consumi idrici e di energia elettrica. E ancora, il nostro progetto “vuoto a buon rendere”, grazie al quale le nostre bottiglie possono vivere fino a 25 anni. Anche la nostra ultima nata, Ichnusa Ambra Limpida sottolinea questo legame perché ha tra i suoi ingredienti un tocco di riso coltivato in provincia di Oristano”.

Come è nato tutto? Come si possono riassumere 110 anni e un’evoluzione inarrestabile?

“Il birrificio di Assemini è il più antico birrificio presente in Sardegna, si estende su una superficie di 162.000 metri quadrati ed è circondato da un’area verde di oltre 15 ettari. È il cuore pulsante di Birra Ichnusa, il luogo che fonde ed incarna quello stretto legame tra tradizione e innovazione. Il primo birrificio di Ichnusa è stato fondato a Cagliari nel 1912. Birra Ichnusa diventa presto famosa in tutta la Sardegna, riscuotendo un grande apprezzamento. Nel 1967 il trasferimento ad Assemini, dove è stata realizzato un nuovo birrificio, all’avanguardia per gli standard dell’epoca, caratterizzato da una forte attenzione all’innovazione. Si distingue per essere il primo in Italia ad installare serbatoi di fermentazione verticali cilindro/conici. L’impegno per migliorare ciò che era già un’eccellenza non è mai venuto meno, ma è cresciuto in termini di investimenti e rilevanza economica. Oggi il birrificio è al centro di un nuovo, importante percorso di innovazione e sostenibilità, grazie anche a un investimento di 73 milioni di euro e a interventi che contribuiranno a migliorare ulteriormente le performance ambientali”.

Ichnusa è ormai un’azienda grande e rinomata, entrata a pieno titolo nel mercato fuori dai confini della Sardegna, ma quello di Assemini resta l’unico birrificio di produzione di Ichnusa, che è rimasta fedele alla tradizione, e punta moltissimo sul capitale umano. Ci sono aneddoti che raccontano questa caratteristica “orgogliosa” e questo suo rapporto viscerale con il personale?

“In Ichnusa tutto parte dalle persone, infatti ci piace pensare e ci comportiamo come si fa in una grande famiglia. Chi, come me, lavora qui in birrificio è fiero di far parte di questa realtà e lo vediamo ogni giorno sia nella dedizione che mettiamo nel nostro lavoro che nella voglia di prendere parte a tutte le attività che portiamo avanti. In birrificio si possono incontrare i figli dei dipendenti che oggi sono in pensione, i neo laureati che vogliono mettersi alla prova, ma anche i dipendenti storici che tramandano ai più giovani la loro lunga esperienza nel fare birra di qualità. Di recente, è stato molto bello sentire le persone che, con orgoglio, mostravano Ambra Limpida ai loro familiari dicendo ‘questa l’ho fatta io’. Le persone del birrificio sono anche quelle che si sono mostrate nello spot di Ichnusa l’anno scorso e che hanno partecipato alle prime spillature ufficiali nei locali in cui è arrivata Ambra Limpida in Sardegna e poi anche in continente. Un coinvolgimento così importante lo ottieni soltanto se le persone si sentono valorizzate e parte di una storia sarda che guarda sempre al futuro”.

Da pochissimo è arrivata l’ultima “nata”, Ambra Limpida, che ha anche una bottiglia tutta particolare ed è legata a doppio filo con il riso, rigorosamente coltivato in Sardegna. Il suo “lancio” è avvenuto proprio sull’Isola, con un “evento” tutto particolare proprio all’interno del birrificio. Perché avete deciso di fare questo come primo passo, qual è il significato di questa scelta?

“Ichnusa è da sempre la birra di Sardegna e, come le altre birre prodotte nel birrificio di Assemini (Anima Sarda, Ichnusa Non Filtrata, Ichnusa Cruda, Ichnusa Limone) anche Ambra Limpida è nata ed è stata realizzata in questa splendida isola. Dopo un lungo lavoro di preparazione, quando finalmente siamo stati in grado di far uscire i primi fusti dal birrificio, abbiamo pensato di creare un primo momento di assaggio, di condivisione, in birrificio, proprio con chi questa nuova birra l’ha vista nascere. Ecco perché il debutto di Ichnusa Ambra Limpida è iniziato a casa nostra. Prima di Natale, abbiamo invitato qui in birrificio tutti i dipendenti, con le loro famiglie e le persone care per gustarla insieme in anteprima. Un modo per celebrare tutta la passione del birrificio di Assemini e delle sue persone. Una storia lunga oltre 110 anni, nel segno di orgoglio, passione e birre di qualità. E la squadra del birrificio è stata presente anche durante le prime spillature “ufficiali” nei locali della Sardegna, per toccare con mano il gradimento dei sardi verso la nuova nata e per raccontarla ai numerosi clienti”.

Anche gli eventi successivi su Milano prima e su Roma poi sono stati un grande successo, come legge tutto questo? A cosa è improntato il tipo di comunicazione che fate, quali sono i vostri obiettivi?

“Le nostre birre accompagnano da oltre un secolo la quotidianità e i momenti in cui le persone in Sardegna scelgono di stare insieme. E da qualche anno le nostre birre raccontano questa anima sarda anche nel resto d’Italia. Con lo stesso approccio che ci ha spinto a condividere il primo lotto di Ambra Limpida con i nostri colleghi, anche le serate su Milano e Roma sono state pensate con lo stesso obiettivo. E devo dire che anche qui la nuova Ambra Limpida è stata accolta positivamente, con curiosità ed entusiasmo. Basti pensare che i milanesi hanno sfidato “i giorni della merla” per averne un assaggio in anteprima, mentre a Roma hanno fatto lunghe code per aggiudicarsene un sorso. Questa, secondo me, è la dimostrazione che a fare la differenza è la qualità della birra, nonché la conferma che le nostre birre sono particolarmente apprezzate su tutto il territorio italiano. Adesso non vediamo l’ora che le prime bottiglie arrivino finalmente nella grande distribuzione per tornare nelle case di tutti quegli italiani che da sempre ci scelgono”.

Ichnusa si caratterizza con il proprio impegno per il territorio sardo. Quali progetti alternativi avete realizzato per valorizzare, difendere e diffondere i valori e i prodotti locali e la regione?

“Ichnusa è da sempre in campo per la tutela e la valorizzazione della Sardegna, dei suoi luoghi incontaminati e della sua cultura millenaria. In particolare, da anni, siamo promotori di due grandi iniziative che abbiamo chiamato Il Nostro Impegno e Il Nostro Orgoglio. Il Nostro Impegno è una campagna che, negli anni, ha visto le persone del Birrificio di Assemini e le comunità sarde coinvolte in diverse attività legate al territorio: dalla pulizia di spiagge e aree urbane nel 2018 e nel 2019 al risanamento di 6 aree dell’isola colpite da incendi e dissesto idrogeologico con la messa a dimora e la manutenzione di 10mila piante autoctone entro il 2024, il cui progetto è partito ad aprile 2022 e che sta procedendo spedito proprio in queste settimane. Il Nostro Orgoglio, invece, mira a far riscoprire le bellezze e le tradizioni di Sardegna oltre a valorizzare e tutelare l’Isola. Nel 2021 il progetto ha messo al centro tre luoghi del cuore della Sardegna (il Canyon di Gorropu, una gola scolpita dal vento e dal Rio Flumineddu a 46Km da Nuoro, Capo Pecora, gioiello della Costa Verde e dell’iglesiente e il Parco di Porto Conte, che seduce con il suo mare ma conquista con piccoli e grandi tesori nascosti nell’entroterra) con l’obiettivo di creare delle esperienze uniche e autentiche che potessero valorizzare le bellezze della nostra Isola. Nel 2022 invece abbiamo cercato di raccontare l’autenticità dell’artigianato sardo promuovendo l’incontro tra le comunità della Sardegna e alcuni dei più noti artigiani che lavorano il ferro e il legno. A questi due progetti “macro”, si aggiungono tanti altri progetti sul territorio, come il Premio Ichnusa, l’iniziativa che da oltre 12 anni mira a investire sui giovani talenti dell’isola mettendo in palio un tirocinio retribuito di 6 mesi nel nostro reparto Marketing”.

Redazione Agenfood

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