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Daniela Fabbi di CIRFOOD: la Gen Z e l’alimentazione, un rapporto complesso

Tempo lettura: 4 minuti

(Agen Food) – Roma, 26 gen. – di Giulia Ippolito – Abbiamo chiesto a Daniela Fabbi, Direttore Comunicazione e Marketing CIRFOOD, di parlarci della ricerca “Gen Z: il rapporto con il cibo e la ristorazione. Numeri e tendenze”, che ha esplorato in modo approfondito e innovativo il complesso rapporto tra i giovani e l’alimentazione.

Com’è nata la ricerca e quali sono gli obiettivi dello studio?

La ricerca “Gen Z: il rapporto con il cibo e la ristorazione. Numeri e tendenze”, realizzata da IPSOS per l’Osservatorio CIRFOOD DISTRICT, è nata dalla volontà di CIRFOOD di indagare, comprendere e analizzare i comportamenti alimentari della Generazione Z. Per un’impresa come la nostra, che fornisce 100 milioni di pasti ogni anno a utenti di ogni età, approfondire i comportamenti quotidiani di questa importante fascia di consumatori ci consente di capire il nuovo pubblico a cui ci rivolgiamo e di identificare opportunità e tendenze che influenzeranno il nostro servizio in futuro.

Perché, secondo lei, i giovani della Generazione Z hanno, più degli altri, la tendenza a “rimettersi in forma” a seguito di un consumo abbondante di cibo, come avviene ad esempio durante le festività?

La Generazione Z si trova oggi fortemente influenzata da numerosi stimoli e modelli presenti nella società odierna sia in termini alimentari che estetici. Questa esposizione ha contribuito a creare un rapporto sempre più complesso con il cibo. La ricerca ha, infatti, rivelato che la Gen Z è caratterizzata da una dicotomia interna rispetto all’alimentazione: da un lato, si osserva un approccio sereno con il cibo inteso come momento di svago (24%) mentre, dall’altro, emergono conflitti significativi, tra cui alcune difficoltà nel mantenere in equilibrio il rapporto tra alimentazione e salute (per il 27% questo equilibrio è sempre o spesso difficile da tenere, per il 44% è qualche volta complesso). Questi risultati ci permettono di comprendere meglio l’origine della tendenza della Generazione Z a cercare di “rimettersi in forma” dopo le festività, massima espressione di convivialità tra familiari e amici.

Quant’è importante per i giovani di oggi costruire la consapevolezza di un giusto regime alimentare?

La consapevolezza di un giusto regime alimentare è estremamente importante per i giovani di oggi, a partire dalla considerazione appena fatta. L’alimentazione ha un ruolo primario nella vita delle giovani generazioni, non solo influisce sulla salute fisica, ma anche sul benessere emotivo e sull’autostima. La consapevolezza di un giusto regime alimentare, inoltre, può diventare un elemento unificante e di condivisione di valori all’interno delle community. Noi promuoviamo questi valori ogni giorno all’interno delle scuole, con percorsi di educazione al valore del cibo che coinvolgono non solo bambine e bambini, ma anche insegnanti e famiglie.

Pensa che la Generazione Z sia sufficientemente educata sulle tematiche della sostenibilità ambientale e sulla cultura del recupero, in relazione alla sfera alimentare?

Questa generazione mostra una crescente consapevolezza delle tematiche legate alla sostenibilità ambientale e alla cultura del recupero, anche quando si parla di alimentazione.      
I giovani, profondamente sensibili alle conversazioni globali sulla crisi climatica e influenzati dall’ampia diffusione di informazioni tramite canali digitali e social media, diventano portavoce del crescente interesse legato alle istanze ambientali del cibo e del benessere animale.

Quanto una percezione sbagliata del proprio corpo, anche a causa del confronto con gli stereotipi estetici di oggi, può influenzare la crescita di un ragazzo di giovane età?

Sicuramente gli stereotipi estetici e i modelli diffusi sui social e da parte della società possono notevolmente influire sulla crescita dei giovani, specialmente in una direzione negativa e portando potenzialmente a disturbi alimentari. Dalla ricerca emerge che il 27% non è soddisfatto del proprio peso e il 34% della forma del proprio corpo.

Come si può notare dall’analisi delle “Community of sentiment”, il rapporto con il proprio corpo è un tema centrale nella vita degli adolescenti e, spesso, può portare a conseguenze gravi. Negli “Sregolati”, ad esempio (25%), ovvero coloro che vivono in conflitto con il proprio corpo e sono orientati verso l’alimentazione veloce, l’8% sono a rischio di disturbi alimentari.

Dall’analisi dei diversi cluster proposti dallo studio, quali considerazioni interessanti possiamo dedurre sul rapporto tra i giovani e l’alimentazione?

Dall’analisi dei diversi cluster emersi dallo studio, si evidenza un rapporto turbato della Gen Z nei confronti del cibo. Da qui nasce l’acronimo che sintetizza il profilo di questi ultimi che li vede: Titubanti, nel rapporto con il cibo e il corpo; Usuali, che tendono a scegliere sempre gli stessi alimenti; Rattristati, incerti tra realtà e modelli stereotipati; Bramosi, affezionati a piatti tradizionali ma anche dai gusti esotici; Agili, che amano le cose semplici; Tessitori, che condividono e vivono il pasto come un momento di convivialità; e Impegnati, attenti al green e all’ambiente.

In questo contesto, in cui i giovani vivono una dicotomia interna rispetto all’alimentazione, la ristorazione collettiva può svolgere un ruolo decisivo nel ristabilire l’equilibrio nella relazione tra i giovani e il cibo attraverso la diffusione di pratiche consapevoli, sostenibili, rendendo l’accesso ad una nutrizione sana aperto a tutti.

Redazione Agenfood

Agen Food è la nuova agenzia di stampa, formata da professionisti nel campo dell’informazione e della comunicazione, incentrata esclusivamente su temi relativi al food, all’industria agroalimentare e al suo indotto, all’enogastronomia e al connesso mondo del turismo.

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