(Agen Food) - Bologna, 20 apr. – Il gusto dolce resta un elemento centrale nelle…

Intervista a Gianluca Carraro, Presidente del Consorzio Tutela Vini Colli Euganei
(Agen Food) – Teolo (Pd), 20 giu. – di Federica Lago – Manca poco a “Vulcanico Serprino”, la più grande degustazione di Serprino dei Colli Euganei prevista sabato 21 giugno, dalle ore 16 alle 22, negli spazi dell’Abbazia di Praglia a Teolo (PD). Con l’occasione abbiamo intervistato il presidente del Consorzio Tutela Vini Colli Euganei Gianluca Carraro che ci ha raccontato di questo vino autoctono del Veneto a denominazione di origine.

Presidente Carraro, ci racconta l’identità e la missione del Consorzio?
Il nostro Consorzio tutela i vini prodotti nel territorio che si estende sulle colline del Parco Regionale dei Colli Euganei, in provincia di Padova, a ridosso di una delle aree termali più importanti d’Italia.
I produttori sono oltre 400, di cui 115 anche vinificatori e imbottigliatori, suddivisi tra piccole e medie aziende e una realtà cooperativa. L’attività delegata al Consorzio dal Ministero prevede la gestione attiva dei disciplinari di produzione e la promozione e la valorizzazione dell’immagine delle denominazioni di origine di competenza, che nel nostro caso sono due, ossia da un lato la doc Colli Euganei, comprendente il Serprino e i vini rossi a base di uve di origine bordolese, e dall’altro la doc Fior d’Arancio dei Colli Euganei. In particolare, a beneficiare delle attività di promozione sono sia i soci del Consorzio che i non soci, in virtù del riconoscimento erga omnes rilasciatoci dal Ministero. Importanti sono anche le attività di assistenza tecnica che rivolgiamo ai nostri produttori e la vigilanza sui prodotti in commercio, in collaborazione, quest’ultima, con gli organismi di controllo. All’attività consortile classica, inoltre, si aggiunge un qualificato servizio di analisi dei vini effettuato dal nostro laboratorio specializzato, che rappresenta un’eccellenza nella provincia di Padova nel settore delle analisi enologiche.
Il Serprino è definito “l’identità frizzante dei Colli Euganei”. Cosa rende questo vino così unico rispetto ad altri frizzanti italiani?
Il Serprino dei Colli Euganei è l’unico vino autoctono a denominazione di origine controllata in Italia specializzato soprattutto nella tipologia frizzante. Questo prodotto sa essere trasversale a tutte le fasce di consumatori grazie alle sue bollicine e alle note di mela, pera, pesca, che lo rendono ideale sia per l’aperitivo, sia per una cena estiva.
La denominazione di origine del Serprino è una rarità tra gli autoctoni veneti. Quanto conta per voi questo legame profondo con il territorio?
Il Serprino costituisce una delle ricchezze della biodiversità dei Colli Euganei, tutelati come Parco Regionale e recentemente riconosciuti Riserva della Biosfera MAB UNESCO, e rappresenta una delle anime del savoir faire dei vignaioli locali, che nei secoli hanno perfezionato l’arte di produrre vini frizzanti fini e persistenti, versatili, caratterizzati da bollicine finissime. Proprio per accentuare il legame con la tradizione antica del Serprino sul nostro territorio, sul finire dello scorso anno l’Assemblea dei Soci del Consorzio ha deliberato una proposta di modifica del disciplinare di produzione, ora in approvazione da parte del Ministero, prevedendo l’introduzione della tecnica arcaica di rifermentazione dei vini “sui lieviti” in bottiglia, una tipologia che vari produttori hanno già reintrodotto in forma sperimentale e che rappresenta un’altra unicità del territorio di Colli Euganei.
Negli ultimi anni, si è parlato molto di sostenibilità. In che modo la viticoltura euganea, e il Consorzio in particolare, contribuiscono alla tutela del paesaggio e della biodiversità?
Il punto di forza è la biodiversità che ci permette una viticoltura a basso impatto ambientale anche laddove non espressamente certificata “biologica”: a differenza di tanti territori italiani che negli ultimi anni hanno sofferto per gli attacchi di alcune malattie della vite, come, in particolare, la peronospora, vedendo le produzioni dimezzate, sui nostri Colli questo fenomeno è decisamente ridotto. Da sempre, nell’area la coltivazione della vite è in equilibrio con l’ambiente circostante, basti pensare che i vigneti si estendono su 3.000 ettari, su di un territorio di circa 18.000.

Dal 2024 i Colli Euganei sono entrati nella Rete delle Riserve della Biosfera MAB UNESCO. Che valore ha questo riconoscimento per il mondo del vino locale?
Dal 5 luglio 2024, i Colli Euganei sono stati ufficialmente proclamati Riserva della Biosfera MAB Unesco. La candidatura, coordinata dall’Ente Parco Colli Euganei, è stata accolta, riconoscendo al territorio un eccezionale valore naturale e culturale, nonché l’impegno dimostrato nella promozione di pratiche di sviluppo sostenibile che rispettano e valorizzano le risorse ambientali locali. L’inserimento dei Colli Euganei nella Lista delle Riserve Mondiali della Biodiversità Unesco è un’opportunità straordinaria per il nostro territorio e per il nostro vino. Abbiamo sostenuto sin dall’inizio la candidatura, della quale ci sentiamo parte attiva. La nostra viticoltura è essa stessa espressione di biodiversità. Un riconoscimento che conferma l’equilibrio tra natura e uomo, promuovendo l’agricoltura sostenibile e l’ecoturismo
Con circa un milione di bottiglie prodotte, il Serprino ha ancora margini di crescita? Quali sono i vostri obiettivi per il futuro?
Attualmente, la produzione è di circa 1 milione di bottiglie ma presenta una grande potenzialità, grazie agli impianti di Serprino già presenti e coltivati sul territorio. Il potenziale è di tre o quattro milioni di bottiglie, un obiettivo che auspichiamo di raggiungere grazie alla valorizzazione delle caratteristiche tipiche di questo vino, ossia la sua freschezza e la gradazione alcolica moderata, che fanno del Serprino un vino moderno, ideale per ogni occasione di consumo.
Come si posiziona oggi il Serprino nel mercato italiano e internazionale? C’è una strategia di esportazione?
Da luglio dello scorso anno, ci siamo dotati di un Piano Strategico triennale, che ha fatto seguito ad un accurato studio delle nostre ampie produzioni. Ci vogliamo concentrare, in particolare, sul Serprino declinata in versione frizzante, unicità veneta, da proporre prima di tutto al mercato nazionale e magari, in futuro, anche su quello internazionale.
Il 21 giugno torna “Vulcanico Serprino”: cosa rappresenta per voi questo evento e perché è stato scelto l’inizio dell’estate?
La grande degustazione di Serprino dei Colli Euganei è ospitata nel salone del centro congressi di uno dei luoghi simbolo del territorio padovano, carico di storia religiosa e anche vinicola. Saranno presenti con i loro stand venticinque aziende, che complessivamente proporranno in assaggio ai visitatori più di quaranta interpretazioni del Serprino, offrendo un ampio panorama delle tipiche bollicine euganee nella tipologia frizzante e in quella spumante, nonché nella versione sperimentale Sui Lieviti, recentemente approvata dall’Assemblea dei Soci del Consorzio di tutela dei vini dei Colli Euganei e in fase di introduzione nel disciplinare di produzione. Verranno organizzate masterclass dedicate a questo vino vulcanico, identitario e vivace, oltre a cooking show improntati sull’abbinamento del Serprino con i piatti estivi a base di alcune eccellenze agroalimentari euganee, come il melone e il prosciutto Veneto Berico-Euganeo.
Quanto è importante, secondo lei, comunicare la convivialità e l’anima “pop” del Serprino anche alle nuove generazioni?
Grazie alla sua freschezza e alla gradazione alcolica moderata, il Serprino si presenta come un vino ideale per ogni occasione di consumo. Un vino frizzante, da apprezzare durante un aperitivo, magari nel cuore di Padova, l’Urbs Picta riconosciuta Patrimonio Unesco, o a bordo piscina nelle località termali di Abano e Montegrotto. Un vino trasversale, che incontra il gusto dei consumatori per le sue note di mela, pera, pesca. Caratteristiche che si abbinano perfettamente agli antipasti di pesce o di verdure, ai risotti alle erbette spontanee o con i piselli, alle paste tipiche della cucina italiana, ai crostacei, ai piatti della tradizione veneta, ai salumi, ma che lo rendono adatto anche in compagnia di sushi e sashimi, della pizza o dei poke oggi d’attualità fra i giovani, oppure per accompagnare una semplice bruschetta con l’olio extravergine di oliva.
Quali sinergie state attivando con altri attori del territorio – agricoltura, turismo, cultura – per fare del Serprino un vero ambasciatore dei Colli Euganei?
Crediamo che lo sviluppo di sinergie sia fondamentale. Abbiamo la fortuna, del resto, di trovarci in un territorio straordinario, ricco di risorse e bellezze naturali, artistiche e architettoniche, come la splendida Villa dei Vescovi, gestita dai Fai. Siamo fortemente motivati a promuovere i nostri vini presso il distretto termale a ridosso con le nostre colline e nella città di Padova, riconosciuta Patrimonio Unesco, dove desideriamo che il Serprino divenga sempre più il vino simbolo dell’aperitivo. Per questo abbiamo deciso, ad esempio, di portare il nostro vino nel Mercato Sotto il Salone del Palazzo della Ragione di Padova per alcune iniziative nel corso dell’anno. Lavoriamo, inoltre, a stretto contatto con l’Ente Parco dei Colli Euganei per tutelare e valorizzare la nostra area e preservarne l’integrità e collaboriamo con le amministrazioni comunali del territorio. Importante sarà anche l’ulteriore sviluppo dell’enoturismo, al quale contribuiamo con un Museo allestito presso la sede consortile, a Vo’, presso il quale il visitatore può conoscere la storia enologica e la realtà viticola dei Colli Euganei.
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“Vulcanico Serprino” è organizzato dal Consorzio Tutela Vini Colli Euganei, nell’ambito delle iniziative previste dal piano strategico di lancio del Serprino dei Colli Euganei. 27 le aziende presenti (Abbazia di Praglia, Bacco e Arianna, Cantina Barbiero, Ca’ Avignone, Ca’ della Vigna, Cantina Colli Euganei, Cantina Contarato Carletto, Colle Mattara, Cristofanon Montegrande, De’ Rusta, Giacomo Salmaso, Il Pianzio, La Mincana Dal Martello, La Roccola, Le Cortiselle, Marchioro, Monte Viale, San Nazario, Tenuta Gambalonga, Tenuta l’Alba Vini, Tenuta Monte San Giorgio, Terre Preziose, Turetta Cà Bianca, Veronese, Vigna Roda, Vigna Vecchia, Vigne al Colle) che faranno conoscere al pubblico presente oltre quaranta interpretazioni del Serprino, offrendo un ampio panorama delle tipiche bollicine euganee nella tipologia frizzante e in quella spumante, nonché nella versione sperimentale Sui Lieviti, recentemente approvata dall’Assemblea dei Soci del Consorzio di tutela dei vini dei Colli Euganei e in fase di introduzione nel disciplinare di produzione.
Le novità di quest’anno saranno le due masterclass condotte dai Sommelier Fisar per approfondire la conoscenza di questo vino vulcanico, identitario e vivace. Inoltre, il Cooking Show con lo chef Andrea Cesaro previsto alle ore 18.30, abbinerà il Serprino ad alcuni piatti estivi creati con le eccellenze agroalimentari euganee, come il melone e il prosciutto Veneto Berico-Euganeo.
L’accesso a “Vulcanico Serprino” è libero. Gli assaggi si effettuano presso gli stand dei produttori previo acquisto del kit di degustazione, disponibile all’ingresso e al seguente link: https://www.eventbrite.it/e/biglietti-vulcanico-serprino-degustazione-vini-allabbazia-di-praglia-1382305435769
