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Lago addolcisce TuttoFood, Segatto: “Visione internazionale e tecnologie produttive per il nostro progetto vincente”

(Agen Food) – Galliera Veneta Padova (Pd), 20 mag. – di Olga Iembo – Qualità, esperienza, professionalità, visione internazionale al servizio dell’innovazione di prodotto, sono queste le parole chiave della filosofia di Lago group, realtà dolciaria italiana, oggi di proprietà del gruppo Bouvard Biscuits, che si è presentata a Tuttofood mostrando le nuove proposte di mercato. Di tutto rispetto i numeri dell’azienda che vende in oltre 100 paesi nel mondo, vanta 92% di tecnologie produttive coperte nello sweet bakery food shelf, 23mila tonnellate di wafer prodotti all’anno. Una realtà che si è rinnovata e allo stesso tempo consolidata con l’asse Francia-Italia creatosi con l’acquisizione di Lago Group da parte di Bouvard, che si è palesata come nuova fonte di risorse e investimenti.

Di qui le innovazioni di prodotto che quest’anno sono state mostrate a TuttoFood, a partire da Be-Goodie Sugar free, la linea di wafer senza zuccheri, con un valore inferiore allo 0,5%, pensata per un target trasversale che cerca un piacere funzionale, senza rinunciare al gusto. Diverse le referenze di Be-Goodie Sugar free pensate per un momento di snacking individuale e on the go o di break da condividere: dai Party, bocconcini con 5 strati di cialda, 4 strati di crema e 75% di crema, ai Mini Party fino ad arrivare ai Poker composti da 3 strati di wafer friabile e 2 strati con 74% di crema; tutti disponibili nei gusti cacao o nocciola. Attraverso il lancio di questa linea, Lago punta a trovare la propria distintività a scaffale, e guarda al futuro con un occhio rivolto alle tendenze più consolidate sui mercati internazionali, con l’ottica di sviluppare sempre di più proposte capaci di coniugare contenuto salutistico ed edonistico.

La fiera è stata comunque l’occasione per illustrare la nuova identità visiva del brand e la sua rinnovata architettura di marca che prevede il completo rebranding delle merende, oggi confluite sotto “Lago1968”, la linea della tradizione. Ciambelle e crostatine, rinnovate nel packaging e perfezionate in termini di ricettazione, si avvicinano al mondo valoriale dei dolci fatti in casa. Per le ciambelle, che si arricchiscono della nuova referenza allo yogurt, si hanno impasti più soffici nel lungo periodo, uova allevate a terra e minori grassi. Le crostatine si presentano oggi con una frolla più friabile e morbida nel tempo. La crema al cioccolato e nocciole, aumentata al 14%, della crostatina è, inoltre, certificata Rainforest, a garanzia di una produzione più sostenibile e responsabile.

Di questo e molto altro ha parlato ad Agen Food Cristina Segatto, direttore marketing Lago.

Parliamo un po’ di Lago, in quali zone opera?

“Lavoriamo in tutta Italia, molto anche all’estero. E’ un marchio che in Italia sta cercando di farsi conoscere sempre di più, infatti negli ultimi due anni viviamo una fase di rinnovamento e abbiamo cambiato completamente la grafica, l’immagine, la visione, i valori, la mission che questo brand aveva. È un brand storico, nasce nel 1968 da un signore – Gastone Lago – che ha investito in una linea wafer, credendoci, e si è sviluppato molto soprattutto nella zona dove era ed è tuttora sita la fabbrica, in Veneto. L’azienda ha sempre lavorato molto anche e soprattutto per la private label. Il brand esisteva già da tanto quindi, quando è arrivato il Gruppo Bouvard, in cui da settembre 2025 è entrato al 100% anche Lago, che ha deciso di investire nel brand. Da qui, quindi, ci siamo occupati di tutta una ricostituzione in una gerarchia di marca, cominciando con il chiederci chi volevamo essere, e concludendo che questo è un brand che dà le risposte giuste a tutti i consumatori, qualsiasi sia il desiderio che hanno nel mondo prettamente del dolce. Noi siamo i secondi produttori di wafer in Italia, proprio questo è il core business, ma ci siamo allargati poi anche a merende, frollini, biscotti e con l’entrata nel gruppo Bouvard abbiamo avuto a disposizione un ampio range di tecnologie che copra circa il 92% di quelle presenti nello shelf dello sweet bakery food attuale, quindi abbiamo potuto spostarci anche su biscotti, pasticceria, lievitati. Il gruppo Bouvard in sé ha un fatturato di 600 milioni di euro, e ha 18 plant produttivi di cui uno anche negli Stati Uniti”.

Su cosa avete deciso di puntare a TuttoFood?

“Sicuramente puntiamo su tutto quello che è funzionale al nostro progetto di rinnovamento. Nel ricostruire la nostra gerarchia di gamma, abbiamo introdotto la nuova offerta di Lago Bigudi, che offre un piacere libero, senza costrizioni, il nostro leit motif un po’ per tutte le offerte che facciamo è proprio il ‘gusto’, offrire qualcosa che dia piacere al consumatore, infatti il payoff che abbiamo è proprio ‘scegli il tuo piacere’. Nel caso di Bigudi il payoff è anche free pleasure, quindi un piacere libero ma comunque indulgente. Ecco allora la nostra proposta wafer per adesso senza zuccheri. Offriamo a scaffale il primo wafer completamente senza zuccheri, cioè con una quantità di zucchero inferiore al 0,5% ogni 100 grammi di prodotto, e ci presentiamo sia con una versione porzionata che con uno sharing pack in sacchetto, al gusto nocciola ed anche al gusto cacao. La linea Be-Goodie nasce con sugar free ma ha ovviamente in programma di allargarsi, rispondendo alle esigenze di tutti quei consumatori che sono un po’ più attenti, vuoi per scelta, vuoi per obbligo perché hanno delle problematiche. Quindi il nostro obiettivo per gli anni futuri è quello di allargare questa gamma anche a categorie quali il gluten free, il proteico, il senza lattosio e stiamo lavorando proprio in questo senso”.

Si parlava di private label e che fornite a diversi soggetti, è un qualcosa che continuerete a fare?

“Sì, continueremo a farlo. Ci presentiamo con diverse ‘entità’. Anche in fiera, come si vede, lo stand è composto da tre sezioni che contemplano per diversi business la stessa tipologia di prodotto. Uno è il business dei freschi, tutte quelle merende da frigo che sono in distribuzione a una nostra consociata che si trova in Austria. Il resto, a livello private label, viene gestito da Bouvard e la parte export da Lago e Bouvard Italia, per cui continueremo cercando di differenziarci, di essere distintivi con il brand e di offrire invece prodotti più convenzionali per quanto riguarda la private label”.

Dunque, in Italia siete il secondo gruppo produttore di wafer, e a livello europeo dopo l’ingresso il Bouvard come andrete a posizionarvi?

“Allora il posizionamento è comunque importante, tenga presente che Bouvard Biscuits che è il gruppo è molto inserito nella realtà europea e anche d’oltre oceano, quindi siamo riusciti a mixare conoscenze, distribuzione commerciale, proprio per farci conoscere non solo nel mondo della PL dove magari il gruppo era più forte, ma anche come brand. Con il brand stiamo crescendo molto in USA, dove abbiamo una sede, Lago Usa, stiamo crescendo molto in tutti i paesi del golfo e negli Emirati, mentre per quanto riguarda la PL abbiamo conquistato dei grandi clienti anche negli Stati Uniti e anche in Inghilterra. Poi la presenza comunque è molto vasta e che copre più di 100 paesi in tutto il mondo”.

Per l’approvvigionamento delle materie prime restate più sul mercato italiano o acquisite anche molto all’estero?

“Tendenzialmente cerchiamo di restare in Italia per quanto riguarda le nostre sedi qui, invece le sedi di produzione francese si approvvigionano soprattutto in Francia, sono molto legati alle loro catene e alle loro materie prime come la farina o le uova ad esempio. M anche noi in Italia siamo ovviamente legati ai nostri riferimenti, abbiamo dei fornitori di tutto rilievo per molte cose. Poi su alcuni prodotti, tipo il cioccolato, è evidente che si fa riferimento ai maggiori produttori di alta qualità dai quali tutti si vanno a rifornire”.

Parliamo di sostenibilità. Con il packaging come vi regolate?

“Stiamo lavorando su più fronti. Negli ultimi anni siamo intervenuti proprio sui nostri pack, riducendo la quantità di plastica, andando a lavorare sullo spessore del film e garantendo sempre la freschezza del prodotto, perché ovviamente ci deve essere la barriera che ci permette la shelf life. I wafer hanno 18 mesi shelf life, quindi è stato un lavoro importantissimo fatto con il nostro dipartimento acquisti, scegliendo dei film che ci permettessero di ridurre il quantitativo di plastica, ma di garantire anche al tempo stesso la freschezza del prodotto. Abbiamo lavorato poi anche sulla parte dei cartonati, infatti avevamo delle confezioni porzionate che presentavano un pack di plastica che abbiamo sostituito con il pack in cartone. I prossimi obiettivi sono di lavorare su un pack che sia almeno mix carta-plastica. Stiamo lavorando ovviamente poi su quelle che sono le certificazioni a livello ambientale, abbiamo un progetto nelle fabbriche friulane di rivalutazione di alcuni terreni adiacenti alla sede e stiamo valutando anche la possibilità di mettere delle arnie con le api per poter contribuire alla sostenibilità ambientale”.

Tornando alla fiera, che cosa vi aspettate?

“Sicuramente vogliamo e ci aspettiamo di rinforzare l’immagine che abbiamo creato fino adesso, vogliamo comunicare alla prima ‘barriera all’entrata’, che sono i buyer, chi siamo veramente e che cosa stiamo facendo. Abbiamo cercato di stressare molto la gerarchia di marca sulla quale crediamo molto, perché non è solo colore, non è solo un messaggio, ma è qualcosa di fondamentale che poi siamo andati a replicare anche in comunicazione. Abbiamo fatto una campagna B2C molto importante che è proprio incentrata sul fatto del ‘dare piacere’, del ‘rispondere al consumatore’, chiunque esso sia, con un forte messaggio anche sociale. Non c’è più un target di consumatore per noi, non c’è pregiudizio, chiunque ci troviamo di fronte deve avere la sua soddisfazione. Quindi vogliamo comunicare il fatto che siamo qui per proporre qualcosa di nuovo, per fare la differenza in un mondo in cui l’arena competitiva è molto gremita. Grazie alle nostre tecnologie e al nostro R&D (Research and Development) di assoluta esperienza vogliamo fare la differenza dando offerte innovative e distintive”.

Tutta la vostra filosofia la coniugate con una rete commerciale diretta?

“Sì, certo. Abbiamo costruito una rete proprio negli ultimi anni. Possiamo dire qualcosa e fare la differenza in questo settore, per questo lavoriamo con una rete diretta che ci permetta di restare fedeli al progetto. Nel sud Italia, dove ovviamente la rete è molto più ramificata, ci facciamo aiutare anche da alcuni agenti che, però, sono comunque sotto il nostro controllo”.

Redazione Agenfood

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Agen Food è la nuova agenzia di stampa, formata da professionisti nel campo dell’informazione e della comunicazione, incentrata esclusivamente su temi relativi al food, all’industria agroalimentare e al suo indotto, all’enogastronomia e al connesso mondo del turismo.

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