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De Carlo: grazie a Italia l’Europa parla lingua degli agricoltori

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(Agen Food) – Bruxelles, 26 feb. – “Il Consiglio dovrebbe rivedere la Pac e sostenere la riapertura degli atti di base e tra gli Stati membri c’è una maggioranza in tal senso. Credo che anche il Parlamento non sia contrario, anzi teoricamente si potrebbero riaprire i negoziati già in questa legislatura se vogliamo fare qualcosa per gli agricoltori”. E’ quanto ha detto il commissario Ue all’Agricoltura, Janusz Wojciechowski, nella conferenza stampa del Consiglio Ue Agricoltura e Pesca. “Tra adesso e il 2027, fine dell’attuale Pac, possiamo rispondere alle esigenze degli agricoltori riaprendo il regolamento sui piani strategici nazionali”, ha aggiunto. “Il timore che questo possa andare a scapito degli obiettivi climatici non so se sia fondato – ha evidenziato -, perché anche gli agricoltori vogliono fare volontariamente qualcosa per l’ambiente, molti dicono che gli ecoregimi sono complessi ma alcuni sono molto amati. Gli incentivi funzionano meglio dei divieti. Io inviterò le istituzioni a riaprire gli atti di base in questo senso”. “Francesco Lollobrigida, il ministro italiano – ha inoltre detto Wojciechowski -, ha ricordato che la riforma della Pac fu adottata in circostanze ben diverse e ho trovato questo suo commento particolarmente pertinente. I nostri agricoltori sono una categoria privilegiata? Se lo fossero non ci troveremmo in una situazione in cui migliaia di aziende agricole sono scomparse negli ultimi dieci anni, dove 57 anni è l’età media e in molti Stati membri l’età media è di 65 anni: non ci sono giovani”.

“Le dichiarazioni di oggi del commissario Wojciechowski – ha commentato in proposito il presidente della IX Commissione Senato – Industria, commercio, turismo, agricoltura e produzione agroalimentare, il senatore di Fratelli d’Italia Luca De Carlo -, testimoniano ancora una volta come oggi l’Europa in agricoltura viaggi a trazione italiana. Solo ora, grazie al ministro Lollobrigida, l’Europa parla veramente la lingua degli agricoltori: è grazie a lui, infatti, che il clima e gli atteggiamenti nei confronti del mondo agricolo ed agroalimentare sono profondamente cambiati in Europa”. “La critica al Green Deal – ha aggiunto De Carlo – voluto da forze esterne al mondo agricolo; la strategia Farm to Fork, una forzatura che si pone obbiettivi velleitari, se non irraggiungibili nei tempi previsti; il voler riportare la Pac a misura di reale sostegno, con la necessità di trovare soluzioni diverse dalla messa a riposo dei terreni per preservare lo stato di salute della terra e con la proposta dell’attivazione di un piano straordinario per il ricambio generazionale e la diffusione di innovazione e servizi per le imprese agricole, per renderle più efficienti, vitali e sostenibili; la sburocratizzazione della Politica Agricola Comune; questi e tanti altri i temi sostenuti dal ministro e che stanno trovando sempre più spazio nel dibattito europeo. C’è ancora tanta strada da fare, ma i molti segnali arrivati – il più recente è la dichiarazione di oggi, ma è impossibile dimenticare le aperture sulle Tea – dimostrano come finalmente, grazie al ministro Lollobrigida e al Governo Meloni, l’Unione Europa abbia invertito la pericolosa tendenza che ha contrassegnato le politiche agricole europee degli ultimi decenni”.

Redazione Agenfood

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