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Lollobrigida a Bruxelles: documento dell’Italia molto condiviso

(Agen Food) – Bruxelles, 20 nov. – “L’agricoltore è un bioregolatore. Il suo ruolo come custode del territorio e come regolatore della biodiversità deve essere riconosciuto”. Lo ha detto il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, intervenendo all’Agrifish che si è tenuto questa mattina a Bruxelles.
“Attraverso il documento che l’Italia ha presentato oggi nel corso della Commissione Agricoltura e Pesca – ha spiegato il ministro -, e che è stato sottoscritto da Francia, Austria, Polonia, Romania, Grecia, Finlandia e Lettonia ed è stato appoggiato dalla ampia maggioranza dei ministri europei in sede di discussione, la nostra Nazione torna protagonista in Unione Europea”.
Attraverso questo provvedimento, presentato dal ministro Lollobrigida, l’Italia chiede di considerare l’agricoltore figura centrale nella tutela dell’ambiente. “Dobbiamo investire sull’agricoltura – ha detto Lollobrigida – come misura principale utile a garantire la manutenzione del territorio. La figura dell’agricoltore, infatti, non può essere considerata in contrasto con l’ambiente”.

In particolare, nel documento si chiede la revisione della direttiva habitat per agire nella protezione dell’ambiente senza pregiudiziali ideologiche ma solo basandosi su oggettivi dati scientifici.
“L’uomo – ha spiegato il ministro – deve aiutare le specie in estinzione a sopravvivere ma, con la stessa determinazione, deve valutare e intervenire per ridurre il sovrappopolamento di alcune specie, per garantire equilibrio nella stessa specie ma anche per tutte le altre, uomo compreso, nelle attività che gli sono proprie. Proprio per questo va rivista la posizione europea sui grandi carnivori, lupo compreso, alla luce della presenza attuale divenuta eccessiva in molte aree del continente. Riteniamo quindi che occorra affrontare con urgenza le sfide legate alla presenza degli animali selvatici, rivedendo e aggiornando l’attuale quadro normativo sullo status di protezione dei lupi”.

Tra le altre richieste avanzate alla Commissione Europea, quella di continuare a finanziare adeguatamente la PAC per mantenere l’attività agricola e riconoscere la necessità di mantenere in produzione l’intera superficie agricola.
Infine, si chiede un bilancio completo dell’attuazione della legislazione sul Green Deal e del suo impatto sull’agricoltura dell’UE, per “accertarci che sia in linea con gli obiettivi prioritari dell’autonomia strategica, della sicurezza alimentare e della sovranità alimentare dell’Unione europea”, ha aggiunto ancora il ministro Lollobrigida.
In conclusione il commissario europeo Janusz Wojciechowski ha ringraziato l’Italia per gli spunti e per il documento presentato garantendo un’azione decisa su tutte le questioni.

E a margine dell’incontro il ministro non ha mancato di tornare anche sul dibattuto tema della carne coltivata, spiegando che un conto è essere favorevoli alle nuove tecniche genomiche, ma altro è esserlo alla carne coltivata perché “si tratta di due fenomeni estremamente diversi. Ovviamente – ha spiegato – uno mantiene e difende l’agricoltura attraverso tecniche genomiche che vanno controllate e regolate che non hanno nulla a che fare con gli Ogm e che accelerano processi evolutivi di specie naturali, mentre per quanto riguarda le carni sintetiche coltivate, queste sono lontane dal rapporto millenario che ci ha visto caratterizzare il nostro cibo come proveniente dal rapporto uomo-terra-lavoro e produzione di cibo”. “La nostra legge – ha precisato riferendosi al recente provvedimento sulla carne coltivata – ha anche un’idea di evitare che il cibo possa diventare esclusivamente un prodotto industriale con rischi da tanti punti di vista”, ha detto infine, annunciando che si aspetta di “trovare consenso tra i colleghi europei che hanno guardato questa nostra proposta con interesse”.

Redazione Agenfood

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