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Tecniche genomiche, primo sì di Bruxelles. Italia soddisfatta

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(Agen Food) – Bruxelles, 07 feb. – di Olga Iembo – Da Bruxelles arriva il primo sì alle tecniche genomiche in agricoltura. Il Parlamento europeo, infatti, ha adottato il suo mandato per i negoziati con i governi UE sulla proposta della Commissione relativa alle nuove tecniche genomiche (NGT) con 307 voti favorevoli, 263 contrari e 41 astensioni.
L’obiettivo delle norme è rendere il sistema alimentare più sostenibile e resiliente sviluppando varietà vegetali migliorate, che siano resistenti al cambiamento climatico e ai parassiti e che diano rese più elevate o che richiedano meno fertilizzanti e pesticidi. Attualmente, tutte le piante ottenute con le NGT sono soggette alle stesse regole degli organismi geneticamente modificati (OGM). I deputati hanno sostenuto la proposta di prevedere due diverse categorie e due normative distinte.
Quelle considerate prodotte con modifiche genetiche equivalenti a quelle delle piante convenzionali (piante NGT di categoria 1) sarebbero esentate dalla maggior parte dei requisiti di sicurezza previsti dalla legislazione UE sugli OGM, requisiti che invece si applicherebbero alle piante NGT di categoria 2. I deputati vogliono invece mantenere l’etichettatura obbligatoria dei prodotti derivati dalle piante sia NGT 1 che NGT 2. I deputati concordano inoltre sul fatto che tutte le piante NGT dovrebbero continuare ad essere vietate nella produzione biologica, in quanto la loro compatibilità richiede un esame più approfondito. I deputati chiedono poi alla Commissione di presentare una relazione sulla percezione delle nuove tecniche da parte di consumatori e produttori, 7 anni dopo l’entrata in vigore.

Immediata la reazione del ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, che ha definito: “Un’ottima notizia il primo via libera alle nuove tecniche genomiche in agricoltura, arrivato oggi dal Parlamento europeo. Anche in questo l’UE segue l’Italia che era stata avanguardia con l’approvazione all’unanimità, nel maggio scorso, dell’emendamento che autorizza la sperimentazione in campo delle Tecniche di Evoluzione Assistita. Lavorare in questa direzione ci darà la possibilità di ottenere piante più resistenti a eventi siccitosi e cambiamenti climatici, e con migliorati caratteri qualitativi. Dobbiamo investire in queste tecniche – ha concluso il ministro – senza ideologie o pregiudizi. Siamo favorevoli alla sostenibilità ambientale ma contemporaneamente dobbiamo guardare alla sostenibilità economica e sociale, guardando al progresso e alla ricerca. È necessaria, infatti, una visione che salvaguardi la competitività delle imprese europee e gli agricoltori”.

Secondo il vicepresidente del Senato Gian Marco Centinaio, responsabile del dipartimento Agricoltura e Turismo della Lega: “Il Parlamento europeo ha dato il via libera alla proposta sulle Tecniche di evoluzione assistita (TEA) in agricoltura, grazie al voto favorevole dei gruppi di centrodestra. Non stupisce che ad opporsi alla modernizzazione del comparto siano stati invece gli europarlamentari del M5S, dei Verdi e mezza delegazione del Pd. L’ambientalismo ideologico della sinistra – ha incalzato – continua a colpire gli agricoltori, sottraendo risorse e strumenti per il loro lavoro, e ostacola il progresso scientifico e tecnologico. Solo quest’ultimo, in realtà, può consentire alle coltivazioni di resistere ai cambiamenti climatici e alle malattie, riducendo al contempo l’uso di fitofarmaci”. “Mentre Bruxelles deve ancora aprire il confronto con gli Stati membri per arrivare all’adozione delle norme sulle TEA o Nuove tecniche genomiche (NGT), l’Italia – ha ricordato Centinaio – si è già posta all’avanguardia nella sperimentazione, grazie anche alla nostra proposta recepita dal governo, e si prepara ad autorizzare le prime coltivazioni controllate su campo”. “In questo modo – conclude -, ci faremo trovare pronti quando i nuovi prodotti potranno essere immessi sul mercato senza le attuali limitazioni. È questa la strada da percorrere per aiutare l’agricoltura a progredire, sostenere la sicurezza alimentare e proteggere l’ambiente”.

Redazione Agenfood

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