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L’Altro Massari, il Maestro che non ti aspettavi

Tempo lettura: 3 minuti

(Agen Food) – Roma, 27 nov. – di Donatella Graziani – Esce per Gambero Rosso Editore il volume “L’Altro Massari”, in cui il Maestro Iginio Massari presenta per la prima volta un ventaglio coloratissimo di ottanta grandi primi piatti della tradizione culinaria italiana.

E’ il Massari che non conosciamo, quello che non ci aspettiamo, quello della semplicità, dei piatti e degli ingredienti “poveri”, quello di un’infanzia fatta di cose semplici, giochi pericolosi ma fantasiosi e di tanta, tanta cucina.

La presentazione è avvenuta venerdì 24 novembre presso la sede di Gambero Rosso a Roma, con l’introduzione di Laura Mantovano, Direttrice Editoriale di Gambero Rosso. Il Massari che ha presentato questo splendido volume – ricco di fotografie, di citazioni e di ricordi personali – appare come un uomo molto diverso da quello a cui siamo abituati, cioè il pasticcere temuto da tutti per i suoi giudizi taglienti, rigoroso e intransigente, severo e inflessibile. Un Massari che ha stupito tutto il pubblico raccontando la sua storia di bambino nel periodo del dopoguerra, nella trattoria-gelateria della madre a Brescia. Un bambino che giocava con pezzi di artiglieria abbandonati, lasciati lì dalla guerra appena finita e che soprattutto scorrazzava nella cucina della madre, tra le sue bacinelle di creme preparate per fare i gelati, fino a quando un giorno, correndo, finisce con la faccia dentro una bacinella di crema lasciata a raffreddare… e proprio in quel momento, il Maestro capisce cosa diventerà da grande. Racconta che questo evento gli ha veramente segnato il destino, un po’ come Obelix che casca nel paiolo del druido contenente la pozione magica!

Il libro è diviso in sei sezioni: le basi in cucina, la pasta secca, la pasta fresca, ripieni e lasagne, gli gnocchi e infine riso e risotti. A chiudere il volume, un glossario delle piante aromatiche.

“Le ricette di questo libro vogliono essere il coronamento, la sintesi naturale, degli input che ho lanciato in queste pagine e che posso riassumere in un pensiero: il successo delle paste alimentari sta nella fantasia del loro utilizzo; non avete che da scegliere per forma, colore e gusto. Ce n’è per tutti”.

Sono piatti di cui Massari ha preso appunti per tanti anni e che ha riunito in un libro (mai pubblicato fino ad ora) circa vent’anni fa; piatti che cucinava sua madre, piatti che lo riportano alla semplicità di una vita passata. Dai Malfatti alla Verza, piatto per cui – racconta il Maestro – la trattoria materna si riempiva ogni volta che venivano cucinati, passando per gli gnocchi di castagne, quelli alla romana – che Massari ha tenuto a sottolineare che si possono condire “con qualsiasi cosa, basta avere un po’ di fantasia” – e poi ancora le crêpes, le lasagne, i ravioli, i casoncelli, cannelloni, garganelli e tanti altri ancora.

I racconti dettagliati di queste ricette che lo hanno accompagnato durante tutta la vita sono stati inframmezzati da simpatiche digressioni in cui Massari ad esempio ha raccontato l’etimologia della parola italiana “panna”, facendo notare a tutti che in effetti l’italiano è l’unica lingua a non chiamare la panna “crema” come fanno tutte le altre (in inglese: cream; in francese: crème; in tedesco: Creme; in spagnolo: crema; in portoghese: creme, ecc.). La parola italiana panna viene proprio dal “panno” che si poggiava sopra alle bacinelle contenenti le creme per fare il gelato. E poi ancora l’elogio del minestrone che ha raccontato essere il suo piatto preferito, una sorta di comfort food di cui però, non ha svelato la ricetta.

In ultimo, una delle sorprese più grandi è che ogni ricetta è accompagnata da un pensiero di Massari, scritto spesso in forma poetica.

“Io non ho passione, io AMO quello faccio. La più grande soddisfazione per me è veder sorridere la gente”.

“Non chiamatemi Artista, non lo sono. Io sono un Artigiano”.

Un grazie al Maestro per averci mostrato una parte di sé sconosciuta ai più. Leggendo le pagine di questo libro potremmo tutti guardarlo da oggi con un occhio diverso.

Spaghetti

Metti una sera a cena

tu ed io

Emblematico

l’inizio tra noi

pur nella sua tenerezza

Un piatto di spaghetti

Filo che ci unisce

vi scorre l’amore

L’incendio di scintille

l’incontro delle bocche.

Spago che ci unisce

si annoda

l’amore

Strazio di desideri

L’incontro delle bocche.

Un piatto di spaghetti

Soddisfatta la fame terrena

celeste la fame

che attende.

E nel celestiale piacere

spaghetti

a go go go

godere.

Iginio Massari

Redazione Agenfood

Agen Food è la nuova agenzia di stampa, formata da professionisti nel campo dell’informazione e della comunicazione, incentrata esclusivamente su temi relativi al food, all’industria agroalimentare e al suo indotto, all’enogastronomia e al connesso mondo del turismo.

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