(Agen Food) – Roma, 27 apr. – di Elisabetta PapiniAlternative Italia è un’azienda della provincia di Frosinone che da oltre 40 anni si è affermata nel comparto dell’arredamento su misura sia nazionale che internazionale. Offre le migliori soluzioni di arredo, ideando ambienti dal design unico e ricercato per il mondo del Food e dell’Horeca.

Lo scopo? Realizzare il locale perfetto e in linea con le esigenze del cliente, investendo in tecnologia, innovazione e qualità.

In occasione, alla Fiera di Roma, di Roma Food Excel, abbiamo incontrato Alessia Papetti, architetto, designer e responsabile dell’ufficio tecnico dell’azienda.  

Come nasce Alternative Italia e di cosa si occupa?

Nasce inizialmente come un’azienda di falegnameria negli anni ’70. Noi siamo sul mercato da 40 anni e ci occupiamo del settore Food e di tutto il mondo Horeca, che comprende quindi anche la parte di hotelleria, ristorazione, panetterie, pizzerie e pasticcerie. Progettiamo e realizziamo locali su misura. L’azienda è composta da uno studio di progettazione interno e un ufficio tecnico. Quando il cliente si interfaccia con noi per prima cosa cerchiamo di capire quali sono le sue abitudini, il suo metodo di lavoro e soprattutto gli obiettivi del progetto così da arrivare poi alla parte realizzativa e decisionale. Il cliente sceglie il locale esattamente come lo vuole: sia a livello estetico che a livello funzionale. Una volta disegnato, il progetto passa in produzione. Ci occupiamo inoltre, anche della gestione di tutta la parte cantieristica e delle varie maestranze quali: impianti elettrici, idraulici, murature, per arrivare poi alla fornitura completa di quello che è l’arredo, l’aspetto scenografico e quindi anche l’illuminazione del locale.

I clienti che si interfacciano con voi, spesso arrivano già con qualche idea?

Sì, la maggior parte delle volte parliamo di locali di rinnovo, quindi di clienti che hanno dei locali da rinnovare o implementare. Altre volte invece sono attività da zero, per esempio clienti che fanno parte di tutto un altro tipo di settore come l’abbigliamento che intendono addentrarsi nel mondo food e aprire nuove attività.

Come mai avete deciso di occuparvi nello specifico del settore food?

C’è stata una specializzazione negli anni anche dal punto di vista della lavorazione stessa, quindi si è un po’ trasformato quello che poteva essere il living rispetto all’aspetto del food. Per molti anni abbiamo lavorato per conto terzi e ciò significa che le commesse venivano attribuite a noi senza sapere dove poi il locale venisse montato. Abbiamo poi scelto di uscire in prima persona e quindi di occuparci anche di commesse esterne per grandi marchi che col tempo ci hanno un po’ fatto specializzare nel settore food.

Presenti dal 2014 negli Host e nei Sigep, finalmente giocate in casa: cosa vi aspettate da Roma Food Excel?

Roma Food Excel è per noi un esperimento, in primis perché è il primo anno di questa fiera ed inoltre perché è vicino casa. Abbiamo sempre lavorato all’estero e in Italia in parti che non erano della nostra regione quindi per noi questa fiera rappresenta una grande occasione. Sicuramente, siamo diversi dagli altri stand perché non vendiamo un prodotto ma realizziamo un locale ed è diverso. Ci aspettiamo sicuramente un’affluenza locale che possa rendersi conto e conoscere la nostra realtà.

Lei ha detto che avete lavorato molto spesso all’estero, dove di preciso?

Allora, noi lavoriamo molto bene in zone come Inghilterra, Francia, Grecia ma anche in Africa, Emirati Arabi e Costa d’Avorio, occupandoci sempre di tutto: progettazione e  realizzazione in sede con rispettivo trasporto e montaggio.

Essendo paesi diversi, ha trovato differenze nel modo di lavorare?

Tante differenze. La difficoltà non è stata la lingua come molta gente potrebbe pensare ma le difficoltà le abbiamo riscontrate proprio sul metodo di lavoro perché in realtà in paesi non europei o comunque non occidentali ci siamo spesso trovati di fronte persone non specializzate. Ciò che potrebbe essere realizzato in Italia con 2 mesi di lavoro, in paesi non europei ce ne vogliono sicuramente di più.

In media, quanti locali realizzate in un anno?

Durante l’anno realizziamo all’incirca 30/40 locali, ma il tutto dipende dal tipo e dalle dimensioni del progetto.

Lei ha un locale che le è rimasto nel cuore?

Sì, ce ne sono due in realtà: il primo riguarda la ristrutturazione della mia pasticceria di quando ero bambina e l’altro è stato uno in Costa d’Avorio.

#AlternativeItalia