(Agen Food) - Roma, 24 apr. Partiamo con una panoramica sui grandi player dell’agroalimentare. Secondo…

Rassegna stampa del 9 aprile 2025
(Agen Food) – Roma 09 apr. In un momento di grande incertezza per il settore agroalimentare italiano, messo sotto pressione dai nuovi dazi americani, Coldiretti alza la voce e chiede che almeno il 13% delle risorse stanziate dal governo per far fronte all’emergenza vadano proprio all’agroalimentare. Lo spiega Il Sole 24 Ore, con un’intervista al presidente Ettore Prandini, secondo cui il peso di questo settore sull’export verso gli Stati Uniti — circa 7,8 miliardi nel solo 2024 — merita un’attenzione proporzionale. Il vino guida le esportazioni con quasi 2 miliardi, seguito da olio, pasta e formaggi.
Secondo Prandini, però, non bastano fondi compensativi. Servono risorse per la promozione sui mercati internazionali e un fondo di garanzia a sostegno degli importatori americani, che ora devono anticipare dazi maggiorati del 20%. La proposta? Far leva su Ice, Sace, Simest e Cdp per garantire liquidità immediata. E c’è un appello forte: evitare delocalizzazioni che, travestite da “logistica”, rischiano di trasformarsi in vero e proprio Italian sounding.
Intanto, lo spettro della crisi si fa sentire anche tra le botti. Ancora Il Sole 24 Ore lancia l’allarme: “cantine ingolfate, non c’è spazio per la nuova vendemmia”. Lo scenario descritto da produttori e associazioni al Vinitaly è preoccupante. Il vino non venduto, sommato alle scorte delle annate precedenti, rischia di bloccare la filiera. La presidente di Federvini, Micaela Pallini, invita a un confronto di filiera per rivedere quantità e qualità della produzione. Lamberto Frescobaldi, dell’Unione Italiana Vini, è chiaro: «Si produceva troppo già prima dei dazi. Ora serve un piano per governare il Vigneto Italia».
Ma tra le incertezze ci sono anche segnali di dinamismo. In particolare, Milano Finanza racconta l’espansione dell’industria italiana del gusto verso la Cina. Il caso Scavolini è emblematico: l’azienda, nata nelle Marche nel 1961, ha saputo intercettare la voglia di lifestyle italiano che sta conquistando la nuova classe media cinese. Con oltre trenta distributori nel Paese asiatico, Scavolini non vende solo cucine, ma uno stile di vita, fatto di design, qualità e attenzione ai dettagli.
Infine, da la Repubblica Bari, arriva la storia di successo del pastificio Andriani di Gravina in Puglia, che ha deciso di sfidare l’incertezza internazionale aprendo un nuovo stabilimento in Canada. Il brand Felicia vola, cresciuto del 20% solo nell’ultimo anno. E mentre parte della produzione si trasferisce oltreoceano, restano saldi gli obiettivi: sostenibilità, digitalizzazione e una nuova frontiera — il pet food vegetale — che incrocia economia circolare e benessere. Con un occhio al mercato e uno alla salute, l’azienda punta a superare i 200 milioni di fatturato.
