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Visioni per un turismo consapevole: al Rome Future Week il panel che racconta le sfide delle grandi città

(Agen Food) – Roma, 23 set. – di Giulia Ippolito – Presso “Le Méridien -Visconti Rome” nel cuore del quartiere Prati, si è tenuto l’evento “Visioni: per un turismo più consapevole“, parte della Rome Future Week 2025. L’incontro ha riunito esperti del settore turistico e della comunicazione, offrendo un’occasione di riflessione e dibattito sulle principali sfide che il mondo del turismo dovrà affrontare nei prossimi anni.

Il primo ad intervenire è stato Giacomo Guzzardi, direttore generale Le Méridien Visconti Rome & Palazzo Scanderbeg – Marriott International: “Fino a pochi anni fa – ha detto -, l’ospitalità internazionale si basava principalmente su parametri globali, mentre oggi sta diventando sempre più orientata verso l’integrazione con i territori locali, come avviene anche in Austria. Il settore dell’ospitalità sta cambiando rapidamente e, come direttore di hotel, non posso che apprezzare questa trasformazione. L’Italia, e in particolare Roma, è uno dei mercati più dinamici in Europa, con un flusso continuo di investimenti e nuovi imprenditori. Non si cerca più di contrastare la globalizzazione, ma si punta a valorizzare le unicità dei territori: l’enogastronomia, l’artigianato e le esperienze autentiche sono diventate le chiavi di successo. Come ha sottolineato Oscar Farinetti in una presentazione, l’Italia, pur nella sua dimensione geografica e demografica ridotta, eccelle in tantissime aree e supera altri paesi. Roma, in particolare, rappresenta un “brand dentro un brand”, essendo il cuore pulsante dell’Italia”.

Sulla stessa linea si è innestato l’intervento di Paolo Giuntarelli, direttore Regionale Affari della Presidenza, Turismo, Cinema, Audiovisivo e Sport – Regione Lazio, che ha portato la visione della Regione Lazio: se l’hotel può diventare presidio, la Regione deve essere regista. Nell’approfondire il rapporto fra turismo e media, sono intervenute voci autorevoli del settore dell’informazione e della comunicazione. Primo fra tutti, Davide Desario, direttore AdnKronos: “Per parlare di turismo, ho scelto di partire dai dati. Ho consultato il Viminale, che raccoglie le presenze turistiche registrate obbligatoriamente da chi ospita, e ho incrociato queste informazioni con quelle del Ministero del Turismo e dei Comuni.

Quella di quest’estate è stata una stagione molto positiva, anche se talvolta raccontata con toni polemici dettati da logiche ideologiche. I numeri parlano chiaro: oltre 16 milioni di arrivi e circa 59 milioni di presenze, il che significa che i turisti restano più giorni. Sono dati migliori non solo rispetto al 2024, già un anno positivo, ma anche rispetto al periodo pre-Covid. Il turismo è stato uno dei settori più colpiti dalla pandemia, e oggi questi segnali di ripresa sono particolarmente significativi. In particolare, è cresciuto molto il turismo internazionale, con un’attenzione maggiore verso le città d’arte rispetto, ad esempio, alle località balneari. Ma per capire se stiamo davvero facendo bene, dobbiamo confrontarci con i nostri competitor. Non basta crescere: bisogna capire se si sta crescendo nella giusta direzione. E in questo caso la risposta è sì. L’Italia ha uno dei tassi di saturazione più alti tra le destinazioni turistiche europee: siamo al 39%, contro il 23% della Francia. Siamo davanti a Grecia, Spagna, Turchia. L’Italia è una delle mete più desiderate, e i dati lo confermano anche sul fronte della sicurezza percepita, dove superiamo nettamente altri paesi concorrenti. C’è però un aspetto spesso trascurato: la comunicazione. Chi lavora nel turismo spesso non coinvolge professionisti della comunicazione. Eppure, avere un esperto significa saper gestire le crisi, non solo raccontare quando tutto va bene. Oggi, con i social, basta poco perché un cliente insoddisfatto, anche senza competenze, influenzi la reputazione di un’intera struttura. E in quel giudizio finiscono coinvolti tutti: dal concierge alla governante, dallo chef alla reception. Quando manca una comunicazione efficace, il giornalista si trova davanti solo una denuncia, uno scontrino, un post virale: ‘mi hanno cacciato perché avevo un cane, un bambino, perché ero biondo, calvo, alto…’. E dall’altra parte? Nessuna risposta. Nessun portavoce, nessuna versione alternativa, solo silenzio. Perché? Perché chi fa turismo spesso non comunica, e non affida la comunicazione a chi lo sa fare. E allora si finisce sui siti ufficiali degli hotel, dove in mezzo a qualche offerta aggiornata trovi ancora il ‘lorem ipsum’ di dieci anni fa o offerte scadute da stagioni intere. Questo dà l’idea di strutture disorganizzate, quando magari la realtà è diversa. Ma se non si comunica, si lascia spazio solo alla narrazione negativa. Il problema, spesso, è che chi assume un esperto di comunicazione non cerca un professionista da ascoltare, ma qualcuno che esegua. E invece, come con un meccanico, bisogna fidarsi del suo giudizio tecnico. È lui che sa dove la macchina è rotta. Bisognerebbe avere il coraggio di ascoltare anche quando il messaggio non è quello che ci aspettavamo”.

Parlando di comunicazione da un punto di vista di un esperto del settore, è intervenuta Belinda Bortolan, promotrice del panel oltre che founder di Bortolan Carnevali & Partners:                                              “Lavorare in questo campo è simile a fare lo psichiatra. Si tratta di analizzare la realtà che bisogna comunicare, una realtà che non possiamo davvero percepire in modo obiettivo. Nessuno ha una visione completamente chiara di sé stesso, ma siamo chiamati a offrire una versione della realtà agli altri, comprese le strutture come hotel o ristoranti, che spesso presentano anche delle problematiche. Questa è una verità che va affrontata. Come ha detto Davide prima, c’è una resistenza alle critiche e alla capacità di ascoltare. Per noi, invece, ascoltare è fondamentale per costruire quella che chiamiamo “l’ideologia dei luoghi”. Con le agenzie non è facile trovare questo equilibrio. Il nostro lavoro parte dall’identità, dalle aspettative, dall’immaginario che costruiamo attorno ai luoghi. Un esempio significativo è il nostro lavoro in Sicilia, in particolare nella zona ragusana, dove abbiamo fatto una valutazione territoriale che unisce il barocco e la modernità, creando un’immagine autentica e suggestiva. La nostra valutazione territoriale cerca di offrire una testimonianza vera dei luoghi. La chiave è trasmettere aspettative realistiche, basate su una corretta informazione. Noi non cerchiamo di vendere illusioni, ma di raccontare storie vere. In Sicilia, per esempio, molti pensano di conoscerla, ma pochi hanno visto veramente la casa di Montalbano sulla sabbia. Questo ci fa riflettere sugli abusi fatti su alcune coste, ma ci mostra anche la bellezza del territorio. Camminare sotto il caldo sole di luglio, tra piante grasse e caciocavalli, è un’esperienza che non tutti conoscono. È questa la Sicilia che abbiamo scoperto”.

Il racconto del territorio e dei suoi tesori nascosti è stato anche il punto fondamentale dell’intervento di Alberto Acciari, presidente dell’iniziativa “Tevere Day”. A seguire, Remo Tagliacozzo, docente di Organizzazione delle imprese turistiche (La Sapienza), amministratore unico Acquario Romano; Daniele Manetti, sales director di Sojern, che ha posto l’accento sul ruolo dei dati e dell’intelligenza artificiale; Claudiana Di Cesare, giornalista di turismo e innovazione. Il panel è stata un’occasione importante di confronto sulle nuove sfide che il turismo di massa pone alle grandi città come Roma. Una nuova prospettiva è possibile e tutte le iniziative portate dagli ospiti di spicco ne sono la dimostrazione. Il dibattito fra brand, comunicatori ed esperti del settore, in un’ottica di comunicazione integrata, ha restituito ai partecipanti un momento di riflessione e networking di valore.

Redazione Agenfood

Agen Food è la nuova agenzia di stampa, formata da professionisti nel campo dell’informazione e della comunicazione, incentrata esclusivamente su temi relativi al food, all’industria agroalimentare e al suo indotto, all’enogastronomia e al connesso mondo del turismo.

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