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Nuovo corso per Bellagrò a Firenze
(Agen Food) – Firenze, 02 mag. – di Nicoletta Curradi – Bellagrò, pizzeria situata nel cuore del quartiere di Gavinana a Firenze, ha aperto un nuovo capitolo. Nuovo impasto, nuovo team, nuova direzione. Al centro, la Pizza Toscana: una proposta originale che nasce da un percorso di ricerca condiviso tra agricoltura, formazione e ristorazione.
Non è alta come la napoletana, né sottile come la fiorentina, né croccante come la romana. La Pizza Toscana ha una consistenza propria e un’identità definita. Pensata per essere condivisa, servita a spicchi e accompagnata da piatti in mezza porzione, invita alla varietà e alla scoperta.
A guidare questo nuovo corso è una squadra di soci e professionisti, uniti dalla volontà di innovare.
Pasquale Caprarella, fondatore del progetto, ha assunto la responsabilità della direzione gastronomica e strategica. Insieme al team di sala, cura l’accoglienza e l’identità del format, con un’impronta precisa e una forte attenzione alla qualità dell’esperienza.
Carlo Triarico, presidente dell’Associazione per l’Agricoltura Biodinamica e membro del Comitato Permanente Ricerca in Agricoltura Biologica e Biodinamica del Ministero dell’Agricoltura, collabora con Bellagrò portando la visione culturale di una cucina agricola, sostenibile e connessa al territorio.
Attraverso questo dialogo si è sviluppata la sinergia con APAB – ente di formazione professionale accreditato – e con l’Università di Firenze, da cui nasce il progetto di ricerca sull’impasto e sulla qualità degli ingredienti.
Il risultato è una proposta coerente con i valori della biodiversità alimentare e della stagionalità, portata avanti da un gruppo di pizzaioli formati lungo questo percorso. Ogni pizza nasce da un impasto sviluppato con metodo, rispettoso dei tempi della natura, a base di farine biologiche macinate a pietra, lievito madre, verdure bioattive e salumi artigianali.
Una rete tracciabile di fornitori affini alla filosofia di Bellagrò completa la filiera: dall’Orto Bioattivo di Andrea Battiata al Mulino Le Pietre, da Poggio di Camporbiano a Lunica del Mugello, fino a realtà come Tonno Adelfio, Tito Speck e Brisval.
Carlo Triarico in un intervento al Parlamento europeo ha detto: “Dovremo portare i contadini nei ristoranti, nelle mense pubbliche, negli ospedali, nelle scuole. Fare alta qualità anche nella ristorazione”. Bellagrò è parte attiva di questo cambiamento, in cui la ristorazione si fa ponte tra cultura del cibo e territorio.
Nel corso del primo anno, Bellagrò ha ottenuto due spicchi nella guida “Pizzerie d’Italia” del Gambero Rosso, è stata selezionata da Identità Golose e inserita tra le preferenze degli utenti TripAdvisor (Travelers’ Choice 2025).
Segnali che premiano una proposta distintiva, capace di farsi notare in una piazza gastronomicamente matura come Firenze.
Atte in sala
Bellagrò collabora con l’Associazione Acqua Firenze APS, mettendo a disposizione le sale per l’esposizione di mostre d’arte contemporanea, curate dalla presidente Natus Rodríguez Taján e rinnovate periodicamente. Fino a luglio, nelle sale della pizzeria è allestita la mostra dell’acquarellista Olga Kozlova, che accompagna il racconto visivo del territorio toscano tra iris, gigli e papaveri, in dialogo con la proposta gastronomica di Bellagrò.
A completare l’esperienza, il giardino di Bellagrò offre uno spazio raccolto e immerso nel verde, tra la palma e le yucche, pensato per vivere la convivialità all’aperto in ogni stagione.
Il menù si rinnova con nuovi impasti, topping stagionali e una carta dei vini a impronta biologica. Gustosi gli antipasti come cocktail di gamberetti e sgombro siciliano. Tra le pizze si consiglia di provare l’Armonia e contrasto con passata di cavolfiore, bufala & fiordilatte, gamberoni argentini, polvere di peperoncini tostati, e macchie di passata di pomodorini.
Bellagrò prosegue un percorso autonomo nel mondo della pizza, con una proposta che punta su identità, equilibrio e qualità delle materie prime. Un progetto che si distingue per una visione precisa e che trova piena espressione nell’esperienza diretta.
