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Italgrob riunisce gli Stati Generali del Mercato Food & Beverage: il fatturato dei Distributori Bevande a +2,4% nel 2026
(Agen Food) – Milano, 09 ott. – Il mercato italiano del Food & Beverage guarda al futuro tra segnali di tenuta, consumi più selettivi e nuove sfide per l’intera filiera. È quanto emerso dagli Stati Generali del Mercato Food & Beverage in Italia 2026, dedicati al tema “Nuove sfide di filiera: fra consumi in calo e domanda che cambia”, promossi da Italgrob – Federazione Italiana Distributori Ho.Re.Ca. associata Confindustria, che si sono svolti oggi a Milano alla presenza dei principali protagonisti della filiera e dei vertici delle associazioni di categoria. Al centro dell’incontro, le prospettive per il settore e le strategie necessarie per affrontare uno scenario nel quale capacità di innovare, efficienza operativa, lettura dei bisogni del consumatore e collaborazione tra i diversi attori della filiera diventano elementi essenziali per sostenere lo sviluppo del mercato.
Il mercato Beverage: fatturato in crescita
Il fatturato del comparto Beverage è di oltre 22 miliardi di euro. Si tratta della somma del fatturato dei canali verso il punto di consumo, stima del giro d’affari 2026 annua. Secondo i dati presentati da Circana, nel 2026 il mercato italiano delle bevande ha evidenziato una dinamica moderatamente positiva in termini di fatturato: +2,4% per i Distributori Bevande, +3,4% per i Cash&Carry e +1,4% nella GDO. Una performance sostenuta da un contesto particolarmente favorevole, caratterizzato da una stagione turistica molto positiva e da un’estate eccezionalmente calda, che hanno contribuito ad accelerare la domanda in numerose categorie Beverage. Il comparto Beverage registra una crescita dei volumi superiore al 2%, trainata principalmente dall’acqua, che si conferma il principale driver del mercato e supera il 50% dei volumi complessivi.Positivo anche il contributo di bevande gassate, energy drink, birra e aperitivi alcolici. Un quadro che si riflette anche sulle dinamiche di innovazione. La crescita del 2026 è stata alimentata principalmente dalle referenze storiche e dai prodotti già presenti sul mercato, mentre l’innovazione mostra segnali di rallentamento. Le prime 100 referenze generano oltre il 36% del fatturato totale, confermando un mercato fortemente guidato da marche e prodotti leader.
Prezzi e pressione inflattiva
Parallelamente, le pressioni inflattive che avevano caratterizzato gli anni precedenti risultano oggi decisamente attenuate nel Beverage. A fronte di un’inflazione generale italiana indicata al 4,2% a settembre 2026, il Beverage presenta dinamiche più contenute, grazie alla capacità della filiera di assorbire una parte significativa delle pressioni sui costi senza trasferirle integralmente al punto vendita finale e al consumatore. Il costo della vita, le spese energetiche e le tensioni geopolitiche restano le principali aree di preoccupazione e due consumatori su tre dichiarano che la propria situazione finanziaria condiziona la frequenza e le modalità di consumo nei bar, ristoranti e locali.
Clima e nuova variabilità della domanda
Il cambiamento climatico non è più soltanto una variabile esterna ma un fattore strutturale che richiede una filiera più resiliente, agile e pronta a gestire maggiore complessità operativa. In questo scenario, stock, flussi logistici, rapidità decisionale, disponibilità di prodotto e livello di servizio diventano fattori sempre più rilevanti. La filiera è quindi chiamata a rafforzare la propria capacità di anticipare la domanda e garantire continuità operativa lungo tutta la catena del valore. Sul fronte dei consumatori, le evidenze Formind presentate descrivono un 2026 di complessa interpretazione, caratterizzato da fenomeni diversi e spesso contrastanti. Il carovita non cancella il desiderio di fuori casa, ma eleva le pretese. La destrutturazione dei momenti di consumo, la ricerca del compromesso tra esigenze e spesa, l’attenzione a etica e sostenibilità e il confronto tra le esigenze dell’esercente e quelle del consumatore contribuiscono alla costruzione di una nuova “ingegneria di servizio”.
L’analisi di TradeLab sui consumi fuori casa
Nei primi 8 mesi del 2026 il mercato mostra una lieve contrazione: le visite calano dello 0,6%, proseguendo un trend di flessione già evidente nel 2025 (-1,1%), anche il valore segna una leggera contrazione (-0,2%). In questo scenario il consumatore fuori casa diventa più selettivo. A livello di occasioni di consumo si conferma, anche nei primi 8 mesi del 2026, la crescita delle visite a pranzo (+1,7%), mentre restano in difficoltà l’aperitivo serale (-3,1%) e il “dopo cena e notte”. A livello di canali si arresta la crescita delle visite della ristorazione commerciale in catena (0,04%). Anche la ristorazione indipendente è sostanzialmente stabile, ma sempre più polarizzata, con i ristoranti fascia alta in crescita (+2,9%) e quelli fascia bassa e media in calo, a conferma che la ricerca di qualità anche “accessibile” resta un driver fondamentale per la crescita del mercato. Dal punto di vista delle generazioni recupera la GenZ con visite in crescita verso lo scorso anno (+1,5%), mentre cala sensibilmente la frequentazione di bar e ristoranti della GenX (-4%).
Per Antonio Portaccio, Presidente di Italgrob: “Non è più sufficiente analizzare ciò che sta accadendo, dobbiamo decidere come affrontarlo e quale ruolo vogliamo avere nella costruzione del futuro. Il Food & Beverage non è una semplice filiera lineare, ma un ecosistema interdipendente in cui il prezzo non può essere l’unico terreno di confronto: dobbiamo tornare a parlare di valore. Di fronte alle sfide geopolitiche, al carovita e alla contrazione dei consumi che stanno trasformando le abitudini delle famiglie, non possiamo reagire come comparti separati. Il distributore Horeca del domani deve evolvere, diventando sempre più manager, consulente e figura capace di coniugare innovazione tecnologica e profonda relazione umana. Vogliamo costruire una comunità professionale che si fondi su tre pilastri imprescindibili: formazione, competenze e aggregazione per fare sistema. La resilienza serve per superare le crisi, ma per costruire il futuro serve una visione. Italgrob vuole assumersi questa responsabilità per interpretare il cambiamento, accompagnare le imprese e favorire un dialogo costruttivo con le istituzioni e l’intera filiera. La vera sfida di oggi non è capire se il nostro settore cambierà, ma decidere se vogliamo subire questo cambiamento o avere il coraggio di guidarlo. Italgrob vuole esserci non per limitarsi a fotografare il futuro, ma per cominciare, insieme, a costruirlo”.
Nel corso dell’evento è stata presentata l’anteprima ufficiale dell’International Ho.Re.Ca. Meeting e di Beer&Food Attraction 2027, con le novità relative alle prossime edizioni delle manifestazioni. Secondo Corrado Peraboni, Amministratore Delegato Italian Exhibition Group (IEG): “La collaborazione tra Italgrob e Italian Exhibition Group conferma il proprio valore strategico e la capacità di accompagnare l’evoluzione dell’intero comparto Horeca. La 16ª edizione dell’International Horeca Meeting, che la Fiera di Rimini ospiterà ancora una volta nell’ambito di Beer&Food Attraction dal 21 al 23 febbraio 2027, rappresenta un ulteriore passo avanti in un percorso condiviso che negli anni si è consolidato e arricchito. L’integrazione tra IHM e Beer&Food Attraction e la crescita di Mixology Attraction, con il suo focus sul mondo della miscelazione e dei prodotti per la bar & beverage industry, rafforzano il ruolo di Rimini come punto di riferimento per gli operatori del fuori casa e per l’intera filiera del Food & Beverage. Beer&Food Attraction e l’International Horeca Meeting si confermano così luoghi privilegiati di confronto, networking e approfondimento sulle trasformazioni del settore e sulle strategie per il futuro. Siamo orgogliosi di proseguire questo percorso insieme a Italgrob e di confermare Beer&Food Attraction come la casa dell’Horeca, punto di incontro per tutta la filiera del Food & Beverage”.
Per Alessandro Fontana, Direttore del Centro Studi di Confindustria: “Il 2026 sta andando meglio di quanto ci aspettassimo nei mesi di marzo e aprile, alla luce degli eventi che si sono susseguiti. Tuttavia, il peggio potrebbe ancora dover arrivare: l’ultima parte dell’anno sarà probabilmente difficile e gli effetti della crisi potrebbero protrarsi anche nel 2027, che presenta già importanti elementi di rischio. Molto dipenderà da come evolverà la situazione nelle prossime settimane. Il rischio principale riguarda il costo delle materie prime energetiche, fortemente condizionato dalla guerra nel Golfo e dalle conseguenti tensioni sui prezzi. A livello globale non disponiamo di un’autonomia energetica sufficiente a lungo termine per assorbire senza conseguenze una crisi prolungata. L’auspicio è che la situazione possa normalizzarsi quanto prima; in caso contrario, rischiamo forti rincari dei prezzi e una nuova accelerazione dell’inflazione, con tutte le ricadute che ne conseguirebbero sull’economia. L’inflazione è già elevata e il pericolo è che possa crescere molto rapidamente”.
“Il risultato del 2026 non può essere considerato un punto di arrivo – sottolinea Dino Di Marino, Direttore Generale di Italgrob –. La filiera si trova davanti a un passaggio importante e deve poter contare su condizioni che favoriscano la crescita delle imprese e la capacità di investire. In questa fase è fondamentale rafforzare la competitività degli operatori e sostenere il valore prodotto lungo tutta la catena. Accanto agli investimenti e all’efficienza, è necessario creare un quadro fiscale e normativo che non penalizzi la capacità di sviluppo delle imprese e consenta a produttori, distributori e punti di consumo di tornare a investire con maggiore fiducia. Ma le trasformazioni che abbiamo davanti non possono essere affrontate soltanto attraverso nuovi strumenti: dobbiamo investire sulle persone, sulle competenze e sulla capacità del settore di evolvere. La competitività passerà sempre più dalla qualità delle competenze e dalla capacità di imprenditori e manager di interpretare e governare il cambiamento. E questa sfida non potrà essere affrontata dai singoli operatori: dovremo essere sempre più capaci di fare sistema, condividendo esperienze, conoscenze e buone pratiche e costruendo insieme risposte concrete alle sfide che abbiamo davanti. È questa la vera forza della filiera e la condizione per contribuire concretamente a costruirne il futuro”.
Hanno preso parte all’evento: Alessandro Fontana, Direttore del Centro Studi di Confindustria; Bruna Boroni, Director Industry Away From Home di TradeLab; Giorgio Santambrogio, Vice Presidente di Federdistribuzione; Vittorio Cino, Direttore di Centromarca; Daniele Gilli, Managing Director di Circana; Paolo Antonini, Senior Director Client Sales & Insight di Circana; Giangiacomo Pierini, Presidente Assobibe; Federico Sannella, Presidente Assobirra; Enrico Zoppas, Presidente Mineracqua; Leonardo Vena, Presidente del Gruppo Spiriti di Federvini; Antonio Faralla, CEO di Formind; Riccardo Orlandi, Presidente AIGRIM – FIPE; Andrea Arizzi, Sales Director The Fork Italia; Pietro Protti, Direttore Commerciale Partesa; Francesco Fiorese, Co-managing partner di Simon-Kucher & Partners; Febo Leondini, Presidente AFDB e Carmen Zeolla, Exhibition Manager di Beer&Food Attraction.
