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Lollobrigida a Bruxelles: la PAC scritta male, ora si cambi

(Agen Food) – Bruxelles (Belgio), 26 feb. – “Quando uno si accorge di un errore può cambiare strada: la PAC è stata scritta male, è fatta male”. Chiare e determinate le dichiarazioni fatte dal Ministro dell’Agricoltura e Sovranità alimentare, Francesco Lollobrigida, commentando la Politica Agricola Comune (PAC) in un punto stampa di fronte al Parlamento Europeo mentre sono in corso le proteste di agricoltori in corso a Bruxelles, dove si svolge il Consiglio Agricoltura.

“Nel nostro documento, che viene prima delle proposte della Commissione, noi abbiamo chiesto una revisione, ma una revisione che deve essere rapida e che deve farci capire in che senso va”, ha aggiunto, “noi chiediamo di sviluppare la produzione come elemento centrale, garantire il reddito delle imprese agricole, perché senza reddito anche la passione non è sufficiente per continuare a svolgere un’attività. E senza Agricoltura noi crediamo che non ci sia possibilità di tenere insieme un patrimonio culturale e di ricchezze che questo mondo rappresenta e che per noi come Italia è vitale”. “Come italiani – ha rimarcato Lollobrigida – vogliamo rappresentare, ma anche influenzare, le indicazioni europee. E negli ultimi 16 mesi siamo riusciti a farlo”.

Il Ministro ha voluto rimarcare che, a suo parere, dopo le elezioni europee – previste dal 6 al 9 giugno – “l’Europa deve cambiare strada, prendere atto degli errori finora compiuti, del fatto che gli scenari mondiali sono cambiati radicalmente: la pandemia, la guerra di aggressione della Russia in Ucraina, le crisi mediorientali, il rischio di chiusura di Suez, il cambio delle dinamiche di mercato e di concorrenza a livello mondiale”.

“Quindi – ha aggiunto – rimanere rigidi come se nulla accadesse intorno a te è una posizione illogica e noi italiani le posizioni illogiche non le sosteniamo”. “Stiamo rivedendo l’attuale PAC, era già prevista la clausola che entro il primo anno potevi fare delle modifiche, ma noi chiediamo modifiche sostanziali, e cioè che il reddito dell’agricoltore come manutentore del territorio, quindi in piena ottica di sostenibilità ambientale reale, sia tenuto in considerazione più di posizioni ideologiche. Dopo di che bisognerà ragionare anche del modello di sviluppo del bilancio dopo il 9 giugno”, ha precisato.

Redazione Agenfood

Redazione Agenfood

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