(Agen Food) - Roma, 24 set. – Dopo il debutto al Roma Bar Show, uno…

Il run club è la nuova movida e l’aperitivo si sposta di qualche ora: così cambiano le abitudini di chi si allena
(Agen Food) – Roma, 09 lug. – Per anni il momento del “dopo”, quel rito di relax a fine giornata lavorativa, coincideva con un luogo solo: il bar, possibilmente dalle sei di pomeriggio in poi. Oggi il “terzo spazio”, un luogo che non è né casa né lavoro, fondamentale per costruire comunità e relazioni, si sta trasferendo in parte verso le community sportive. Non si tratta più solo di fare attività fisica per mantenersi in forma, ma di un vero e proprio ecosistema sociale. Dai run club agli eventi in stile HYROX (le gare di fitness che alternano chilometri di corsa a stazioni di allenamento funzionale), l’attività fisica è diventata la nuova occasione di incontro. E di conseguenza, le lancette si spostano in avanti: non ci si incontra più alle 18:30, ma ci si ritrova direttamente dopo l’allenamento, magari dalle 20:30 in poi, per bere qualcosa insieme.
Che non si tratti di una semplice abbaglio lo raccontano i segnali che arrivano dall’estero, in particolare dalle grandi metropoli americane e britanniche, dove community fitness e palestre stanno via via prendendo il posto di pub e locali seral. In Italia il fenomeno non ha ancora preso piede del tutto, ma si è già manifestato in alcuni eventi: alla manifestazione RiminiWellnessOFF, per esempio, ha spopolato “Matcha Miles”, un format che intreccia la corsa all’aperitivo.
Di pari passo a questi appuntamenti sta cambiando profondamente ciò che si sceglie di bere. Come osserva Liborio Massimo Colaianni, CEO e fondatore di Amaro Liborio: “Sarebbe un errore pensare che l’aperitivo sia in crisi, in realtà si sta soltanto evolvendo, di orario, di luogo e ha abbassato la gradazione alcolica. Chi finisce una corsa alle otto di sera non rinuncia al rito del bere insieme, ma cerca un’esperienza di qualità alta per celebrare quel momento con gli altri, senza appesantire il corpo o vanificare i benefici dell’allenamento”.
Il contesto sociale e demografico, inoltre, gioca a favore di questa lettura. Secondo un report il 66% degli italiani inserisce ormai sport o attività fisica nella propria settimana. A questa Italia meno sedentaria se ne affianca un’altra, sempre più attenta a ciò che mette nel bicchiere: un report di settore certifica che quasi 7 consumatori italiani su 10 adottano un approccio proattivo alla propria salute, quattro punti sopra la media europea. È nell’incrocio tra queste due tendenze, più movimento e scelte di consumo più consapevoli, che la moderazione smette di essere una rinuncia occasionale e diventa abitudine.
Perchè chi si allena dovrebbe ripensare al drink che beve dopo
Questo tema diventa ancora più caldo con le temperature estive, momento di massimo boom sia dell’attività fisica all’aperto che del consumo di aperitivi. C’è però una ragione scientifica che spinge chi fa sport regolarmente a guardare il bicchiere con occhi diversi. Da uno studio emerge che assumere alcol dopo un allenamento intenso può ridurre la sintesi proteica muscolare anche di circa un quarto, oltre a incidere negativamente su idratazione e qualità del sonno, fattori che con il caldo pesano ancora di più. Il punto non è funzionale – un drink fatto con un gin o un amaro analcolico non è un prodotto “per il recupero” –, ma comportamentale: chi dedica tempo ed energie al movimento non vuole disperderne gli effetti con un drink alcolico e nemmeno rinunciare al piacere della socialità.
“Per anni l’analcolico è stato vissuto come un ripiego, la versione ‘senza’ di qualcosa”, spiega Liborio Massimo Colaianni. “Oggi il pubblico più interessante e dinamico sul mercato è quello che non rinuncia a nulla: vuole la ritualità del gesto, la complessità, il momento condiviso e sceglie di viverlo in un orario diverso e con un bicchiere diverso. È un cambiamento culturale profondo, che precede e guida il prodotto”.
Due idee di mocktails per il post-workout
Dalla Drink List sviluppata dal bartender Alessandro Belluschi, in arte Pellet, ecco due proposte analcoliche che ridefiniscono il concetto di miscelazione estiva, puntando su freschezza e texture dissetanti, ideali da consumare dopo uno sforzo fisico.
Il primo si chiama Wild Liborio è un drink costruito sulla combinazione di note erbacee e richiami esotici, perfetto per contrastare la sete nei mesi più caldi. La ricetta prevede una base strutturata di 60 ml di Amaro Liborio Analcolico Classico, a cui vengono aggiunti 15 ml di succo di lime fresco e 1 bar spoon di Bitter analcolico, una combinazione utile a calibrare l’acidità e la parte amaricante del cocktail. La miscela viene completata direttamente nel bicchiere con un top di Soda all’ananas, che conferisce una spinta fruttata e una spuma leggera. Si serve con ghiaccio abbondante, guarnito con una fetta d’ananas.
Il secondo è il Black Paloma, una rivisitazione in chiave analcolica e botanica di uno dei classici estivi della miscelazione sudamericana. Il profilo aromatico si sviluppa attorno al carattere più intenso di 60 ml di Amaro Liborio Analcolico Black, le cui note scure vengono slanciate dalla freschezza di 20 ml di succo di lime. Si aggiungono 10 ml di sciroppo d’agave, mentre la chiusura è affidata a un top di Soda al pompelmo rosa, che dona una frizzantezza persistente e una nota piacevolmente amara sul finale. Ideale servito in un tumbler alto colmo di ghiaccio e decorato con uno spicchio di lime.
