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Fusetti entra come bitter di linea nello storico Harry’s Bar l’Originale di Parigi
(Agen Food) – Milano, 18 mar. – Fusetti, il bitter italiano artigianale pensato per la miscelazione contemporanea, entra da Harry’s Bar l’Originale a Parigi, l’iconico locale di Rue Daunou considerato uno dei templi mondiali della mixology, punto di riferimento della cultura del bere internazionale e luogo di nascita di cocktail iconici come il Bloody Mary (1920), il French 75 (1925) e il Boulevardier (1927), quest’ultimo ispirato all’abitudine del proprietario del Boulevardier Magazine, frequentatore assiduo del bar, di ordinare un Negroni con base Bourbon. Oggi Franz-Arthur MacElhone, pronipote del fondatore Harry MacElhone, sceglie Fusetti Bitter per il suo locale e, in particolare, per la miscelazione di questo grande classico. L’ingresso di Fusetti in questo contesto rappresenta un momento significativo per il brand italiano, che negli ultimi anni ha costruito una crescente notorietà nel panorama del bartending.
La collaborazione è stata presentata lunedì 16 marzo proprio all’interno dello storico locale con una guest night speciale alla presenza di Flavio Angiolillo, imprenditore e figura di riferimento della cocktail culture italiana e internazionale, ideatore e promotore dello sviluppo di Fusetti, e Benjamin Cavagna, anch’egli socio del progetto, nonché patron del 1930 Cocktail Bar di Milano – il salotto milanese recentemente classificatosi alla 43ª posizione dei World’s 50 Best Bars – insieme al team del locale parigino.
Per l’occasione è stata creata una drink list dedicata interamente a Fusetti, pensata per raccontare la versatilità del bitter attraverso una serie di cocktail che esplorano registri aromatici molto diversi tra loro e che interpretano il prodotto con uno sguardo contemporaneo. A sottolineare ulteriormente l’identità della serata, il team del locale ha indossato giacche realizzate appositamente per l’evento, declinate in un rosso intenso – lo stesso colore iconico di Fusetti – trasformando anche il servizio in un elemento distintivo dell’esperienza.
Il menu – intitolato Le Boulevardier du futur? Avec Fusetti bien sûr! – sviluppato per la serata ha proposto infatti una sequenza di drink che giocavano su diverse direzioni gustative – dalle note più fruttate a quelle più saline, speziate o acetiche – costruendo una vera e propria narrazione attorno al bitter italiano. Tra le proposte vi erano cocktail come Formaggioso, Fruttoso, Pomodoroso e Acetoso, oltre alla famosa reinterpretazione dello Spritz ribattezzata Fusettone e a una versione contemporanea dell’Americano, tutti costruiti attorno alle diverse declinazioni aromatiche di Fusetti e alla sua capacità di dialogare con ingredienti e tecniche di miscelazione differenti.
La serata ha rappresentato l’incontro tra due mondi apparentemente distanti ma profondamente complementari: da una parte la tradizione secolare di Harry’s Bar l’Originale a Parigi, luogo che ha contribuito a definire la storia della mixology internazionale, dall’altra la visione indipendente e contemporanea di Fusetti, nato per offrire ai bartender uno strumento espressivo pensato specificamente per la miscelazione.
Il bitter italiano si distingue infatti per un profilo aromatico equilibrato e per una struttura meno zuccherina rispetto ai prodotti tradizionali, caratteristiche che lo rendono particolarmente adatto sia alla reinterpretazione dei grandi classici sia alla creazione di nuovi cocktail.
L’ingresso di Fusetti nella drink list di uno dei bar più storici al mondo segna così un ulteriore passo nel percorso di crescita internazionale del brand e testimonia come la mixology contemporanea continui a evolversi attraverso il dialogo tra tradizione e innovazione. Negli ultimi anni Fusetti ha costruito una community sempre più ampia di bartender e appassionati grazie a collaborazioni con locali e professionisti del settore, portando avanti una visione dell’aperitivo più consapevole e meno standardizzata. La serata parigina ha rappresentato quindi non solo l’inizio di una collaborazione prestigiosa, ma anche l’occasione per raccontare come un bitter italiano possa trovare spazio in uno dei luoghi simbolo della cultura del cocktail mondiale, dimostrando la propria versatilità e la capacità di inserirsi in un contesto storico senza rinunciare a uno spirito contemporaneo.
