(Agen Food) – Roma, 28 ott. - Confeuro, Confederazione Agricoltori Europei, ha partecipato alla presentazione…

Garagnani (FdI) in visita a Coprob-Italia Zuccheri: “Stop a speculazioni sul prezzo”
(Agen Food) – Bologna, 19 apr. – “Occorre assicurare il massimo sostegno all’unica filiera dello zucchero 100% italiano rappresentata da Coprob, la storica Cooperativa bolognese di bieticoltori presente sul mercato con il marchio Italia Zuccheri e che valorizza il lavoro di 7.000 aziende agricole. Una vera eccellenza del territorio bolognese di cui mi onoro di fare parte come socio conferitore. Le speculazioni sul prezzo dello zucchero registrate negli ultimi anni vanno fermate, mi batterò affinché l’Unione Europea regolamenti questo mercato fissando parametri oltre ai quali non ci possono essere oscillazioni così da assicurare stabilità e certezze a tutta la filiera”.
Lo ha sottolineato Guglielmo Garagnani, candidato alle elezioni europee nella lista di Fratelli d’Italia (circoscrizione Nord-Est), al termine della visita svoltasi ieri sera nello zuccherificio di Minerbio (BO), sede centrale di Coprob-Italia Zuccheri. Presenti all’incontro, con il Consiglio di Amministrazione, anche il Presidente della Cooperativa Claudio Gallerani e il Vicepresidente Giovanni Tamburini.
“Le scellerate politiche europee degli ultimi decenni hanno portato alla desertificazione degli zuccherifici in Italia, dal momento che gli unici due rimasti sono quelli di Minerbio e Pontelongo, nel Padovano, entrambi di Coprob, una grande realtà cooperativa di cui mi onoro di essere socio e a cui va dato il merito di avere salvaguardato questa filiera ponendosi come ultimo baluardo davanti alla concorrenza straniera. E questo anche grazie all’importante impegno di tutte le associazioni del mondo agricolo e cooperativo” ha aggiunto Garagnani, produttore lui stesso di barbabietola da zucchero nonché socio di Coprob con la sua azienda agricola, oltre che in passato presidente dell’Associazione Nazionale Bieticoltori.
“La produzione italiana di zucchero da parte di Coprob interessa circa 30.000 ettari coltivati a barbabietola da zucchero in 7 regioni Italiane (la maggior parte in Emilia-Romagna) e riesce a coprire il 13% del fabbisogno nazionale” ha sottolineato Guglielmo Garagnani. “Ciò significa – ha aggiunto il candidato alle europee di Fdi – che siamo costretti a importare oltre l’85% degli 1,7 milioni di tonnellate di zucchero che consumiamo ogni anno in Italia, dopo che qualcuno a Bruxelles ha provato a smantellare questa filiera. Ma non ci è riuscito, perché la forza e la passione di migliaia di agricoltori uniti in questa grande Cooperativa non lo ha permesso”.
Secondo Garagnani, la filiera bieticolo-saccarifera italiana va sostenuta nel percorso di innovazione tecnologica e varietale per dare maggiori prospettive e certezze ai produttori, soprattutto davanti agli effetti dei cambiamenti climatici. “Ci impegneremo con il Governo affinché vengano autorizzate nuove molecole a difesa delle piante, in particolare dagli attacchi del fungo cercospora che tanti problemi crea ai produttori. Ci sono molte molecole efficaci che sono state studiate in questi anni e devono poter essere utilizzate dai bieticoltori”.
Per quanto riguarda l’eccessiva volatilità dei prezzi, Garagnani ha spiegato che “l’Unione Europea è chiamata a prendere decisioni forti se non vuole perdere una filiera strategica, mettendola a riparo dalle speculazioni e dalla concorrenza globale low-cost”. “Serve innanzitutto – ha detto – una regolamentazione del mercato che stabilisca parametri di prezzo oltre i quali non sono possibili le oscillazioni, altrimenti non riusciamo a dare certezze ai produttori. Inoltre è necessario stabilire un sistema di protezione comunitario, sul modello di quello applicato negli Stati Uniti, per salvaguardare questa filiera”. “Da questo punto di vista – ha concluso Garagnani – è fondamentale che le Istituzioni europee confermino i dazi all’importazione per lo zucchero dall’Ucraina, perché abbiamo già visto quale sconquasso sul mercato hanno creato quelle merci importate a prezzi bassissimi. Non è distruggendo la filiera agricola italiana che si aiuta un Paese in difficoltà come l’Ucraina che ci vede al suo fianco nel sostegno per la difesa; ritengo più opportuno lavorare affinché le produzioni agricole ucraine vengano destinate principalmente al continente africano, anche per riequilibrare il ruolo dell’Europa rispetto alla presenza di Cina e Russia”.
