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Le Cantine Florio e i luoghi dove hanno vissuto I Leoni di Sicilia

  • Redazione Agenfood
  • FOCUS, ZNL

(Agen Food) – Marsala (TP), 03 gen. – Prima grazie alla penna di Stefania Auci autrice de I leoni di Sicilia (Casa Editrice Nord), best seller da oltre un milione di copie vendute, e ora con la serie tv Disney+, la storia dei Florio è grande protagonista.

Quella della famiglia Florio è una storia avvincente, ricca di personaggi carismatici che hanno intrecciato le loro esistenze alle vicende più importanti dell’Italia ottocentesca.

Ma i Florio letterari e cinematografici erano persone reali, che hanno reso grande il Marsala siciliano nel mondo e che hanno vissuto in luoghi dove, ancora oggi, noi possiamo passeggiare. Quello che ci sta più a cuore sono ovviamente le Cantine Florio.

Le Cantine Florio a Marsala

… si dirige verso il centro della sala. La luce entra dai portali e dagli abbaini; sopra di lui, un soffitto altissimo, scandito da archi di tufo. L’aria è impregnata di mare e sale. Questo sarà il cuore della Cantina.

Architetture maestose e pietra di tufo sono le suggestioni che accolgono ancora oggi chi varca la soglia delle Cantine, insieme al profumo del mare che le lambisce. Qui il tempo sembra essersi fermato al 1833, anno in cui Vincenzo Florio le fondò, deciso a produrre un Marsala siciliano di qualità. Tra le Cantine che hanno fatto la storia del Marsala, quella dei Florio fu la prima ad essere fondata da un imprenditore italiano e in poco tempo si rivelò capace di superare per prestigio quelle dei concorrenti inglesi.

I profitti guadagnati venivano reinvestiti in ampliamenti e ammodernamenti, tanto che intorno al 1880, lo stabilimento Florio aveva ormai raggiunto le dimensioni di un complesso enologico all’avanguardia, con accesso diretto al mare, grandi magazzini per lo stoccaggio e spazi per l’affinamento dei Marsala. Ma non solo, i Florio dotarono le Cantine di strutture dedicate al personale che tutt’oggi molte Aziende non possiedono, una tra tutte: l’asilo per i figli degli operai.

Tra le navate di questa Cantina davvero unica al mondo, nel silenzio reso ovattato dalla pavimentazione in battuto di tufo, sembra di sentire ancora i passi di Vincenzo descritti da Stefania Auci, perché qui passato, presente e futuro si incontrano continuamente in ognuno dei Marsala che affinano per decenni nei legni, capaci di portare al calice il riverbero del passato a chi li degusta oggi o lo farà in futuro.

Ma per conoscere fino in fondo la filosofia produttiva del Marsala e comprendere il profondo legame che lega le Cantine Florio al passato dei Florio, bisogna andare a visitare le Cantine di Marsala. Intraprenderete un viaggio carico di suggestioni tra le tappe della storia de I Leoni di Sicilia, scoprendone la straordinaria modernità. Si potrà così rivivere il passato e degustare il Marsala negli stessi luoghi in cui lo degustavano i Florio, in un affascinante Baglio in riva al mare.

La famiglia Florio però non fu fondamentale solo per lo sviluppo della città lilibetana, anche Palermo e altri luoghi della Sicilia hanno giovato del loro estro visionario, conservando meravigliose testimonianze della loro presenza che ci parlano ancora oggi del risveglio commerciale, politico e culturale della Sicilia della Belle Époque.

I luoghi dei Florio in Sicilia

La storia di questa grande famiglia è iniziata in via dei Materassai a Palermo, dove i Florio giungono nel 1799 per aprire la loro drogheria. In questa tipica strada del centro storico palermitano – stretta con lastricato in pietra, in cui i palazzi si colorano di panni stesi svolazzanti dai piccoli balconi in marmo bianco – pare ancora di avvertire la stessa atmosfera di duecento anni fa.

Ci spostiamo poi nella borgata marinara dell’Arenella per parlare della casa di Vincenzo Florio e di Giulia Portalupi, la Palazzina dei Quattro Pizzi, chiamata così per le torrette angolari in stile neogotico che ne dominano il prospetto principale, il cui progetto fu firmato da Carlo Giachery.

Un intarsio ricavato dal tufo, un merletto dalle linee sinuose scolpito nella pietra. Vincenzo sente fremere Giulia accanto a lui. «Ma è…» «Splendida. Lo so. Per questo non te l’ho mostrata prima».

Grazie ai Florio, Palermo può anche vantare un unicum architettonico Liberty: il Villino all’Olivuzza, figlio del genio di Ernesto Basile, l’architetto del Teatro Massimo. Realizzato tra il 1899 e il 1902, qui domina ovunque il linguaggio floreale, dalla carta da parati fino alle decorazioni lignee nel tetto. L’eleganza di allora è ancora custodita tra le mura. Qui Donna Franca organizzava le feste più opulente di quell’affascinante “Palermo felicissima”, capitale di cultura e mondanità, capaci di attrarre le teste coronate di tutta Europa e il jet set internazionale.

Sul lungomare nella borgata dell’Acquasanta, Ignazio Florio fece poi costruire Villa Igiea nei primi del Novecento, scegliendo ancora una volta Ernesto Basile. Pensata come sanatorio per i tubercolotici, ben presto divenne quello che tutt’ora è, un Hotel di lusso. Sfarzo e decorazioni di altissimo livello in Liberty caratterizzano gli ambienti dell’Hotel, eleganti e unici, che ospitarono Gabriele D’Annunzio, il Kaiser Guglielmo II, lo zar Nicola II.

Ecco infine l’isola del vento delle Egadi: Favignana. I Florio installarono qui una tonnara – oggi divenuta un museo – che, insieme a quella dell’Arenella, fece grande il commercio del tonno sott’olio, inventato proprio da Vincenzo Florio. All’architetto palermitano Giuseppe Damiani Almeyda si deve il progetto del Palazzo sull’Isola, che divenne il salotto di Favignana dove Ignazio Florio Junior e Donna Franca invitavano gli amici a festeggiare, nel periodo della mattanza, tra un tour sull’Aegusa e un altro.

Per prenotare il tour delle Cantine Florio, visitare: https://visit.duca.it/it/5fb2951a7f16d25c2ed2d92d?lang=it&showLocation=5fb299837f16d25c2ed2d92e

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