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Il Campese Amadori, una storia italiana d’eccellenza con un impatto da 315 milioni di euro

(Agen Food) – Foggia, 23 ott. – Ben 315 milioni di euro di impatto economico generato in Italia nel 2025, 68,9 milioni di valore aggiunto, 12,6 milioni di euro riconosciuti agli allevatori della filiera. Sono alcuni dei numeri dell’impatto socio-economico de Il Campese Amadori, la prima filiera italiana e la seconda in UE del pollo allevato all’aperto.

A raccontarlo è “Quale ruolo per le filiere integrate per l’agroalimentare italiano. Il valore della filiera dell’allevato all’aperto. I 25 anni de Il Campese Amadori“, lo Studio elaborato da TEHA – The European House Ambrosetti insieme al Gruppo Amadori e presentato oggi presso l’Aula Magna dell’Università di Foggia alla presenza di istituzioni nazionali e territoriali, business partner del Gruppo, docenti e studenti dell’Università di Foggia e oltre un centinaio di avicoltori de Il Campese, per celebrare i 25 anni di una filiera avicola che, dalla sua creazione nel 2001, oggi rappresenta un motore di crescita e benessere per l’economia dei territori in cui viene realizzato, Puglia in primis, oltre a una serie di prodotti di qualità eccellente e apprezzati dai consumatori.

L’impatto socioeconomico de Il Campese

Dallo Studio TEHA, che ha preso come riferimento l’anno 2025, emerge come la filiera nata nel 2001 proprio in Puglia da un’idea di Francesco Amadori, generi in Italia un impatto economico di 315 milioni di euro: 72,5 milioni di fatturato diretto, 229,4 milioni di indiretto lungo tutta la filiera e 13,2 milioni di indotto, per un effetto moltiplicatore del fatturato di 4,4 volte. Il valore aggiunto complessivo è di 68,9 milioni di euro e una parte rilevante resta dove sono concentrate le principali attività della filiera: circa 21 milioni sono generati direttamente in Puglia, Abruzzo, Molise, oltre all’Emilia-Romagna. Lungo la catena di produzione vengono riconosciuti 12,6 milioni di euro agli allevatori, tramite contratti di soccida, a sostegno della stabilità economica e della continuità generazionale di un’area interna del Sud Italia: il Subappennino Dauno, scelto 25 anni fa per il clima mite e le ampie superfici agricole e rivelatosi, nel tempo, l’areale ideale per sviluppare questa filiera, oggi presente con alcuni allevamenti anche in Molise.

La crescita “in controtendenza” de Il Campese

A fronte di una progressiva contrazione del numero di imprese agricole in Puglia, solo nel periodo fra il 2010 e il 2024 gli allevamenti de Il Campese sono aumentati del +106%, mentre in regione le realtà del settore primario sono diminuite del -18%. Nel 2001 la filiera partiva con 6 allevamenti, oggi ne conta oltre 100 per oltre 180 capannoni attivi, che la rendono la prima in Italia e la seconda in Europa per dimensione nel segmento dell’allevato all’aperto. Lo sviluppo di questo modello, inoltre, ha progressivamente trasformato Il Campese da fonte integrativa a principale fonte di reddito per gli allevatori, contribuendo anche a preservare il tessuto imprenditoriale del territorio e a favorire l’ingresso di nuove generazioni di avicoltori. La filiera de Il Campese permette un reddito continuo e prevedibile, diversamente dai flussi stagionali legati all’attività agricola, favorendo anche la continuità delle imprese, con evidenze fino alla terza generazione. I risultati economici confermano questa tendenza: rispetto al 2015 Il Campese è cresciuto del +60% in volume, contro l’8% della media del settore. Il fatturato commerciale della linea è più che raddoppiato in dieci anni, raggiungendo 72,5 milioni di euro nel 2025, con un tasso di crescita annuo composto dell’8,3%: oltre il doppio della media dell’agroalimentare (4,0%).

Alla base c’è la gestione del Gruppo Amadori, come “capofiliera”: dalla mangimistica agli incubatoi, dagli allevamenti fino alla trasformazione alimentare e distribuzione, che garantisce coerenza tra prodotto, standard produttivi e offerta al consumatore. Il disciplinare rispetta il Regolamento UE 543/2008 sui polli allevati all’aperto e recepisce le principali indicazioni dell’European Food Safety Authority sul benessere animale. A questo si aggiungono scelte distintive del Gruppo: alimentazione 100% vegetale, nessun antibiotico da oltre 10 anni, razza a lento accrescimento, filiera italiana e tracciata. Nel solo 2025, i 3,76 GWh di energia elettrica utilizzati per la trasformazione alimentare sono stati interamente coperti da Garanzie di Origine.

Denis Amadori, AD di Gruppo Amadori, ha dichiarato: “Il Campese nasce 25 anni fa dall’intuizione di unire il sapore del tradizionale pollo di campagna alle garanzie di una filiera strutturata. Oggi i numeri dello Studio TEHA testimoniano che quella intuizione del fondatore Francesco Amadori, insieme a chi ha collaborato con lui e con l’azienda in questi anni, ha creato valore per i territori e per chi ci lavora e ha fatto diventare Il Campese la prima e più ampia filiera in Italia per il pollo allevato all’aperto, e la seconda di Europa. Guardando avanti, crediamo che lo stesso modello possa rappresentare una delle traiettorie più promettenti per l’evoluzione dell’agroalimentare italiano, verso forme di produzione sempre più qualificate, trasparenti e sostenibili: è ciò che i consumatori riconoscono quando, nella carne avicola, indicano l’allevamento all’aperto come primo elemento di qualità”.

“In uno scenario dove l’unica certezza sembra essere l’incertezza, con crescente volatilità dei costi, tensioni sulle catene di approvvigionamento e rapida evoluzione del consumatore, le filiere integrate sono sempre più strategiche per la competitività dell’agroalimentare italiano” – ha sottolineato Benedetta Brioschi, Responsabile Food&Retail e Sustainability e partner TEHA. “Le prime 50 imprese alimentari italiane concentrano il 32,7% degli investimenti in Ricerca e Sviluppo e generano il 28,5% del fatturato, evidenziando il ruolo centrale dei capifiliera nel promuovere lo sviluppo lungo l’intera catena del valore. Il Campese ne è un esempio concreto: un modello in cui il capofiliera diventa motore di sviluppo, coniugando innovazione, valorizzazione del territorio e crescita”.

All’evento, che si è svolto presso l’Aula Magna “Valeria Spada”, hanno partecipato, oltre a Denis Amadori (AD del Gruppo Amadori) e Flavio Amadori (Presidente del Gruppo Amadori): il Magnifico Rettore Prof. Lorenzo Lo Muzio; l’Arcivescovo Metropolita dell’Arcidiocesi di Foggia-Bovino, Mons. Giorgio Ferretti; l’Assessore comunale di Foggia alle Politiche del Lavoro, Giulio De Santis; il Sen. Marcello Gemmato, Sottosegretario di Stato alla Salute; la Sen. Anna Maria Fallucchi, componente della Commissione Agricoltura; Francesco Paolicelli, Assessore della Regione Puglia all’Agricoltura e allo Sviluppo Rurale; Benedetta Brioschi, partner TEHA; la Prof.ssa Marzia Albenzio, docente ordinario di Zootecnia dell’Università di Foggia; il Prof. Piermichele La Sala, docente ordinario di Economia Agraria, Alimentare ed Estimo Rurale dell’ateneo foggiano; Fabio Mecca, Direttore Area Zoomangimistica del Gruppo Amadori; Matteo Conti, CMO del Gruppo Amadori.

Redazione Agenfood

Redazione Agenfood

Agen Food è la nuova agenzia di stampa, formata da professionisti nel campo dell’informazione e della comunicazione, incentrata esclusivamente su temi relativi al food, all’industria agroalimentare e al suo indotto, all’enogastronomia e al connesso mondo del turismo.

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