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Andrea Biagini racconta 32Consulting: “Generiamo cultura, interesse, narrazione del buono e del bello della nostra straordinaria Italia”

(Agen Food) – Milano, 26 giu. – di Olga Iembo – L’Italia è universalmente riconosciuta come un paese “piccolo” ma in grado di esprimere eccellenze assolute in diversi campi, primo fra tutti quello agroalimentare ed enogastronomico. L’Italia è un “gigante”, in realtà, per la qualità, la bontà e la varietà dei suoi prodotti e la competenza dei suoi professionisti, brand e nomi che il mondo conosce in larga parte, ma non del tutto. In ogni regione italiana sono molteplici, infatti, le realtà che si tramandano da generazioni o che magari sono nate più di recente, tutte contraddistinte dal valore delle proprie proposte, anche quando sono meno conosciute o affermate. Ed allora ecco quanto sia strategicamente importante per la promozione e la valorizzazione del Made in Italy saper raccontare queste realtà e con esse la cultura, l’identità dei territori, la tradizione che racchiudono, “frutti o germogli” di una storia millenaria che fa grande l’Italia proprio per la sua straordinaria ricchezza. Realtà che devono essere cercate e scoperte una ad una, conosciute, supportate, e poi non solo raccontate, ma anche rappresentate, “messe in vetrina”, proposte in occasioni in cui le si possa “vivere”.  

“Il brand si costruisce in momenti speciali… 32Consulting è nata per dare vita a questi momenti” dice infatti Andrea Biagini, creatore di una agenzia che a Milano opera nel settore food, wine e lifestyle con una precisa mission: affiancare le aziende che esprimono prodotti di alto livello in quanto di qualità oggettivamente elevata, per consentirgli di alzare il percepito del proprio brand, sviluppando strategie di marketing, vendita e comunicazione. Un’attività “composita” che si traduce nella narrazione della “grandezza” di un Pese che deve puntare senza mezzi termini e senza indugi sulle proprie eccellenze. Di questa delicata mission, e delle sfide che porta con sé regalando anche grandi soddisfazioni, racconta tutto ad Agen Food Biagini, fondatore di 32Consulting. 

Biagini ci racconta perché e come è nata nel 2019 “32consulting”?

“32Consulting nasce nel 2019, con il desiderio profondo di raccontare il buono e il bello della nostra straordinaria penisola. Come tutte le idee, nasce da valori in cui si crede e cresce poi anche grazie all’ascolto delle esigenze del mercato e dei clienti. Uno dei momenti più significativi del mio percorso professionale è stata l’esperienza in Michelin Travel Partner: un’opportunità eccezionale che mi ha permesso di entrare in contatto con realtà di altissimo livello. È stata una palestra preziosa, in un contesto protetto da un brand iconico. Ma, come in ogni crescita, arriva il momento in cui bisogna imparare a camminare con le proprie gambe. All’inizio, l’idea era semplice ma ambiziosa: essere – attraverso la mia figura – un Brand Ambassador di eccellenze italiane autentiche, realtà che avessero qualcosa di vero e interessante da comunicare. Il ruolo del Brand Ambassador, a mio avviso, è proprio quello di essere un ‘outsider’ capace di creare occasioni, di raccontare e far conoscere la qualità di un prodotto o di un’azienda. Non si tratta di vendere direttamente – quello spetta alla forza vendita – ma di generare cultura, interesse, narrazione. La vendita arriva dopo, se si è lavorato bene sulla credibilità e sul valore percepito. Sono arrivati i primi progetti importanti: INALPI, con il grande burro italiano; Acqua FILETTE, un’acqua pura con arsenico zero, che rappresenta un’eccellenza assoluta nel panorama italiano. A sorpresa, abbiamo iniziato a collaborare anche con Maison Penet, produttori di Champagne, e con San Michele, una realtà pugliese che alleva ostriche di altissima qualità. Il ruolo del Brand Ambassador in Italia è ancora poco definito, per questo ci siamo interrogati molto su ciò che il mercato si aspettava da noi. Da lì abbiamo cominciato a sviluppare nuovi servizi legati all’incoming e agli eventi nel settore food & wine. Una svolta importante è arrivata con il Consorzio del BRUNELLO DI MONATALCINO, che ci ha affidato la gestione dell’incoming per i grandi sommelier italiani, con l’obiettivo di far loro assaggiare in anteprima le nuove annate di Brunello. Lo stesso approccio è stato adottato dal Consolato della NUOVA ZELANDA, che ci ha commissionato diversi eventi per far conoscere i loro prodotti agroalimentari. Da qui nasce una seconda linea di sviluppo: eventi su misura, di piccole dimensioni, in cui il prodotto può interagire direttamente con il suo pubblico di riferimento. Momenti esperienziali, veri, dove il contatto umano e la qualità sono al centro. Siamo cresciuti ed oggi in 32Consulting ognuno ha un ruolo chiaro ad esempio Anna Sanson, che si occupa delle relazioni con la stampa e delle PR per i ristoranti, aiutandoli a comunicare in modo coerente, autentico e strategico. Perché ogni azienda ha bisogno di una narrazione chiara, che rispecchi i propri valori. Siamo un’agenzia che comprende a fondo le dinamiche di marketing e comunicazione dei clienti. Siamo un acceleratore esterno, credibile e affidabile, capace di dare impulso ai progetti delle aziende con cui collaboriamo. La nostra credibilità l’abbiamo costruita giorno dopo giorno, con serietà e passione. Il payoff, che sentiamo molto nostro, lo dice chiaramente: ‘Il tuo successo insieme a noi!’”.

La società svolge attività variegate, ce le illustra spiegandoci anche come vengono affidate alle vostre diverse “divisioni”?

“La nostra agenzia svolge diverse attività e ogni figura all’interno del team ha una propria specializzazione. Ognuno ricopre un ruolo determinante, e crediamo profondamente che non esista un unico vincitore, ma che sia il team a vincere sempre, insieme. Per le PR tradizionali, la nostra ‘deus ex machina’ è Anna Sanson, una figura solida e riconosciuta nel settore. Per le PR digitali, la comunicazione online e molto altro, abbiamo il talento di Francesca Concina. Per le relazioni tecniche, do il mio personale contributo, supportato da Marco But, ex ispettore Michelin, una garanzia in termini di competenza e affidabilità. Quando si tratta di studiare una carta vini mirata, la nostra guida è Luca Pedinotti, sommelier AIS, che affianca i clienti nella costruzione di una proposta coerente con la propria identità. Il mio ruolo, come fondatore, è proprio questo: mettere a disposizione dei clienti le migliori persone per raggiungere l’obiettivo. E quando si tratta di raccontare i brand e i loro prodotti, entro in gioco direttamente, perché è lì che nasce la magia: il racconto, l’identità, il legame emotivo. Da questo approccio nascono collaborazioni straordinarie, come quella tra INALPI e ALMA, la Scuola Internazionale di Cucina Italiana. Per noi è motivo di grande orgoglio sapere che il burro INALPI è uno degli strumenti di studio pratico utilizzati dagli allievi chef, futuri ambasciatori del Made in Italy. Ed è proprio questo il punto: creare il mercato del futuro, partendo dalle basi, da quelle ‘matricole’ che un giorno diventeranno le nuove stelle della cucina italiana”.

La mission di 32consulting è diffondere l’eccellenza nella sua dimensione “culturale”, promuovendo prodotti che presentano un oggettivo carattere di qualità rispetto soprattutto alle esigenze della salute, ed in questo senso la società fa delle realtà che racconta veicoli di comunicazione dell’intero Paese rappresentando una “bandiera” del Made in Italy, soprattutto all’estero. Quali sono, dunque, i parametri che devono rispettare i prodotti di cui vi fate promotori?

“Anzitutto, ci tengo a ribadire che siamo un’agenzia di comunicazione e il nostro obiettivo principale è sempre quello di valorizzare i nostri clienti. I brand che si rivolgono a noi lo fanno perché sentono l’esigenza di raccontare la loro qualità, e sanno bene quanto oggi sia fondamentale creare una narrazione credibile e coerente. In questo percorso, i grandi chef diventano veri e propri ambasciatori naturali del prodotto: nessuno chef di valore comprometterebbe la propria reputazione scegliendo ingredienti che non siano all’altezza. La qualità si riconosce, si seleziona e si difende. È per questo che INALPI e i suoi prodotti sono oggi presenti in tantissime cucine di ristoranti e hotel d’eccellenza. Lo stesso vale per ACQUA FILETTE, una ‘prime water’ italiana distribuita solo in strutture di altissimo prestigio, dove ogni dettaglio è curato e selezionato. Le collaborazioni che nascono con 32Consulting non sono semplici rapporti commerciali: sono veri e propri matrimoni di qualità, fondati sulla condivisione di valori, visione e rispetto reciproco. Un esempio recente? Sono stato selezionato per rappresentare le Marche a Osaka, all’interno di un progetto promosso dall’acceleratore The Hive. La scelta è ricaduta su di me perché raccontare la qualità italiana è ciò che faccio da sempre, e perché la mia narrazione non è mai scollegata dall’esperienza diretta: degusto, conosco, studio i prodotti e i vini che promuovo. Solo così posso comunicare con autenticità e convinzione. Del resto, la nostra forza come Italia sta proprio in questo: sappiamo raccontare il nostro stile di vita attraverso le nostre eccellenze, e non è un caso se siamo tra i Paesi con la più alta aspettativa di vita al mondo, al pari del Giappone. In definitiva, 32Consulting guarda al futuro con lo stesso spirito con cui è nata: passione, selezione, visione e rispetto per la qualità. Vogliamo continuare ad essere un acceleratore credibile per i nostri clienti, un ponte tra il valore che producono e i mercati che vogliono raggiungere”.

La straordinaria importanza della rappresentazione della cultura secolare dell’agroalimentare italiano fa il paio, purtroppo, con la necessità di “difendere” l’identità del Made in Italy da fenomeni altamente dannosi come il famigerato Italian Sounding. Cosa pensa in proposito e quali, secondo lei, le contromisure necessarie?

“Dirò una cosa forse diversa da quello che si sente spesso nelle tante polemiche sul tema: i nostri consumatori nel mondo ci conoscono molto meglio di quanto si pensi. Sanno distinguere – e bene – i prodotti autentici dalle imitazioni. È un po’ come nel mondo della moda: chi è attento alla qualità sa esattamente in quali negozi entrare, quali marchi seguire, quali materiali riconoscere. Chi cerca davvero l’eccellenza italiana sa orientarsi, conosce i brand, legge le etichette e riconosce il valore della nostra filiera, della nostra storia, del nostro territorio. Ciò che dispiace è pensare che, in alcune aree del mondo, ci siano ancora consumatori meno informati o meno attenti, che finiscono per cadere nei tranelli dell’Italian Sounding: packaging ingannevoli, nomi evocativi, slogan ambigui. Convinti di avere davanti un grande prodotto italiano, si trovano invece tra le mani un’imitazione. Il nostro lavoro, come comunicatori, è proprio questo: fare chiarezza, raccontare l’originalità e dare strumenti di consapevolezza a chi sceglie. Perché la qualità non ha bisogno di urlare, ma di essere riconosciuta e rispettata”.

Un chiaro e recentissimo esempio delle attività svolta da 32consulting, come ci ha appena detto, è la partecipazione al progetto “Road to Osaka”, organizzato da FVB Srl The Hive Acceleratore cofinanziato dalla Regione Marche per la settimana marchigiana dal 1 al 7 giugno al “fuori” Expo di Osaka. Ci racconta?   

“Sono esperienze di grande valore, non solo per la gioia di essere stati presenti in un contesto internazionale come Osaka, ma soprattutto per l’emozione di rappresentare – in uno speech ufficiale – una regione meravigliosa e meritevole come le Marche. Le Marche sono una terra di prodotti straordinari, con una tradizione culinaria ricchissima: non solo ristoranti pluristellati, ma anche agriturismi e trattorie autentiche che hanno fatto dell’arte dell’accoglienza un punto di forza per farsi conoscere nel mondo. A Osaka, al ristorante La Veduta del Saint Regis Hotel, abbiamo reinterpretato questa ospitalità marchigiana in chiave internazionale, grazie a una chef Sabrina Tuzi proveniente dall’agriturismo stellato Il Tiglio. Tutti i prodotti utilizzati erano 100% marchigiani: dalla pasta di Girolomoni, ai vini di Casalfarneto e Umani Ronchi. È stato emozionante vedere i commensali giapponesi assaggiare i nostri prodotti, rapiti dal gusto, dalla bellezza e dalla storia che questi piatti portano con sé. È in momenti come questi che capisci quanto la cultura italiana del cibo rappresenta un linguaggio universale. A mio avviso, per 32Consulting e per i miei clienti, esiste una sola direzione: la qualità e la creazione di valore. L’Italia è un paese piccolo ed immenso: piccolo per dimensioni geografiche, immenso per la ricchezza che produce in ogni territorio. Ed è proprio per questo che dobbiamo concentrarci su ciò che ci rende unici: la qualità, l’identità, la coerenza. Questo è, a mio avviso, il nostro ruolo nel mondo: creare valore vero, non solo attraverso il prodotto, ma attraverso il modo in cui lo raccontiamo, lo presentiamo, lo facciamo vivere. So bene che non è sempre facile comprendere cosa significhi davvero ‘creare valore’, ma è lì che sta il segreto del successo. Il Made in Italy va scelto perché è unico, sicuro e di qualità, e il suo valore supera il valore materiale del prodotto stesso. Lo stesso vale per il design e la moda: è più facile intuirlo quando si parla di stile, ma il principio è esattamente lo stesso. La qualità italiana non va spiegata, va fatta vivere”.

Redazione Agenfood

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Agen Food è la nuova agenzia di stampa, formata da professionisti nel campo dell’informazione e della comunicazione, incentrata esclusivamente su temi relativi al food, all’industria agroalimentare e al suo indotto, all’enogastronomia e al connesso mondo del turismo.

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