(Agen Food) – Roma 06 ott. - Cosa succede quando uno dei prodotti più amati…

Harry’s Bar Firenze amplia il suo brand nel segno della qualità
(Agen Food) – Firenze, 10 lug. – di Nicoletta Curradi – Un Gin distillato con botaniche tipiche toscane e un estratto speciale di lilium che rimanda direttamente al tradizionale giglio fiorentino, per palati raffinati.
E’ il primo importante step di un nuovo progetto di sviluppo che caratterizzerà le nuove tendenze di Harry’s Bar Firenze, che ora guarda alla produzione e brandizzazione di prodotti di alta qualità sempre ispirati alla sua originaria vocazione, in coerenza con la sua identità e continua ricerca della qualità, quindi al mondo del cocktail, della gastronomia e della fine pasticceria grazie a importanti collaborazioni con produttori artigianali toscani. Prodotti che saranno destinati al consumo interno al ristorante o alla vendita comunque diretta alla propria clientela internazionale. Come i pralinati, ora al debutto e che si rifanno alla storia del Martini e quindi di Harry’s Bar, così da recuperare una tradizione di riva d’Arno.
“Abbiamo voluto ampliare il brand, poggiando su quella che è la nostra vocazione di un’offerta di alta qualità – spiega Francesco Bechi, titolare di Harry’s Bar assieme al fratello – con una selezione di prodotti particolare, vere nicchie di mercato. Cominciando dal Gin, che in Toscana ha una lunga tradizione distillatoria passata anche attraverso l’utilizzo di specie botaniche caratterizzanti, poiché sappiamo che ci sono estimatori di questo distillato alla ricerca di una proposta originale e di qualità. Inizieremo con una produzione di 200 bottiglie per vedere quale sarà l’accoglienza da parte dei clienti”.
“L’accoglienza in una città come Firenze deve passare necessariamente attraverso un’offerta di qualità, che inviti il visitatore a sostare e degustare per un momento di benessere ed è quello che puntiamo a fare con queste nuove proposte in un contesto di relax”.
L”Harry’s Bar enne fondato nel dicembre 1953 da Enrico Mariotti e Raffaello Sabatini in Via del Parione a Firenze. Fu Giuseppe Cipriani, patron del già famoso Harry’s Bar di Venezia, a fornire i consigli che hanno reso il locale fiorentino un’istituzione.
Immancabili in menu i taglierini gratinati, il carpaccio, i gamberi al curry, la tartare, le crepes flambate al Gran Marnier mentre all’American Bar i grandi classici sono il Bellini, il Martini, il Negroni.
Solo a febbraio 1963 Harry’s Bar si trasferisce in Lungarno Vespucci. Sarà la sede della Dolce vita in riva all’Arno. Gli anni dove shaker e bicchieri sono affidati al mitico barman Tersilio Vadorini, detto “Lio”. Di quegli anni ruggenti restano la foto di Liz Taylor davanti al suo cocktail e l’etichetta dello champagne preferito da Margot Hemingway su uno degli sgabelli.
Nel 1972 Sergio e Roberto figli di Enrico Mariotti cedono Harry’s Bar alla famiglia Bechi. La tradizione continua. Nel 2016 Harry’s Bar viene inserito tra i locali storici d’Italia. Dopo la chiusura della sede storica e il trasferimento in via del Prato nell’hotel Villa Medici, il 2025 è l’anno del rilancio.
