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K-Healthy food: cucina coreana, sana e buona per le diete per equilibrio e varietà
(Agen Food) – Roma, 27 giu. – di Olga Iembo – “La cultura culinaria italiana e coreana possono mescolarsi, possono comprendere e condividere i rispettivi valori” a vantaggio di un’alimentazione equilibrata e sana. Si riassume in queste parole di Nam Sanghui, Direttrice di aT Center Paris, il significato dell’iniziativa che si è tenuta ieri a Roma, presso la sede One Day Chef, dove il Lunch K–Healthy Food è stato un momento di scoperta e approfondimento delle proprietà nutrizionali degli ingredienti coreani e dei benefici che producono, tanto da indurre a pensare che possano entrare nelle diete degli italiani. E’ la conclusione dell’Associazione Italiana Nutrizionisti in Cucina (Ainc) che dallo studio del modello di alimentazione coreana hanno concluso che sia possibile e ragionevole inserire nelle diete dei propri assistiti anche ingredienti della tradizione coreana, proprio considerate le sue proprietà salutistiche.
L’aT Corea Paris e il Ministero dell’Agricoltura, Food e Rural Affairs della Repubblica della Corea del Sud hanno organizzato questo importante momento formativo coinvolgendo l’Ainc alla ulteriore scoperta di alcuni piatti tipici “centrali” della cucina coreana, che è stato possibile assaggiare grazie alla partecipazione all’evento di Sun Young Koo, ormai divenuta una chef famosa dopo essere giunta in Italia attratta dal fascino della moda, ed aver iniziato a fare la cuoca a domicilio quasi per gioco. La filosofia della chef, che ama riassumere le principali caratteristiche della cucina coreana in salute, equilibrio, ingredienti fermentati ed energia, rappresenta perfettamente lo stile culinario coreano, non solo salutare, ma anche goloso e “spirituale”.

Non a caso Domenicantonio Galatà, presidente dell’Associazione italiana nutrizionisti in cucina, presente ieri all’incontro, ha sottolineato l’importanza di “tenere a mente che ciò che mangiamo influisce sul nostro corpo ma anche su ‘chi siamo’”, parlando proprio della consapevolezza dei coreani nell’approccio all’alimentazione come qualcosa che fa bene al corpo e all’anima come un punto di forza di questa cucina.
“Noi nutrizionisti studiamo le proprietà ‘nutrizionali’, appunto, alla ricerca delle migliori scelte in cucina. Le cucine etniche sono cresciute moltissimo negli ultimi anni, del 60%almeno, e noi seguiamo questa transizione verso nuove cucine con nuovi ingredienti in modo da valutarle e se del caso valorizzare in maniera scientifica. Dopo i nostri studi abbiamo deciso di supportare la aT Corea in questa attività perché la cucina coreana si basa su degli ingredienti straordinari non solo dal punto di vista del gusto, ma anche dal punto di vista nutrizionale. Ad esempio le basi di alcuni alimenti sono fermentati ed apportano una miriade di nutrienti al nostro intestino, al microbiota, fondamentali per il nostro benessere. Un altro straordinario esempio sono le alghe, ma soprattutto un punto di forza è il fatto di mangiare in maniera variegata. Importante è anche l’aspetto della cucina, della trasformazione alimentare, perché i coreani sono molto attenti a quest’aspetto, troviamo cotture ‘slow’, e un’impostazione di pensiero positiva sulla consapevolezza che mangiare fa bene se mangi le cose giuste. E’ una sorta di accostamento fra medicina e cucina, una mentalità tipicamente orientale, mentre noi europei l’abbiamo a volte un po’ perduta”.
“Resta invece fondamentale imparare anzitutto a scegliere le materie prime, tenendo a mente che ciò che mangiamo influisce sul nostro corpo ma anche su ‘chi siamo’” ha poi concluso Galatà che, proprio ieri, è stato nominato Ambassador K-Food, ambasciatore della cucina coreana in Italia, dalla direttrice di aT Center Paris, che ha voluto esprimere tutta la sua soddisfazione per la bella collaborazione creatasi. “Italia e Corea son unite, fra le altre cose, dall’amore per il buon cibo – ha detto Nam Sanghui -. Siamo amanti del buon cibo ed entrambi conosciamo l’immensa varietà degli ingredienti che vengono da mare, montagna e terra, e utilizziamo tanti metodi di cottura. Attraverso questo incontro capiamo come le nostre due culture possono mescolarsi e che possiamo comprendere e condividere i rispettivi valori. Dalla nostra tradizione culinaria e dai valori nutrizionali dei nostri piatti, è possibile arricchire la proposta gastronomica italiana, intensificando un dialogo culturale attraverso il cibo”.
L’appuntamento è proseguito poi con la spiegazione e degustazione di alcune ricette fusion che sono alla base del pasto coreano, con lo showcooking affidato alle sapienti mani della chef Sun Young Koo. Cinque piatti centrali della tradizione coreana, tutti a base di quelle materie prime come riso, germogli di soia, tofu, alghe e verdure fermentate, dai noti effetti benefici sull’organismo.
