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Il Melo decio di Belfiore resiste dai tempi di Attila
(Agen Food) – Belfiore (VR), 04 ott. – di Pol. Cla. – Adatta per confetture, dolci e per i trasformati in genere. Aromatica, croccante, acidula, verde con alcuni fregi rossi, piccola. Antica varietà di melo, coltivata sin dai tempi dei romani e recentemente recuperata, oggi la produzione è rimasta attiva grazie ad alcuni produttori, che lo portano ancora alla vendita sui mercati ortofrutticoli. L’area di produzione è il Comune di Belfiore, provincia di Verona.
Il suo nome deriva da D’Ezio un generale dell’Impero romano che combatté a Padova contro Attila. Dai Sunti di frutticoltura pratica, quella del melo decio è una “vecchia varietà veronese consigliata solo agli agricoltori che attraverso la potatura, la concimazione e la difesa dai parassiti riescono a produrre frutta grossa, sana e tutti gli anni. Riesce bene solo nei terreni freschi del Medio e del Basso Veronese”.
Il melo decio si raccoglie a novembre, si consuma nei mesi invernali fino all’inizio della primavera: un’annata produttiva ogni due anni. La produzione è limitata, tuttavia a Belfiore le mele locali sono considerate una vera istituzione ed è per questo che ogni anno, a ridosso del periodo del raccolto, si celebra la Festa della Mela di Belfiore, ormai giunta alla sua 65° edizione. Questi frutti sono talmente profumati che un tempo venivano persino utilizzati per dare un buon odore ad armadi, cassetti e guardaroba
Le caratteristiche gustative ed olfattive di queste mele le rendono ideali per il consumo al naturale e perfette per preparare delle ottime mostarde. Oggi di melo decio si trovano solo alcuni impianti e alberi sparsi e resiste grazie alla cooperativa a cui conferiscono i coltivatori: Vanzani, Stefano Manfré, Antonello Marconi, Luciano Marconi, Nicola Marconi, Davide Cappellari, Romano Danese, Flavio Tebaldi di Belfiore e Fabio Sgreva di Zevio.
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