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La cozza tarantina, voce del Mar Piccolo

(Agen Food) – Taranto, 16 sett. – di Massimiliano Cinque – C’è un sapore che resta nella memoria, come un’eco di mare e di terra. È quello delle cozze tarantine, presidio Slow Food, che custodiscono dentro di sé la voce antica del Mar Piccolo. Una conca magica, sospesa tra mito e natura, dove il mare incontra la terra e le sorgenti sotterranee – i citri – sgorgano come vene segrete, portando acqua dolce a fondersi con quella salata. È in questo intreccio misterioso che nasce la cozza tarantina: più carnosa, più dolce, più vera di qualsiasi altra. Non un semplice frutto del mare, ma la sintesi miracolosa di due mondi: il Mediterraneo con le sue acque salate e la terra con le sue vene fresche.

Eppure, come accade alle cose preziose, anche questa perla nera ha conosciuto le sue ombre. Negli anni scorsi la parola “diossina” è calata come una maledizione su Taranto, già ferita dall’industria, insinuando il sospetto che persino il suo simbolo gastronomico potesse essere compromesso. A quell’allarme seguì una stagione di rigore: controlli serrati, campionamenti, verifiche incessanti. ARPA Puglia e ASL hanno messo in piedi un sistema di monitoraggio che non ha eguali in Italia. Così oggi, chi porta alla bocca una cozza tarantina, lo fa non solo con il piacere del gusto, ma con la certezza della sicurezza.

Eppure, le parole – a volte – pesano più dei fatti. In una diretta televisiva, l’ex direttore di Telenorba Enzo Magistà ha affermato che le cozze tarantine sarebbero allevate “nel Mar Piccolo inquinato dalla diossina”. Un’affermazione che ha sollevato una bufera. Comune e Confcommercio hanno replicato con fermezza, ricordando che i controlli costanti certificano la conformità dei mitili destinati al mercato.

Poco dopo, quasi a voler attenuare l’eco delle sue stesse parole, Magistà ha assaggiato una cozza davanti alle telecamere, dichiarando: «Non c’è alcun rischio per la salute, lo confermano i controlli. Le cozze del Mar Piccolo sono sicure». Un gesto che ricorda da vicino quello di Lamberto Sposini, che nel 2006, in piena psicosi da influenza aviaria, morse un pollo davanti alle telecamere per rassicurare il pubblico. Ma la differenza è sostanziale: qui non serviva la prova teatrale. La cozza tarantina è da anni sicura, controllata, certificata. Ed è, soprattutto, straordinariamente buona.

La polemica, tuttavia, non si è spenta. L’amministrazione locale, con il sindaco Bitetti, e le categorie economiche hanno difeso la cozza tarantina come prodotto sano, controllato, marchio identitario. Hanno accusato le dichiarazioni di Magistà di essere “disinformazione”, dannose per un settore che opera legalmente, rispettando le regole e collaborando con le istituzioni.

Non va dimenticato che il Primo Seno del Mar Piccolo è da anni sottoposto a restrizioni e a monitoraggi puntuali per la presenza di diossine e PCB. E che i dati più recenti, quelli del 2023, confermano come le aree designate rispettino i parametri di legge. Anzi, vi sono zone, come il Secondo Seno, classificate “A”: i mitili qui raccolti possono essere destinati direttamente al consumo, senza ulteriori trattamenti.

Così, tra le reti dei mitilicoltori che galleggiano sull’acqua, il volo pigro dei gabbiani e il respiro delle sorgenti dolci, la cozza tarantina non è soltanto cibo. È un racconto di resistenza, di identità, di orgoglio. E chi la assaggia, oggi, sente nel palato non soltanto la dolcezza del mollusco, ma la forza, la dignità e la memoria di un popolo intero.

Redazione Agenfood

Redazione Agenfood

Agen Food è la nuova agenzia di stampa, formata da professionisti nel campo dell’informazione e della comunicazione, incentrata esclusivamente su temi relativi al food, all’industria agroalimentare e al suo indotto, all’enogastronomia e al connesso mondo del turismo.

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