(Agen Food) – Firenze, 23 ott. - Un aiuto concreto per affrontare il caro vita,…

Monouso, cambiano le regole: per GDO e HoReCa si apre una nuova fase di adeguamento
(Agen Food) – Mantova, 23 ott. – Per cinque anni, una zona grigia normativa ha permesso di vendere di prodotti in plastica tradizionale sotto l’etichetta di “riutilizzabile”, aggirando di fatto i divieti europei sulla plastica monouso. Un recente intervento legislativo chiude ora questa falla, introducendo criteri tecnici e misurabili per ciò che è davvero riutilizzabile da ciò che non lo è. Dal 21 aprile 2027, chi vorrà etichettare un prodotto come riutilizzabile dovrà dimostrare il rispetto di standard rigorosi previsti dalla normativa, rendendo più difficile utilizzare questa definizione come semplice espediente commerciale. In parallelo, il Regolamento europeo sugli imballaggi e sui rifiuti di imballaggio (PPWR) ha introdotto nuove disposizioni che interessano sia il settore alimentare che la ristorazione, con obblighi e scadenze ben definiti a seconda delle diverse tipologie di packaging.
L’evoluzione normativa impone alla filiera del packaging alimentare una crescente attenzione alla conformità, alla documentazione tecnica e alla selezione dei fornitori. Per produttori, distributori e operatori della ristorazione diventa quindi fondamentale verificare in anticipo gli assortimenti, valutare i materiali e pianificare gli approvvigionamenti in linea con le nuove regole. Tra le realtà che seguono da vicino questa trasformazione c’è SignorBIO, azienda italiana specializzata nella distribuzione di stoviglie e packaging alimentare, che individua nella qualità dei prodotti, nella tracciabilità delle forniture e nella verifica documentale le leve decisive per affrontare il cambiamento.
“Per anni il mercato ha visto convivere prodotti con caratteristiche molto diverse, talvolta presentati al consumatore con definizioni che non rendevano immediatamente comprensibile la loro effettiva destinazione d’uso”, dichiara Andrea Zanini, CEO di SignorBIO. “L’introduzione di criteri tecnici più precisi rappresenta un passaggio importante per rendere il mercato più trasparente. Per le aziende non si tratta soltanto di scegliere un materiale diverso, ma di poter dimostrare concretamente la conformità dei prodotti che acquistano e distribuiscono. Chi affronta queste verifiche in anticipo sarà nelle condizioni migliori per gestire le prossime scadenze.”
Dalla GDO all’HoReCa: la rivoluzione tocca tutto il settore
Tra i settori più impattati c’è la Grande Distribuzione, dove l’offerta di stoviglie in plastica etichettate come “riutilizzabili” ha visto un forte incremento negli ultimi anni. Una tendenza che è stata analizzata anche da Legambiente, che ha portato alla luce lacune e criticità nei documenti e nelle certificazioni di diversi prodotti in commercio. Per gli operatori della GDO diventa quindi prioritario accertarsi che le promesse di riutilizzo siano certificate da prove tecniche concrete, evitando di basare le decisioni d’acquisto esclusivamente sui claim commerciali presenti sulle confezioni.
Anche il settore HoReCa è chiamato a prestare crescente attenzione alle caratteristiche e alla conformità degli imballaggi utilizzati, in un contesto nel quale le nuove disposizioni europee prevedono requisiti differenti a seconda delle applicazioni. Per ristorazione, catering, hotellerie, delivery e asporto, la scelta dei prodotti dovrà quindi tenere conto non soltanto delle prestazioni e dei costi, ma anche della documentazione disponibile, della destinazione d’uso e delle specifiche prescrizioni applicabili. In questa transizione, potersi affidare a soluzioni alternative e a fornitori capaci di garantire supporto e verifiche documentali farà la differenza. Per tutto il comparto delle stoviglie e del packaging alimentare si apre una fase in cui la conformità tracciabile diventerà un vero e proprio criterio di acquisto. Selezionare partner affidabili, analizzare le caratteristiche dei materiali e richiedere test report trasparenti non sarà più un semplice adempimento, ma un elemento di posizionamento distintivo, fondamentale per chi gestisce grandi volumi e forniture continue.
“Il consiglio che darei oggi a chi acquista per la grande distribuzione o per la ristorazione è di non fermarsi al prezzo o alle dichiarazioni riportate sulle confezioni. Occorre poter verificare la documentazione tecnica pertinente e che le certificazioni siano effettivamente riferite ai prodotti acquistati e accertarsi che le caratteristiche dichiarate siano supportate da prove adeguate. La conformità non si improvvisa a ridosso di una scadenza: si costruisce scegliendo per tempo prodotti e partner affidabili” conclude Zanini.
