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Chassagne e Puligny-Montrachet: cuori bianchi della Borgogna
(Agen Food) – Borgogna, 9 ott. – Tra le dolci colline della Côte de Beaune, in Borgogna, si trovano due dei villaggi più celebri al mondo per la produzione di vini bianchi di qualità eccezionale: Chassagne-Montrachet e Puligny-Montrachet.
Questi due piccoli comuni, separati solo da pochi chilometri di vigna, rappresentano il cuore pulsante della vinificazione borgognona, dove l’arte della viticoltura ha raggiunto livelli di raffinatezza straordinaria.

Situato a sud di Puligny, il villaggio di Chassagne-Montrachet vanta un panorama vitivinicolo eterogeneo, con la produzione di vini bianchi e rossi. Il suo nome antico era “Cassaneas”, ha una lunga storia che risale all’epoca romana. Oggi, il comune copre circa 370 ettari, con una struttura del suolo complessa e varia, composta da calcare, argilla e ghiaia. Nonostante sia spesso associato principalmente allo Chardonnay, Chassagne è uno dei pochi villaggi della Côte de Beaune dove il Pinot Nero ha ancora un ruolo importante.
I terreni cambiano dal fondo del pendio verso l’alto: le terres rouges più pesanti nella parte inferiore e le terres blanches calcaree nelle zone più alte, da cui provengono i migliori bianchi. In passato, Chassagne-Montrachet era principalmente nota per i suoi vini rossi a base di Pinot Noir. Tuttavia, oggi la maggior parte della produzione è dedicata allo Chardonnay, che rappresenta circa due terzi della superficie vitata. I vini bianchi di Chassagne-Montrachet sono rinomati per la loro pienezza, struttura e ricchezza. Spesso presentano note di frutta matura, come mela, pera e albicocca, arricchite da accenni di burro e nocciola derivanti dall’invecchiamento in botte di rovere. Il suolo di Chassagne, più argilloso rispetto a Puligny, conferisce a questi vini un corpo più robusto e una maggiore rotondità.
I rossi di Chassagne, meno conosciuti rispetto ai bianchi, sono raffinati e mostrano una struttura tannica fine, con note di frutti di bosco, spezie e un tocco di terrosità che li rende eleganti e ben bilanciati. Chassagne-Montrachet vanta tre Grand Cru, tra cui il prestigioso Le Montrachet (condiviso con Puligny), Bâtard-Montrachet (anche questo condiviso) e il piccolo ma delicato Criots-Bâtard-Montrachet. Tra i suoi 19 Premier Cru, si distinguono i vini provenienti dai climats di Les Caillerets, Les Grandes Ruchottes, e Clos Saint-Jean per il Pinot Noir. In queste terre, il vitigno Chardonnay trova la sua espressione più pura, dando vita a vini capaci di emozionare e raccontare l’essenza del terroir.
Puligny-Montrachet, più a nord, è universalmente riconosciuto come il comune che produce i migliori Chardonnay al mondo. La sua storia viticola risale almeno al XII secolo, quando i monaci benedettini iniziarono a coltivare le viti nella vicina Blagny. Il nome “Puligny” deriva dall’antico termine “pol”, che significa “pozza d’acqua”, riflettendo il paesaggio originario della zona.
Qui, le vigne si trovano su terreni calcarei che offrono al vino una finezza e una freschezza incomparabili. I vini di Puligny-Montrachet sono noti per la loro solidità, longevità e straordinaria opulenza. Rispetto a Chassagne, i vini di Puligny sono caratterizzati da una mineralità affilata e un’eleganza particolare, con una complessa gamma aromatica che include note di frutta, fiori e minerali.
Puligny ha una superficie vitata leggermente inferiore rispetto a Chassagne, con circa 300 ettari complessivi. Gli aromi dominanti nei vini bianchi di Puligny-Montrachet includono fiori bianchi, agrumi e una marcata nota minerale, che spesso ricorda la pietra focaia. Al palato, questi vini sono lineari, freschi e tesi, con una capacità di invecchiamento eccezionale che consente di sviluppare con il tempo una complessità straordinaria. A differenza di Chassagne, la produzione di Pinot Nero è praticamente assente, il che permette a Puligny di concentrarsi quasi esclusivamente sui suoi spettacolari bianchi. Puligny-Montrachet ospita alcuni dei vigneti più celebri del mondo, tra cui Le Montrachet e Bâtard-Montrachet (condivisi con Chassagne), nonché due Grand Cru esclusivi: Chevalier-Montrachet e Bienvenues-Bâtard-Montrachet.

Questi vini esprimono una precisione aromatica e una freschezza senza pari. La denominazione conta anche numerosi Premier Cru, tra cui Les Pucelles e Clavoillon. Nonostante la vicinanza geografica, i vini di Chassagne-Montrachet e Puligny-Montrachet presentano differenze significative, derivanti da fattori legati al suolo, all’esposizione e alla tradizione vinicola.
I vini bianchi di Chassagne-Montrachet sono generalmente più ricchi e opulenti rispetto a quelli di Puligny. Grazie a una maggiore presenza di argilla nei terreni di Chassagne, lo Chardonnay qui tende a produrre vini più corposi, con una texture setosa e cremosa. Puligny, con i suoi terreni prevalentemente calcarei, offre invece vini più lineari, minerali e freschi, con una maggiore acidità e precisione. Stile aromatico I vini di Chassagne spesso esprimono aromi di frutta matura e burro, mentre quelli di Puligny sono noti per le loro note più delicate di fiori bianchi e agrumi, con una mineralità accentuata.
Questa differenza aromatica rende i vini di Puligny generalmente percepiti come più eleganti e sottili, mentre quelli di Chassagne sono più robusti e rotondi. Longevità Entrambi i villaggi producono vini di eccezionale longevità, ma i bianchi di Puligny-Montrachet tendono ad avere una maggiore capacità di invecchiamento, grazie alla loro struttura acida e alla purezza minerale. Questi vini evolvono lentamente nel tempo, sviluppando complesse note di nocciola, miele e spezie dolci. I vini di Chassagne, pur invecchiando bene, raggiungono il loro picco di espressività generalmente in un arco di tempo leggermente inferiore rispetto ai loro vicini.
