(Agen Food) - Montefalco (Pg), 06 nov. - Il Sagrantino guarda oltre il calice e…

Vino: Al via la 58^ edizione della Sagra di Carosino
(Agen Food) – Taranto 29 ago. – di Massimiliano Cinque – Dai merli del castello D’Ayala, la vista della piazza di Carosino è privilegio concesso a pochi – maldestri e incoscienti – fortunati. Raggiungerle e sporgersi non è affatto semplice, visto la natura pericolante della struttura, ma una volta arrivati il premio è elevato. In questa edizione della Sagra del Vino, ho avuto l’onore di poter osservare lo zampillio del vino dalla fontana centrale. Si, perché la fontana di Carosino è una delle poche in Italia a far scorrere vino rosso nella settimana di festa.

L’aria che si respira è inebriante, con l’odore e l’aroma del vino predominanti. Cambia completamente la percezione del paese, dove iniziano a circolare più trattori carichi di uva, frutto della vendemmia, che automobili; sull’asfalto restano segni tangibili del loro passaggio, e il calore del sole fa sì che risalga quel profumo che richiama tempi passati, quando si trascorrevano le giornate nelle campagne a raccogliere l’uva.
La Sagra del Vino è l’anima di Carosino – piccolo paese della provincia di Taranto che per anni ha fondato la sua economia agricola sulla vigna – che nell’ultima settimana di agosto celebra la cultura enologica, attraverso concerti, degustazioni, esaltazione di prelibatezze locali e seminari. O meglio, celebrava.
Purtroppo negli anni l’idea di base della Sagra, innovativa e rivoluzionaria quando fu creata, ha lasciato il passo, e non è riuscita a rinnovarsi, al proliferarsi dei baccanali in altri comuni. Uno dei motivi principali è, detto in modo crudo e tralasciando una profonda analisi che richiederebbe molte pagine, che Carosino ha perso il suo Primitivo. Il fallimento della Cantina Sociale e le mancate politiche agricole, come ad esempio la creazione di un Consorzio dei Produttori di vino di Carosino, hanno smantellato un tessuto agricolo che ha preferito rivolgersi ad altre realtà, più forti e remunerative, come Manduria, San Marzano o Sava. O, in aggiunta, la bolla dell’uva, pagata a cifre superiori al valore di mercato, ha portato negli anni a un’iperproduzione con conseguente svalutazione, provocando una denuncia per manovre speculative da parte di Coldiretti Puglia.
Nonostante tutto Carosino, i carosinesi, gli emigrati e tante e tante persone del circondario tarantino e non aspettano con gioia l’avvento della Sagra, la pubblicazione del programma e degli eventi, segno che il potenziale c’è, ma necessita di un rinnovamento di idee fresche e programmi innovativi per riscoprire tutto il suo valore. Idee e progetti che non possono esser lasciate alle amministrazioni politiche, ma che devono esser frutto di studi, concertazioni e analisi affidate ad un comitato autonomo che metta al centro la visione del vino e del mondo enologico.
Ieri la 58° edizione della Sagra del Vino ha preso il via nella primissima mattinata con il caratteristico riempimento della fontana con il vino dell’Azienda Giai Vini di Daniele e Tiziana Marinelli. I presenti, nell’attesa del completamento, si sono concessi una colazione decisamente particolare: il vino. Alle prime luci dell’alba, invece, è andato in scena un suggestivo concerto di violino e chitarra classica ad opera dei fratelli Silvia e Livio Grasso.
Accompagnato dalle soavi e ritmate note, e dalle leccornie della Pro Loco di Carosino, il sole è sorto alto nel cielo celebrando il miracolo del vino, ovvero rendere l’uomo amico dell’uomo.

Non resta che attendere l’imbrunire e l’accensione della fontana, da cui zampillerà il vino, riempiendo nuovamente l’aria di Carosino con il suo nobile profumo. Con un calice di Primitivo in mano, si potrà passeggiare tra le vie del paese e le stanze del Castello, alla ricerca della bellezza, del colore, della cultura, del piacere e del sogno che solo il vino può offrire.
