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In Italia la rivoluzione dell’olio “di rifinitura”, QuBi per una nuova narrazione che risponde a qualità, dietetica, precisione, praticità, sostenibilità

(Agen Food) – Milano, 00 ott. – di Olga Iembo – Una nuova narrazione dell’olio d’oliva, in linea con le più moderne esigenze legate alla cucina ed al cibo: alta qualità, salubrità, precisione, praticità, sostenibilità. C’è questo dietro a QuBi, l’idea che ha portato in Italia una sorta di “rivoluzione” in cucina quanto all’utilizzo dell’olio extravergine d’oliva. “L’ingrediente”, esaltante e sufficiente già da solo, punto di partenza e di arrivo di ogni ricetta, scrigno della cultura gastronomica italiana e fulcro della dieta mediterranea, simbolo di abbondanza e di eccellenza, massima espressione dei vari territori che ne custodiscono la tradizione.

Oggi, però, fra le rappresentazioni più classiche dell’olio fa capolino un prodotto di rottura rispetto a una sua immagine lirica ma non più tanto attuale, pensato come risposta a quelle richieste che il consumatore avverte come necessità, come elementi imprescindibili alla base della scelta di un prodotto: che consenta di risparmiare senza rinunciare al valore; che consenta di evitare sprechi; che consenta un utilizzo misurato “alla goccia” in modo da risultare il più rispondente possibile ad esigenze dietetiche ma anche culinarie; che sia sostenibile consentendo di rispettare ancor di più il territorio.

QuBi si può riassumere così, dunque, come una novità nel mondo dell’olio che esprime in modo giovane, fresco, moderno, il concetto della sostenibilità nelle sue tre dimensioni: economica, sociale e ambientale. Una novità che ha introdotto in Italia la precisa definizione dell’“olio di rifinitura”.

QuBi, quanto basta. “Extravergine. Extrapratico” recita il claim del brand di extravergine creato da Marco e Danilo (QUBI LAB S.r.l., Carate Brianza), che lo sintetizzano nel modo più efficace: “Non un olio da cucina, l’olio di rifinitura è il tocco finale a crudo, il filo d’olio che chiude il piatto. Nelle cucine professionali è un gesto codificato: al passe, prima che il piatto esca in sala, lo chef ‘firma’ con l’olio. È l’ultimo ingrediente che tocca il piatto e il primo che incontra il naso di chi mangia. Per questo si usa un olio diverso, e migliore, di quello che lavora sui fornelli. Il formato segue l’idea, ed è questa la novità: bottiglia squeeze da 500ml con beccuccio dosatore che consente la massima precisione, e si ‘ricarica’. La squeeze da 500 ml vive in cucina e a tavola. La latta da 3 litri vive in dispensa, al buio, e riempie la bottiglia circa 6 volte. Quando la squeeze è vuota, la ricarichi in pochi secondi e la latta torna al suo posto. Compri la bottiglia una volta, poi compri solo l’olio”.

Agen Food ha voluto sapere di più proprio da Marco, uno dei padri di QuBi, come Danilolanciatosi in un progetto innovativo “che educhi il consumatore al rispetto di criteri moderni ma essenziali, e lo aiuti a metterli in pratica nella quotidianità, che sia dentro casa come in trattoria o una cucina stellata”.  

Marco, come è nata l’idea di questo prodotto e a chi è destinato?

“L’olio di rifinitura è l’extravergine che si aggiunge a crudo sul piatto già pronto: un filo sulla zuppa, sulla tagliata, sul pesce, sul pane. È il momento in cui l’olio buono si sente di più, ed è anche quello in cui lo si versa peggio, a occhio, dalla bottiglia di vetro, con colature sul piano e dosi che cambiano ogni volta. L’idea è nata da qui: nelle cucine professionali la bottiglia a spremere si usa da anni, a casa quasi nessuno la conosce. È pensato per chi cucina tutti i giorni e ci tiene a quello che mette nel piatto, ma anche per ristoranti, pizzerie e hotel, dove un olio dosato bene si traduce in costi più bassi”.

Un utilizzo particolare che richiede un formato speciale, una bottiglia squeeze. Ci spiega di cosa si tratta e quali sono le particolarità, i vantaggi e l’importanza di un contenitore simile?

“È una bottiglia morbida in plastica alimentare (PE) con un beccuccio dosatore. La premi e l’olio esce come un filo sottile; smetti di premere e il flusso si ferma, quindi niente gocce sul fianco né macchie sul fornello. Si usa con una mano, mentre l’altra tiene la padella. C’è anche un vantaggio meno visibile. Il collo stretto con il beccuccio fa entrare pochissima aria, e la plastica opaca protegge l’olio dalla luce, che insieme all’ossigeno è la prima causa di irrancidimento. Una bottiglia di vetro trasparente aperta e richiusa decine di volte protegge molto meno”.

Questa novità della confezione consente di non doverla sostituire ogni volta, ma di poterla ricaricare. Cosa significa questo in termini di sostenibilità?

“Accanto alla bottiglia da 500 ml c’è una latta da 3 litri, che basta per riempirla sei volte. Al posto di sei bottiglie da buttare ne usi una, e la latta è in metallo riciclabile, come la bottiglia che a fine vita va nella plastica. Conta anche per il portafoglio: con la latta l’olio costa 12,30 € al litro, contro i 25,80 € al litro della bottiglia singola. Non chiediamo di scegliere tra qualità e risparmio, perché dentro c’è lo stesso olio”.

Però, parliamo di sostenibilità ma la bottiglia è di plastica…

“Cominciamo col dire che stiamo parlando di una bottiglia che ha la specifica certificazione per il food, e garantisce la massima protezione e rispetto dell’olio. Il contenitore che è riciclabile, poi, nel momento in cui non si utilizza più può e deve essere smaltito in maniera corretta, proprio come il vetro, il cartone o altro. Date per assodate le corrette pratiche seguite da ciascuno, QuBi è sostenibile perché consente di ridurre drasticamente il numero delle confezioni. Ma anche sotto altri ‘profili’, ad esempio quello fondamentale di evitare gli sprechi, cosa utile per il valore economico dell’olio ed anche per il rispetto delle esigenze dietetiche”.    

Sempre in tema di confezionamento, è possibile anche personalizzare la bottiglia squeeze?

“Sì, lo facciamo per le aziende. Stampiamo un’etichetta con il logo, i colori e il messaggio del cliente, e prepariamo box regalo da uno o più pezzi per Natale, fiere, welcome kit o anniversari aziendali. Si parte da 50 pezzi. Dal brief alla consegna servono in genere tre-cinque settimane, con la proposta grafica e due revisioni incluse. Funziona perché non è il solito gadget che finisce in un cassetto: si usa in cucina ogni giorno, e il marchio resta sotto gli occhi. La cucina è un mondo amato da tutti e ormai tutti hanno imparato a stare attenti a certi ‘canoni’, per cui un regalo che racchiude l’alta qualità unendola alla praticità e soprattutto all’efficienza è certamente gradito da tutti”.

Parliamo dell’olio di QuBi, è italiano e il processo di lavorazione avviene tutto in Italia…

“Sì, 100% italiano: niente miscele con oli comunitari. Le olive arrivano da diverse regioni italiane e vengono spremute in un frantoio nel Chianti. L’estrazione è a freddo e l’olio viene filtrato. Ogni lotto viene analizzato in laboratorio: l’acidità è sotto lo 0,8% previsto per l’extravergine, e i polifenoli superano i 350 mg/kg. Crediamo che chi compra debba sapere cosa c’è dentro”.

QuBi, però, ha anche delle “varianti”, quattro per la precisione…

“Sì, arriveranno nei prossimi mesi, nello stesso formato squeeze da 250 ml: peperoncino calabrese, basilico genovese, tartufo nero e limone di Sorrento. Sono pensate per chi vuole un tocco di carattere in più con lo stesso gesto”.

QuBi per ora è disponibile solo online, ci sono cambiamenti all’orizzonte in tal senso?

“Siamo partiti dall’online perché ci permette di raccontare il prodotto e di vedere come lo usano le persone. Oggi QuBi si compra sul nostro shop qubishop.it e su Amazon in Italia, Germania, Francia e Spagna. Il passo successivo è la ristorazione: ristoranti, pizzerie e hotel, con la latta in cucina e la squeeze in sala. Poi guardiamo alla grande distribuzione, dove la squeeze tra le bottiglie di vetro si riconosce da lontano. Le novità arriveranno sì, e non solo in questo”.

Redazione Agenfood

Redazione Agenfood

Agen Food è la nuova agenzia di stampa, formata da professionisti nel campo dell’informazione e della comunicazione, incentrata esclusivamente su temi relativi al food, all’industria agroalimentare e al suo indotto, all’enogastronomia e al connesso mondo del turismo.

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