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Turismo, quello slow, sulla Via Francigena
(Agen Food) – Roma, 27 dic. – di Pol. Cla. – Il turismo slow è quello a stretto contatto con la natura e il territorio: storia e tradizioni da conoscere camminando con i propri ritmi, in silenzio e rifocillati dalla genuinità dei prodotti territoriali.
Si pensi alla via Francigena, che da pellegrinaggio religioso è diventata meta e percorso che consente di esplorare angoli d’Italia di straordinaria bellezza.
L’itinerario europeo si snoda in 1800 chilometri da Canterbury a Roma e fu originariamente effettuato nell’anno 990 dall’abate Sigerico per ricevere la sacra investitura come vescovo della città britannica. Successivamente i pellegrini lo percorsero per raggiungere la capitale e proseguire ancora più a sud per imbarcarsi verso la Terrasanta. Attraversa Regno Unito, Francia, Svizzera e Italia.
Nel 1994 la Via Francigena è stata dichiarata Itinerario culturale del Consiglio d’Europa.
In Italia parte dal passo del Gran San Bernardo, in Valle d’Aosta, e giunge fino a Roma, con una lunghezza complessiva di circa 945 chilometri che attraversa nove regioni. In un itinerario adatto a tutti tra città e natura attraverso sentieri montani, mulattiere, vie campestri, strade alberate e antichi selciati.
Dalla pianura Padana fino agli argini del Po, le foreste degli Appennini, le campagne toscane, i laghi laziali, l’itinerario è costellato di strutture ricettive di accoglienza e ristorazione.
L’Associazione Europea delle Vie Francigene ha formulato un documento speciale da timbrare durante il percorso che consente di usufruire di agevolazioni. Inoltre percorrendo gli ultimi 100 chilometri a piedi o 200 in bicicletta, si riceve anche il Testimonium, come certificazione dell’avvenuto pellegrinaggio.
#viaFrancigena
