(Agen Food) – Roma, 20 ott. - Con il business delle agromafie che ha raggiunto…

In che modo la Gen Z sta approcciando il consumo di alcolici?
(Agen Food) – Roma, 18 mar. – di Donatella Graziani – I consumatori più giovani appartenenti alla cosiddetta “Gen Z”(persone nate tra i medio-tardi anni novanta del secolo scorso e i primi anni del 2010), in età legale per bere, hanno un rapporto molto diverso con l’alcol rispetto alle generazioni più anziane, mostrando livelli sempre più crescenti di astensione e moderazione, sperimentando nuove categorie e allontanandosi dalle categorie tradizionali ad alto contenuto di alcol.
I dati di monitoraggio dei consumatori raccolti dalla IWSR – il sito di sondaggi e analisi sul consumo di alcolici nel mondo – suggeriscono che, in alcuni mercati chiave, una percentuale significativa di consumatori giovani in età legale per bere evita del tutto l’alcol, sebbene vi siano ampie variazioni tra i singoli Paesi.
Tra i 15 mercati chiave (Australia, Brasile, Canada, Cina, Francia, Germania, India, Italia, Giappone, Messico, Sudafrica, Spagna, Taiwan, Regno Unito e Stati Uniti), il Giappone mostra il più alto livello di astensione tra i consumatori della Gen Z, con il 63% che dichiara di non aver bevuto alcolici negli ultimi sei mesi, seguito dagli Stati Uniti con il 54% e dal Canada con il 44%.
In tutti e tre i casi, i livelli di astensione sono superiori a quelli della popolazione adulta complessiva dei rispettivi mercati, anche se i consumatori della Gen Z sono sottorappresentati negli Stati Uniti e in Canada a causa dell’età legale più elevata per bere.
“Una percentuale sorprendentemente elevata di giovani LDA+ (in età legale per bere alcol, ndt) dichiara di astenersi completamente dall’alcol”, afferma Richard Halstead, COO Consumer Research, IWSR. “Questo è particolarmente vero in Giappone e in Nord America, ma la tendenza alla moderazione è prevalente anche in altri mercati in Europa, Asia e Australasia”.
Nel frattempo, i consumatori della Gen Z che partecipano alla categoria delle bevande alcoliche stanno cambiando sempre più il modo in cui interagiscono con l’alcol. In particolare, sono sottorappresentati nelle categorie tradizionali ad alto tasso alcolico, come la birra e il vino, e sovra-rappresentati negli RTD (Ready to Drink), soprattutto negli Stati Uniti e in Canada, nei cocktail a base di alcolici bianchi, nei liquori (soprattutto in Spagna) e negli aperitivi.
A differenza dei Millennial, che tendono a sperimentare la mixology a base di whisky, i consumatori della Gen Z mostrano attualmente una maggiore preferenza per i cocktail a base dei cosiddetti white-spirits.
Al di là di queste tendenze generali a livello globale, le preferenze della Gen Z si differenziano a seconda delle regioni e dei mercati.
Negli Stati Uniti e in Canada, ad esempio, la Gen Z è sottorappresentata a causa dell’innalzamento dell’età legale per il consumo di alcolici e dei minori livelli di partecipazione alle bevande alcoliche. Tuttavia, in entrambi i mercati, i Gen Z hanno acquistato meno alcolici in termini di volumi richiamati, anche se negli Stati Uniti dichiarano di spendere di più quando fanno acquisti.
In Europa, le tendenze sono relativamente diverse, ma tutti i principali mercati mostrano una riduzione dei volumi consumati dai consumatori Gen Z, con una spesa in aumento in Francia, Germania e Italia, neutra in Spagna e in calo nel Regno Unito. Nel Regno Unito, l’unico movimento positivo è stato registrato per le “bevande sociali di tendenza”, come lo champagne e la vodka. Altre tendenze includono l’aumento del vino spumante in Francia e Germania e la birra in Germania e gli RTD (Ready to Drink) in Francia.
In Asia, il comportamento della Gen Z è più in linea con quello dei mercati generali, con un aumento dei volumi e della spesa in Cina, India e Taiwan. In Cina, i consumatori della generazione Z bevono più birra, vino di prugne, huangjiu (vino di riso), vino a base di uva e whisky statunitense, ma mostrano segni di diminuzione nella categoria del baijiu (distillato dal sorgo – o da altri cereali – con una gradazione alcolica tra il 40 e il 60%).
“Vale la pena notare che per i bevitori della Gen Z è ancora presto per entrare nel mercato degli alcolici e sarà necessario monitorare attentamente il loro comportamento nel tempo per vedere come si evolvono i loro gusti”, commenta Halstead. “Tuttavia, alcuni dei loro comportamenti – riduzione della quantità di alcol consumato, preferenza per i cocktail e le bevande premium – sono evidenti anche nella generazione precedente, quella dei Millennials (di età compresa tra i 20 e i 40 anni)”.
In generale, ciò indica una realtà emergente in cui i produttori di bevande alcoliche faranno probabilmente più affidamento su bevande premium, comprese quelle a basso o zero contenuto alcolico, offerte in ambienti e/o confezioni particolari.
