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e/n enoteca naturale: vino, selezioni artigianali e, da ora, anche ristorante “in quattro giri”
(Agen Food) – Roma, 06 giu. – Non più soltanto wine bar con cucina: nel locale che sorge nell’incantevole giardino con vista sulla Basilica di Sant’Eustorgio, negli spazi di Casa EMEGENCY, arriva la proposta dello chef Gianmaria Errico. Un menù che cambia due volte al mese, da scoprire in abbinamento alla ricca selezione di vini naturali della cantina
Tecnica e sperimentazione, convivialità indie e composizione jazz: tutto al servizio di una cucina di grande eleganza, dai sapori puliti, autentici, che guarda alla stagionalità, alla memoria e alla contaminazione. Strizzando l’occhio a un nuovo concept che si allontana dalle formalità e punta al divertimento. Da oggi, nello splendido scenario del giardino di Casa EMERGENCY che si affaccia sulla Basilica di Sant’Eustorgio, e/n porta a Milano “La cucina/giusta in quattro giri”, un menù di quattro portate che vuole combinare ricerca e condivisione, piacere di stare insieme ed esperienza culinaria.
Una squadra composta da ragazzi tutti sotto i trent’anni e in cucina uno chef giovane e di talento: è Gianmaria Errico, classe 1995, bergamasco, già demi chef di ASKA** (New York) e di Da Vittorio*** (Bergamo). La sua offerta, riservata a 40 commensali alla volta, segna una nuova tappa nel percorso “gastronomico” di e/n, iniziato nel 2018 con una selezione di proposte dei migliori artigiani italiani, che oggi si arricchisce con un menù alla carta per una completa esperienza di degustazione. Tutto con una finalità: puntare sì al gusto ma senza snaturare l’identità che ha reso e/n celebre tra giovani e meno giovani.
“e/n ha un’idea di fondo, quella di fare cultura del vino naturale (nomen omen!) e del cibo, attraverso la convivialità, per combinare la ricerca in cantina e in cucina a un’atmosfera allegra. È un wine bar e un ristorante all’interno di un edificio (e di un giardino) di proprietà del Comune di Milano, destinato poi ad EMERGENCY – di cui siamo sostenitori e ne condividiamo i valori. Per questo non può che essere uno spazio aperto alla città, pensato per accompagnare gli ospiti in un’esperienza fatta di sapori, scambio e scoperta. Perché – siamo convinti – si possono fare cose importanti anche intorno a una tavola e davanti a un bicchiere di vino”, racconta Guido Cerretani, fondatore del progetto e/n, insieme a Marta Giannotti e Francesca Agnello.
La proposta dello chef Gianmaria Errico
Il menù – disponibile dal lunedì al sabato a cena; sabato e domenica a pranzo – cambia ogni due settimane e ha un nome proprio, “La cucina/ giusta in quattro giri”, e consiste in una degustazione di quattro portate (su prenotazione, al costo fisso di 40€, bevande escluse). “Secondo un’idea che mette al centro la la stagionalità, la varietà e l’equità dei processi di produzione, e vuole servire piatti che siano accessibili a ogni palato e a ogni personalità”, come dice lo chef Gianmaria Errico.
Dal gazpacho intatto con fragole, pomodori, sedano, pesche e cipollotto al riso Meracinque alle erbe aromatiche e camomilla, dalla galantina di anatra, con patate, tartufo e cerfoglio all’orzo mantecato al prezzemolo, con lumache e chips di aglio fritto: tutto nei piatti di Gianmaria nasce dalla lezione dei classici della cucina (soprattutto francese) per diventare moderno, rampante e avvolgente.
Cresciuto a pane e cucina intesa come atto di condivisione, osservando la madre alle prese con la preparazione della pasta ripiena e il padre, di origine francese, impegnato nella ricetta delle crêpes, Giammaria ha 27 anni e le idee molto chiare. Dopo numerose esperienze con chef stellati in giro per il mondo e in Italia, sia come responsabile di partita che nel team catering, ha deciso di puntare su un format che possa conciliare la sua innata ricerca per il buono con la convivialità tanto cara al pubblico di e/n. La sua intuizione, supportata dal gioco di squadra di tutta la brigata e la sala ha introdotto un’importante innovazione nella ristorazione milanese, ovvero un menù di sintesi composto da antipasto, primo, secondo e dessert, nel quale si manifesta da un lato la sua stratificazione di esperienze gourmet e dall’altro il piacere di divertirsi a tavola senza smussare l’atmosfera della location, fatta di divertimento, gentilezza e familiarità.
“Se dovessi riassumere che cos’è per me la cucina direi storia, sensibilità, rigore e carattere. La assocerei astrattamente a una lingua che si vuole imparare a padroneggiare, ma – come in ogni processo di apprendimento – la sua struttura non lascia scampo all’improvvisazione. La sua grammatica, fatta di rigide proporzioni, sapori ben combinati e tecniche di cottura precise, sono basi tutt’altro che lasciate al caso. Da e/n, vorrei elevare la classicità e la tradizione a contemporaneità, sperimentando il più possibile”, racconta Gianmaria.
I piatti scelti per servire il menù de “La cucina/ giusta in quattro giri” sono un bell’esempio di riuso creativo e sono stati decorati a mano dalla ceramista Clara Holt.
Gli abbinamenti con la cantina di e/n proposti da Rocco Galasso
Da sempre “posto del cuore” per gli appassionati di prodotti che raccontano una storia da bere e da mangiare, e/n offre l’opportunità di abbinare al menù de “La cucina/giusta in quattro giri” una selezione di circa 350 etichette, tutte derivate da un’agricoltura sostenibile ed etica ad opera di piccoli produttori di vini naturali, biologici e biodinamici.
A curarla Rocco Galasso, il front man di e/n che sostiene di aver trovato nel vino il suo Saturno: grazie alla sua ricerca e quella di tutto il team composto da giovanissimi appassionati, le bottiglie offrono una ricca varietà di proposte provenienti da tutte le regioni dell’Italia e dall’Europa, dalla Francia alla Germania, dalla Grecia alla Spagna, fino alla Georgia. In sala, le referenze si alternano con grande velocità grazie a una mescita che cambia ogni settimana e che si concentra su vignaioli e agricoltori che lavorano a filiera corta, nel rispetto del territorio, dell’ambiente e soprattutto delle persone.
“Il vino unisce e gliene sarò grato per sempre. Mi diverto a cercare, scoprire: se un vino ci piace, pur avendone poche bottiglie, vogliamo farlo assaggiare a chi viene a trovarci”, racconta Rocco che non perde occasione per raccontare il lavoro di artigiani/contadini vignaioli che si nasconde dietro ogni bottiglia.
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