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Italmercati, allarme Unioncamere: perse 21.000 imprese in 3 anni
(Agen Food) – Roma, 17 mag. – di Olga Iembo – Forte allarme lanciato da Unioncamere oggi a Roma, alla presentazione dello studio “L’Italia alla prova del cambiamento: la risposta dei mercati agroalimentari all’ingrosso”: “In tre anni, dal 2019 al 2022, le imprese attive nel settore agroalimentare sono diminuite di 21.000 unità: una riduzione del 2,6% rispetto al solo 0,2% del totale economia”.
E’ quanto ha detto il Presidente di Unioncamere, Andrea Prete, intervenendo all’evento organizzato da Italmercati e The European House – Ambrosetti. Sempre nello stesso periodo, secondo quanto emerso, nel mondo agroalimentare si è registrato un avvio di riorganizzazione che ha visto un crescente aumento delle forme societarie (+5,9%) con una progressione decisamente superiore rispetto al totale economia (+0,8%). “Favorire questi processi di aggregazione, in ottica sostenibile e digitale può essere la strada per rendere più forti, equi e stabili i sistemi produttivi agricoli e alimentari, incentivando modelli organizzativi integrati” ha aggiunto Prete, spiegando di ritenere fondamentale “lavorare su digitalizzazione delle imprese agricole”.
“Come Camere di Commercio – ha proseguito – dobbiamo rispondere alle esigenze di innovazione tecnologica del comparto dove rileviamo ancora un gap nell’approccio alla trasformazione digitale. In una scala di valori compresa tra 1 e 4, la maturità digitale delle imprese agricole si attesta su 1,68 contro i 2,09 del totale imprese” ha aggiunto prima di concludere spiegando che le Camere di Commercio, attraverso i PID, o Punti Impresa Digitale, dal 2018 ad oggi hanno raggiunto circa 3.500 aziende agricole, per aiutarle ad affrontare il tema dell’intelligenza artificiale e dell’agricoltura di precisione.
Oltre a Prete, molti gli ospiti presenti all’incontro di oggi organizzato da Italmercati e House Ambrosetti, che dopo le relazioni introduttive hanno partecipato alla successiva tavola rotonda. Fra questi anche Salvatore De Meo (FI), membro della Commissione Agricoltura del Parlamento Europeo e relatore del parere in Commissione sul regolamento imballaggi, che ha fatto riferimento proprio alla proposta di Regolamento presentata dalla Commissione sul divieto di imballaggi monouso per frutta e verdura sotto un chilo e mezzo. De Meo ha fatto notare come nel testo si specifichi che tale divieto non si applica in caso di una “dimostrata necessità di evitare perdita di acqua o turgore, rischi microbiologici o urti”, ma ha spiegato che questa formulazione risulta incerta e poco chiara, e dunque crea possibili problemi perchè ci sono prodotti dell’ortofrutta che per natura necessitano di imballaggi sotto il chilo e mezzo, come ad esempio l’insalata o i frutti rossi.
L’europarlamentare ha dunque evidenziato come “la possibile scomparsa di questi imballaggi potrebbe quindi avere un impatto molto negativo sul consumo di alcuni prodotti particolarmente importanti per l’alimentazione sana, così come sul consumo in generale di frutta e verdura per i nuclei familiari piccoli o i single, aumentando i rischi di sprechi alimentari”, ed ha poi concluso spiegando che “il nostro emendamento mira ad eliminare questo passaggio”.
